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IO Scrittore Pietro De Bonis

Eccoci al secondo appuntamento con la rubrica “IO Scrittore” in cui leggerete l’esperienza di pubblicazione dello scrittore Pietro De Bonis.

Buona Lettura!

Tre domande allo scrittore Pietro De Bonis

Quali libri hai pubblicato e con quale casa editrice?
Ho pubblicato la silloge poetica “Tempeste Puniche, Il Profumo della Quiete” con Albatros.

Ci racconti com’è stata l’esperienza della prima pubblicazione?
A livello pratico, credo che l’esperienza in tale campo sia fondamentale, occorre dover “sbagliare” per capire meglio, nonostante ciò la mia Casa editrice non si è comportata male con me.
A livello personale, di sentimenti ed emozioni, è stata una esperienza prima meravigliosa nonché una grande soddisfazione, per me paragonabile ad una laurea, certo un libro nella società moderna ha meno peso di una laurea vera (tranne che sulla bilancia), porterà a meno vantaggi nel mondo del lavoro, ma sono convinto però di aver acquisito una grande vantaggio su me stesso. Poi comunque ho sempre tempo per diventare “dottore” in qualcosa, la vita è lunghissima e piena di sorprese.

Quali consigli daresti a chi vuole pubblicare il suo primo libro?
Io sono nessuno per poter dare consigli, comunque se proprio devo anche qui scinderei il discorso a livello pratico e personale. Per il primo caso consiglierei un ragazzo d’ informarsi bene chiedendo in ogni dove informazioni sulle varie case editrici le opportunità che offrono, certo di non fermarsi alla prima e di non farsi ammaliare dalle parolone dei contratti, cercare scrittori che hanno già pubblicato e chiedere loro come si sono trovati con le rispettive case, agire furbescamente ma soprattutto non credersi dii in Terra, l’umiltà è la prima cosa, magari anche rendersi conto da soli perché no che la propria opera ora potrebbe essere ancora acerba e non essere così tanto meritevole di contratto, quest’ultima sarebbe una presa di coscienza importantissima da parte di un giovane autore, poiché la fretta o la smania di pubblicare assolutamente rovina l’arte e l’autore stesso, bisogna saper aspettare.
A livello personale direi lui di vivere bene a palla prima di dedicarsi alla scrittura, anche se di solito chi inizia a scrivere è perché già ha vissuto qualcosa di raccontabile, magari ecco di impugnare la penna quando la mano non trema più.




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