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La ferroviera


È nello scrivere, nel tirar fuori i ricordi per riconoscersi e nel trarre sollievo dalle parole addensate nella mente che si diventa protagonisti della propria vita: i frammenti si ricompongono, le esperienze vissute come "ferroviera" e le inquietudini di una giovane donna si alternano alle emozioni riscoperte e alla ricerca dell'amore vero, ostinatamente e dannatamente desiderato.
Il grande sogno d'amore diventa il respiro vitale attraverso il quale si possono dimenticare le insidie del tempo sul proprio corpo, per non intricarsi davanti alla propria immagine di "donna come tante" e l'occasione di un diario personale può far cogliere la bellezza interiore di una donna che è padrona della sua vita e mai semplice comparsa in un mondo estraneo.
Per Adrena le parole hanno ancora un profondo significato e le residue zone oscure sono illuminate dalla mappa dei desideri e dalla personale straordinaria avventura che fa ritrovare l'incanto e lo stupore della voglia di vivere: l'umana conoscenza è esplorazione, visione dilatata e tormento.
Fino all'ultimo respiro.
Massimo Barile

Editore:
Montedit

Genere: narrativa italiana

Estratto:
Nei primi anni ottanta, la donna inizia ad insinuarsi ed a rivestire ruoli definiti prettamente maschili, occupandoli.
Nonno ferroviere, padre ferroviere, fratello ferroviere, ed infine lei: ferroviera.
Stella, vincitrice di un concorso pubblico per esami, affronta la sua nuova vita.
Molto presto, avrebbe fatto parte di questa specie che tempo addietro, era considerata come una categoria ambita e di prestigio, con un piccolo particolare che caratterizzava da poco tempo l'oggi: "L'essere donna" e quindi Ferroviera.
E' così, con quel termine poco appropriato, che il ferroviere di genere maschile, l'uomo, il maschio, per intendersi, definirà il ferroviere di genere e sesso femminile.
I primi tre mesi che seguirono l'aprile del 1984, sarebbero passati in fretta tra i banchi di un'aula improvvisata posta al primo ed ultimo piano del cinema Royal.
Per accedere all'aula di formazione, era necessario costeggiare il muro del cinema, mantenendosi a ridosso il più possibile; il marciapiede, se così si poteva definire, prevedeva al massimo due piedi numero 41 e nemmeno messi in pari. Era talmente risicato che un uomo di corporatura normale, doveva camminare zoppicando con un piede sopra e l'altro sulla pericolosissima strada a quattro corsie, a doppio senso di circolazione, frequentata da macchine a traffico veloce, anzi velocissimo, di una città caotica e frenetica, qual è Bari.
L'entrata del cinema, seppur rialzata dal piano stradale da tre scalini, sui quali ci si sentiva in parte protetti, era molto pericolosa, sia per il ristretto marciapiede, sia per la curva a gomito che si formava proprio in quel preciso punto.
Forse questo disagio avrebbe caratterizzato ancor più gli inspiegabili sconti, fatti alla numerosa famiglia dei ferrovieri; pensò tra sé Stella, mentre stringeva in mano con orgoglio il telegramma del reclutamento.
Dieci telegrammi, svolazzavano, nell'attesa di adempiere al completamento delle generalità, di cui quattro di genere femminile.
Adiacente all'entrata del cinema, da un cancello color grigio ferrovia, (colore piuttosto rinomato nel gergo ferroviario) un uomo fuoriuscendo il capo e tenendo ben riguardati piedi e parte del bacino, sollecitò i redivivi a passare dall'altra parte che finalmente, furono al sicuro.
L'uomo dal fisico asciutto, capelli brizzolati e inflessione diversa dal capoluogo, si qualificò immediatamente come l'istruttore e gesticolando indicò e mostrò la strada alternativa da fare per evitare il costante pericolo ben noto soprattutto nelle ore di punta.

- Venendo dalla stazione, affianco alla Bari-Nord, c'è un cancello, è sempre aperto anche di notte, se girate a sinistra andate sul primo binario, se andate diritto vi ritroverete qui, quindi?

Un attimo di panico rappresentò gli istanti successivi, dovevano rispondere, oppure avevano la possibilità di riflettere?

- Andate diritto, rispose a se l'uomo e proseguì le spiegazioni, responsabilmente.

- Ci siete tutti? Domandò guardandoli negli occhi.

Un'altra domanda ancor più difficile; ognuno guardò l'altro a lui sconosciuto, cercando una risposta o un suggerimento.
Tornando con lo sguardo sul foglio, lesse a voce alta i cognomi in una sorte d'appello e appose un segno di spunta.

Seguirono tutti di riflesso il primo presente pronunciato dal capolista, che li tolse dall'imbarazzo di una risposta più consona e appropriata all'occasione dei facenti parte del mondo lavorativo adulto.
Tutti insieme in ordine sparso ma vicini l'un l'altro, cercando disperatamente un senso di protezione, raggiunsero l'ufficio preposto al disbrigo delle pratiche burocratiche.
Lì, furono chiamati, uno per volta ed in ordine alfabetico.
Quando arrivò il suo turno, Stella andò a spiegare le solite cose… il doppio nome, seppur composto era riportato per intero soltanto sull'estratto di nascita e sul codice fiscale.

- Dovrà presentare un estratto dell'atto di nascita e un documento che attesti che Maria e Maria Stella, sono la stessa persona.

Annuì, sapendo perfettamente di quale documento stesse parlando, avendolo già presentato numerose volte per lo stesso problema, e spiegò che le serviva qualche giorno per recarsi presso il comune di nascita.
Fu il padre a provvedere alla supplica delle tre copie richieste per precauzione, anche se in cuor suo, da buon ferroviere, sperò che questa sarebbe stata l'ultima volta.
L'appuntamento fu per il giorno dopo; senza assenze se non giustificate da certificato medico, si raccomandò l'istruttore, qui si lavora e si prende un regolare stipendio assicurato e tornò sull'ultimo termine scandendolo ulteriormente.

- Dopo i tre mesi di formazione, sarete esaminati e valutati e con un pizzico di dileggio, elencò le ostiche materie. Scambio manovra e freni, riscaldamento e controlleria.

Il silenzio che seguì valse più d'ogni altra parola.

Acquisto:
http://www.montedit.it/scheda-libro,10,La ferroviera
http://www.ibs.it/code/9788883568930/adrena/ferroviera.html




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