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La mongolfiera, il monte Tambura e il tappeto volante


Un atto d'amore verso il proprio territorio. L'autrice ripropone in questa nuova edizione il suo lavoro già edito nel 2008 per AltroMondo Editore. La terra di cui parla sono le Alpi Apuane che degradano dolcemente verso il mare nel territorio della Versilia. Il gruppo di intrepidi che affronteranno una serie di avventure degne della più agile narrativa per ragazzi è composto da Stella, dalla sorella minore Glenda, da due amici d'oltreoceano, Frank e Rebecca, e dal cattivo di turno, Alfred. Le due sorelle sono di famiglia modesta. Il padre, operaio che si dibatte sotto la scure della cassa integrazione, la madre casalinga e di salute cagionevole. Stella vive il peso e le ristrettezze che l'esistenza le impone e sogna di diventare un giorno una scrittrice e una giornalista. Ama l'evasione e perciò accetta con entusiasmo l'invito di un giro in mongolfiera in compagnia degli amici Rebecca e Frank, arrivati da Boston in visita in Italia per le vacanze estive e decide di condurre con sé anche la sorella Glenda. Il raduno di mongolfiere è a Bagni di Lucca a ferragosto. Lì i quattro amici conoscono il conducente della loro mongolfiera, un certo Alfred, un pilota che è troppo abbronzato e troppo giovane rispetto ai suoi colleghi. Il pallone levatosi dal suolo andrà presto in panne, e l'equipaggio vivrà un atterraggio di fortuna in una fitta foresta che si estende attorno al monte Tambura. Qui cominciano le avventure dei quattro, Stella, Glenda, Frank e Rebecca, che si mettono in marcia per cercare di uscire dalla fitta e inestricabile macchia, mentre Alfred misteriosamente scompare. La vicenda si svolgerà quasi interamente nel sottosuolo attraverso il dedalo di labirinti sotterranei al quale accedono i ragazzi attraverso una minuscola entrata protetta da un masso. Coinvolgerà tutti gli ingredienti classici della narrativa per adolescenti: l'imprevisto, il tesoro, il cattivo, i mostri e perfino un misterioso tappeto volante. Lo stile sarà sempre leggero e il lettore accetterà volentieri qualche sbavatura pur di farsi carezzare dal racconto che ha il sapore di una fiaba d'altri tempi. E, come tutte le fiabe, il finale sarà lieto, il cattivo scomparirà per sempre e ci sarà anche l'insegnamento per il lettore. Quello di amare la propria terra, di custodirne con gelosia i tesori per evitare che i sottili equilibri che ne garantiscono la bellezza possano essere danneggiati da una frenetica corsa all'oro. È quello che accadrà ai protagonisti che si legheranno in un solidale patto di silenzio per evitare che troppi curiosi invadano il territorio del monte Tambura e ne spaventino i mille animali che lo popolano. Articolo di Stefano di Stasio
"La stamberga dei lettori"

Editore:
La Case Books

Genere: fantasy/avventura

Estratto:
"Pronto, è il Nautilus che parla, mi ricevete? Pronto."Passarono alcuni minuti di silenzio in attesa di una risposta. Stella, Glenda, Rebecca e Frank guardavano con occhi sgranati il pilota, senza dire una parola."Sì, Nautilus, ti riceviamo."Si sentì finalmente arrivare una voce attraverso la radio, e i ragazzi tirarono un sospiro di sollievo."Improvvisamente il vento è incrementato e non so se riuscirò ad atterrare nel campo previsto. Bisognerà che mi diate nuove indicazioni in extremis per un altro posto d'atterraggio." Quello che Alfred stava dicendo al suo "recupero" non li tranquillizzava affatto."Non ti preoccupare, noi ti stiamo seguendo da quaggiù; in caso di difficoltà ti daremo indicazioni." Queste furono le ultime parole che la radio di bordo ricevette. Il vento, inaspettatamente, cominciò a intensificarsi sempre di più. Era come se volesse sbatterli proprio contro il monte Tambura; Alfred senza parlare si mise intorno al bruciatore e afferrò la manetta della fiammella, cercando di dare meno pressione per diminuire un po' la velocità. Con l'aumentare del vento, la mongolfiera fu presa in un vortice d'aria e cominciò a girare su se stessa."Ragazzi teniamoci forte alle corde!", gridò Stella. Erano sballottati come uova in un cestino e avevano paura di fare la "frittata". Il pilota, improvvisamente, si accorse che si era spenta la fiamma e, urlando la famosa frase "Si salvi chi può!", si aggrappò insieme a Stella a una delle funi d'acciaio. Allungando un braccio cercò di afferrare nuovamente la radio che aveva riposto ma, nel momento in cui riuscì a sganciarla, questa gli scivolò dalla mano e cadde nel vuoto. Adesso toccherà a noi la stessa fine, pensò Stella rassegnata. La mongolfiera continuò a girare su se stessa e a precipitare.

Acquisto:
http://www.amazon.it/mongolfiera-Tambura-tappeto-volante-ebook/dp/B00BRL40S4/ref=sr_1_1?ie=UTF8eqid=1367686451esr=8-1ekeywords=RAINERI+FERNANDA




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