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LA PIETA’ DELL’ACQUA

RECENSIONE ‘LA PIETA’ DELL’ACQUA’ DI ANTONIO FUSCO

Schermata 2015-09-14 alle 08.53.18

Titolo: La pietà dell’acqua
Autrice: Antonio Fusco
Pagine: 224
Prezzo € 12,90
Dimensioni: 15 x 21,5 cm
Copertina: Brossura con bandelle
Uscita: 3 giugno 2015
ISBN: 9788809808300

TRAMA
È un ferragosto rovente e sulle colline toscane ai confini di Valdenza viene trovato il corpo di un uomo, ucciso con una revolverata alla nuca, sotto quello che in paese tutti chiamano “il castagno dell’impiccato”. Non un omicidio qualunque, ma una vera e propria esecuzione, come risulta subito evidente all’occhio esperto del commissario Casabona, costretto a rientrare in tutta fretta dalle ferie, dopo un’accesa discussione con la moglie. Casabona non fa in tempo a dare inizio alle indagini, però, che il caso gli viene sottratto dalla direzione antimafia. Strano, molto strano. Come l’atmosfera di quei luoghi: dopo lo svuotamento della diga costruita nel dopoguerra, dalle acque del lago è riemerso il vecchio borgo fantasma di Torre Ghibellina, con le sue casupole di pietra, l’antico campanile e il piccolo cimitero. E fra le centinaia di turisti accorsi per l’evento, Casabona si imbatte in Monique, un’affascinante e indomita giornalista francese. O almeno, questo è ciò che dice di essere. Perché in realtà la donna sta indagando su un misterioso dossier che denuncia una strage nazista avvenuta proprio nel paesino sommerso.
Un dossier scottante, passato di mano in mano come una sentenza di morte, portandosi dietro un’inspiegabile catena di omicidi. E tra una fuga a Parigi e un precipitoso rientro sui colli, Casabona sarà chiamato a scoprire che cosa nascondono da decenni le acque torbide del lago di Bali. Qual è il prezzo della verità? E può la giustizia aiutare a dimenticare?
Una nuova indagine sulla ferocia di un passato che non dimentica attende il commissario Casabona. Dopo Ogni giorno ha il suo male, il secondo noir di Antonio Fusco ambientato sulle colline toscane.

L’AUTORE
Antonio Fusco è nato nel 1964 a Napoli. Laureato in Giurisprudenza e Scienze delle Pubbliche amministrazioni, è Funzionario nella Polizia di Stato e Criminologo forense. Ha lavorato a Roma e a Napoli. Dal 2000 vive e lavora in Toscana, dove si occupa di indagini di polizia giudiziaria.

LINK
Link del libro su Giunti Editore: http://www.giunti.it/libri/narrativa/la-pieta-dell-acqua/
Link della pagina autrice sul sito di Giunti Editore: www.giunti.it/autori/antonio-fusco/
Link allo sfoglialibro: http://www.giunti.it/media/estratto-la-pieta-dell-acqua-LLGASY3Y.pdf

CITAZIONI DAL LIBRO

‘Era la pietà dell’acqua. Da cui ogni forma prende vita e in cui tutto si dissolve.’

Per le anime è morte diventare acqua,

e per l’acqua è morte diventare terra,

ma dalla terra nasce l’acqua e dall’acqua nasce l’anima. ”

(Eraclito)

RECENSIONE

 

Un libro noir dai risvolti storici validi e ben ricreati, uno stile conciso ed essenziale con una buona dose di poesia nascosta fra le righe ed evocata dal titolo.

E’ Ferragosto e l’atmosfera bollente fra le colline di Valdenza è macchiata del sangue di un improvviso omicidio.

Un uomo ucciso da un colpo di pistola alla testa, ritrovato in un luogo del paese che è sulla bocca di tutti, ‘il castagno dell’impiccato’.

Ad essere il sommo protagonista della vicenda è il Commissario Casabona, capo della polizia, il suo fiuto di esperto investigatore gli dice di guardare oltre l’apparenza  dei fatti, ma il caso gli viene sottratto improvvisamente dalla squadra antimafia.

E questo evento odora di bruciato per i suoi gusti.

Tutto si alberga in questa frazione antica di paese, Torre Ghibellina, dove si respira aria di altri tempi, tutti aspettano lo svuotamento della diga che tutto l’anno sommerge il borgo, celando nell’acqua i dolorosi ricordi risalenti ai numerosi eccidi della Seconda Guerra mondiale.

Ma in questo cimitero sommerso da un disperato passato si nasconde il mistero che riguarda l’uccisione avvenuta a Ferragosto.

Un dossier nominato ‘Case 178’ ritorna a galla mettendo piano piano alla luce la sua anima, un’anima nera nascosta da anni per convenienza.

E sarà proprio questo particolare documento ritrovato a sciogliere i nodi della catena di omicidi avvenuti tra passato e presente.

Solo se Casabona riuscirà a scoprire il motivo per cui quel dossier ha celato secoli di silenzio, allora potrà risalire ai veri colpevoli che dal secondo conflitto mondiale ad oggi sono stati artefici di quelle orribili morti.

Casabona grazie all’aiuto di una francese molto affascinante riuscirà ad arrivare a capo di questa intricata vicenda che con maestria e buone descrizioni mette a nudo un pezzo di storia vera e importante del nostro paese italiano.

A volte in qualche punto del libro ci si intriga, ma è proprio questa l’arte di un buon noir coi fiocchi!

Ottima ambientazione toscana e valido protagonista pervaso anche dai tanti dubbi lavorativi e personali dovuti alla relazione con la moglie Francesca.

Lo scrittore ha saputo creare un libro davvero scorrevole e piacevole, riuscendo a regalarci anche una buona base esistenziale su cui riflettere a fondo.

Una storia che fa da denuncia per un paese segnato profondamente dalle morti violente del secondo conflitto mondiale, dove tutti sembrano aver cancellato per convenienza o per timore la verità storica di un eccidio orripilante. Una notte di novembre del 1944, quando accadde qualcosa di terribile a Torre Ghibellina.

A maggior ragione le acque del lago Bali sembrano voler sommergere tutta quella verità nell’acqua di una diga costruita nel tempo per tenere lontano ogni piccolo tentativo di ribellione verso la rivendicazione di un passato, che non si può più aggiustare. Ma la verità, sì, quella è l’unico passo verso la dignità e il riscatto di un paese.

Consigliato a chi ama i noir storici, le buone trame e i personaggi messi a nudo nei loro difetti e nelle loro virtù.




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