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La Regina Irriverente


Alìenore ha quindici anni e, all'improvvisa morte del padre, eredita la corona di uno dei territori più ricchi d'Europa:il ducato di Aquitania. E' cresciuta alla scuola del nonno, il potentissimo Gugliemo il Trovatore, famoso per le stravaganze, gli eccessi e l'immoralità dei comportamenti.
Da lui Alìenore eredita non solo la stupefacente bellezza, ma anche la concezione della vita e i trati del carattere, inclusa la spregiudicatezza e la forte sensualità. Come Guglielmo, è colta, intelligente, determinata, ama la vita e sa goderne i piaceri.
Luigi, secondogenito del re di Francia, ha diciassette anni. E' cresciuto in convento, sotto le cure assidue di Sugero, abate di saint Denis. E' animato da una religiosità profonda e, per certi aspetti, ossessiva. Desidera solo fuggire il mondo e le sue tentazioni, per chiudersi nella pace della clausura. Ma la morte improvvisa del fratello primogenito lo costringe ad assumersi responsabilità per le quali né lui si sente portato né gli altri lo reputano all'altezza.
A Luigi, per ragioni politiche, viene imposto di sposare Alìenore d'Aquitania.
Mai coppia fu peggio assortita, almeno all'apparenza.
La Regina Irriverente è la storia del loro matrimonio, tempestoso, sorprendente e animato da continui colpi di scena.

Editore:
Piemme

Genere: Romanzo storico

Estratto:
"Aliénore! Entra e vieni a darmi un bacio."

La bimba spiccò una corsa fra le braccia del nonno, che la sollevò dal suolo, la lanciò verso il cielo e la riprese al volo, concludendo l'evoluzione con una capriola, fra i gridolini compiaciuti della piccola.

"Ancora nonno, ti prego." implorò.

"No. Basta così. O ci attireremo le ire di tua madre. Non si fida della mia abilità e teme per la tua sicurezza."

"Uffa! Allora voglio restare con te. Posso, nonnino caro?" e giù un bacino sulla guancia, le braccia strette intorno al collo.

Come resistere ai vezzi di quella bambina, alle sue mossettine accattivanti, agli occhi stupendi che brillavano di una luce birichina, al sorriso astuto, al faccino delizioso? Incredibile che una mocciosa di quattro anni potesse già essere così esperta nell'arte della seduzione da irretire un uomo di cinquantacinque, rotto a ogni esperienza. Dove aveva appreso quell'abilità nel civettare? Forse avevano ragione i religiosi quando predicavano che Satana si insinua nell'animo della femmina fin dalla nascita e si serve di lei per indurre il maschio in tentazione e condurlo alla dannazione. Alìenore ne era una conferma. Un giorno si sarebbe trasformata in un'adolescente dalla bellezza mozzafiato: le pareva già di vederla. Pretendenti a frotte, strage di cuori maschili. Suo figlio Guglielmo – primogenito maschio e padre di Aliénore - avrebbe avuto un gran daffare a sorvegliarla. In compenso, con un opportuno matrimonio, ne avrebbe tratto grandi profitti personali.

"D'accordo, puoi restare." concesse il Trovatore, tornando al libro che aveva di fronte. "Se non mi disturbi nei miei studi."

"Cosa leggi?" chiese Aliénore, accoccolandosi sulle ginocchia del nonno e tirando a sé il volume. "A-r- ma, vir-um –que…"cominciò a leggere dalla prima pagina, ponendo il ditino sotto il rigo per non perdere il segno. Interruppe la lettura e volse il viso verso il duca.

"Che lingua è?"

"Latino."

"Non lo conosco. Voglio studiarlo anch'io."

"Benissimo. Ti cercherò un bravo maestro. Sarei molto felice se tu lo imparassi. Ti sarebbe ben più utile del nostro dialetto."

"Certo che voglio. Quello che piace a te, piace anche a me, nonnino." Altro bacino. "Posso venire alla festa, questa sera?"

Ecco a cosa miravano, quelle moine.

"Escluso, senza appello. Non provare a neppure a insistere. Quante volte debbo ripeterti che non sono intrattenimenti adatti a una damigella della tua età?"

"E io vengo lo stesso. Anche se tu non vuoi. Di nascosto. Come faccio sempre quando non mi dai il permesso."

"Tu sei una birichina disobbediente." alzò la voce il duca.

"Non m'importa. Voglio sentire la musica, le canzoni e i menestrelli. Marcabruno e Cercamon mi hanno invitata. Metterò un abito bellissimo, di colore rosso fuoco. E delle rose nei capelli. Forse li pettinerò all'insù, come le dame. Ormai sono grande. Sarò bellissima. Oh, concedimi il permesso, nonno, ti prego."

Il Trovatore esplose in una delle sue famose risate, subito imitato dalla nipotina. Quella bimba era un vero demonio. Al grande patrimonio della bellezza, l'Onnipotente aveva aggiunto - di sicuro per un eccesso di zelo o forse per distrazione, anche se Dio non sbaglia mai, sostengono i preti – un'intelligenza vivissima e acuta. E anche estro, vivacità: l'elenco delle virtù della piccola Aliénore poteva essere infinito. Era forse accecato dall'orgoglio? Irretito dalle moine di quella streghetta?

Acquisto:
Tutte le librerie d'Italia dall'otto maggio




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