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La resa (Fernando Coratelli)


È un giorno di inizio estate. Quattro attentati terroristici, nei punti cruciali di Milano, mettono sotto scacco la città. È il panico totale. Tommaso, Agata, Andrea e Teresa scampano alla morte per un pelo. Nelle ore successive, metabolizzata la paura, capiscono di dover finalmente cambiare il corso delle loro vite, egoiste, vaghe ed infelici. Teresa, avvocato penalista, pensa di dedicarsi alla difesa degli ultimi. Andrea invece vuole ricomporre la sua vita affettiva, ritornando dalla moglie e dal figlio Samuele. Agata pianifica di lasciare il mondo dell'alta finanza per quello delle missioni umanitarie. Soltanto Tommaso osserva distaccato i buoni propositi dei suoi amici, inabissandosi in una sempre più profonda solitudine ed inerzia e rivelandosi così la vera vittima del caos postumo alle macerie. Nel frattempo, in mezzo a loro, si muovono personalità equivoche che tessono trame precise e ben definite, offuscate dal rumore dei messaggi di commiato e degli slogan propagandistici in tv. "La resa", romanzo di Fernando Coratelli edito da Gaffi Editore, di primo acchito può sembrare un libro sullo scontro politico, economico e culturale fra Occidente e Oriente. A leggerlo così però, si rischierebbe di commettere uno sbaglio, poiché il romanzo è molto, ma molto di più. Di fatto, rintraccia l'essere umano nella sua banalità e non è poco. La banalità dei sentimenti, delle reazioni emotive, dei buoni propositi. La banalità dell'ideologia fine a se stessa, delle chiacchiere da bar o da talk show. La banalità dell'individualismo, dell'indifferenza, del male. E oltre, la banalità del destino e dell'inevitabile epilogo. Per questo lo scontro Occidente/Oriente si riduce a mero intrattenimento. Con un ritmo serrato e una notevole cura del dettaglio, l'autore ritrae una fetta di società, la borghesia milanese, molle e opportunista, incapace di dare un senso alla propria esistenza. È un micro mondo quello costituito dalle relazioni tra i protagonisti del romanzo che riflette quel macro mondo, quella storia con la "s" maiuscola, costituito da altrettante relazioni in cui ideale e convenienza, coraggio e compromesso banchettano allo stesso tavolo. Ne fuoriesce un quadro inquietante nella frapposizione fra storia e "Storia", dove chi non sa rimane inconsapevole e chi sa, si arrende allo status quo. È questa, purtroppo, l'immagine della democrazia occidentale che Fernando Coratelli ci restituisce. Una società alla deriva, che si alimenta della sua stessa retorica, mentre marcisce nella sua essenza. Ma qual è questa essenza? Sembra chiedersi Tommaso. "La resa" è un romanzo corale, più di quattrocento pagine di dialogo e descrizioni vivide. L'azione non manca, la suspance è tipica del noir, e fin qui niente di nuovo. Il colpo d'ala del libro però, risiede nella capacità del suo autore di aver colto l'imprevedibilità (e la banalità) della complessa quanto semplice, universale "vicenda umana".

Recensito da AndreaMarchi

Autore: Fernando Coratelli

Genere: Narrativa italiana

Perchè leggerlo?
Un bel romanzo corale. Prosa concreta, immagini vivide, nitide. La suspance e i colpi di scena non mancano, ma fortunatamente non eccedono quel tanto da sfociare in un romanzo di genere.

Ti piace se...
Quando penso alla nostra società, a questi ultimi anni. Ho una sensazione molto amara, purtroppo.

Il pregio principale
Molto scorrevole per le sue 400 pagine, è un romanzo lucido che alla lunga esprime tutta la sua potenza concettuale. Imprevedibile nella sua prevedibilità.

Il difetto principale
Piccola critica. Il ritmo serrato rischia di allontanare (nella parte centrale) il lettore dal contenuto del libro e dallo stile narrativo.




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