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L’ABBAINO

“Nella mia mansarda mi metto spesso davanti alla bocca dell’abbaino, solo per vedere le nuvole. Perché allora sento che sono ancora viva”

(Peter Handke, La donna mancina)

Mi ha sempre magneticamente affascinato l’idea, magicamente infantile forse, di possedere una stanza all’ultimo piano, in cui si aprisse come uno spiraglio un abbaino nel sottotetto.
Mi sono sempre chiesto da dove quest’immagine traesse in realtà la sua forza.
La risposta che, forse, finora più si è avvicinata al mio sentire, l’ho trovata qualche anno fa in uno di quei libri che, in qualche confuso modo, ci lasciano diversi da come si era prima, e di cui oso rubare il passaggio sopra riportato per provare a spiegare il senso di questo spazio.
Come per la donna mancina di Handke, è bello e forse necessario avere una finestra (una e una sola, la nostra!) che ci sia possibile aprire ogni volta che, nel passaggio di una nuvola, desideriamo contemplare i sorprendenti travestimenti della vita che scorre.
Nel ringraziare di cuore chi dà l’opportunità anche a me di aprirne una, ho finalmente deciso di dare alla luce questa rubrica, la cui unica ambizione è permettere a me, a chi vorrà leggerla e a chi vorrà parteciparvi e contribuirvi, di salire ogni tanto all’ultimo piano e condividere con gli altri quello che si vede… che cosa?
Io non lo so ancora e, in fondo, non desidero neppure saperlo. Nel non porre limiti al pensiero e alla parola, la speranza è che ogni tanto il passaggio di qualche nuvola desti il desiderio irresistibile di affacciarsi all’abbaino e raccontare lo spettacolo della vita e delle sue imprevedibili forme.
Chissà che, nello stesso sottotetto, non ci si ritrovi qualche volta in piacevole compagnia…

Diego Bizzotto




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