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LABORATORIO FORMENTINI per l’editoria

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LABORATORIO FORMENTINI per l’editoria

Una chiave di lettura a Milano

Il 21 settembre 2015 apre in via Formentini 10 a Milano – Città del Libro 2015 – il Laboratorio Formentini per l’editoria, uno spazio per la valorizzazione del lavoro editoriale. In questo particolare momento storico e nella città italiana in cui da sempre si produce e si consuma la percentuale più alta del prodotto libro, è diventata quanto mai un’urgenza dare spazio ai protagonisti della filiera della lettura, dare loro voce per raccontare le storie del passato, guardare alle professioni del futuro, ospitare le esperienze internazionali e promuovere l’eccellenza culturale italiana nel mondo.

L’apertura del Laboratorio si inserisce in Copy in Milan, progetto triennale della Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori che si propone di riconoscere e valorizzare l’identità editoriale di Milano per farne la porta di comunicazione tra l’editoria italiana e le editorie di tutto il mondo. Sulla scia della creazione del portale BooksinItaly.it, il primo sito web destinato a promuovere l’editoria, la lingua e la cultura italiana nel mondo, e della mostra Milan, a place to read, itinerario narrativo per riscoprire Milano come città di scrittori, editori e lettori, le linee guida del progetto comprendono il ripensare il distretto editoriale milanese in un’ottica di sviluppo del sistema culturale urbano, fare dell’internazionalità uno dei fattori chiave per il rilancio dell’industria culturale, valorizzare i contributi e gli impulsi dei soggetti pubblici e privati, e realizzare spazi, prodotti e strumenti al servizio del distretto editoriale.

Gli spazi destinati a questo progetto sono stati messi a disposizione dal Comune di Milano – Assessorato alla Cultura e ristrutturati da Alterstudio Partners all’interno del progetto Copy in Milan, con la partecipazione di Mibact, Centro per il libro e la lettura, Maeci, Regione Lombardia e il fondamentale sostegno di Fondazione Cariplo. Gli spazi del Laboratorio sono affidati a Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, istituzione da anni impegnata nella promozione della cultura editoriale, affinché li metta a disposizione del distretto culturale editoriale milanese.

Il Laboratorio sarà aperto a tutte le figure che fanno parte della filiera editoriale: editori, grafici e illustratori, traduttori, editor e agenti letterari potranno incontrare librai, bibliotecari docenti e lettori, che a loro volta potranno discorrere con scrittori, poeti, critici, esperti di diritto, tipografi… Un luogo aperto alle idee, a uno scambio che favorisca la formazione sia delle professioni tradizionali del mondo dell’editoria sia di quelle nuove, puntando alla qualità, facilitando il dialogo all’interno della filiera editoriale e comunicando con il contesto socio-territoriale di cui essa è parte integrante. L’obiettivo è dunque quello di creare e stimolare un sempre maggior interesse per il libro e per la lettura.

Con questo proposito gli spazi ospiteranno incontri, mostre, seminari, momenti di formazione, reading e in occasione di Bookcity 2015 diventeranno il polo delle professioni editoriali, accogliendo tutti i protagonisti di un’editoria aperta e consapevole.

A conferma del bisogno, in una città come Milano, di uno spazio di questo tipo sono da registrare l’entusiasmo e l’adesione diffusa di soggetti – grandi e piccoli, pubblici e privati – che hanno consentito di dare vita a un primo denso calendario di proposte ricco di stimoli e di nuovi contenuti, destinati a moltiplicarsi mano a mano che la città si approprierà di questo luogo.

Il presente, alcuni dati:

Gli Editori. A Milano si contano circa 600 marchi editoriali. La città non è soltanto sede delle grandi concentrazioni, ma anche delle medie e piccole case editrici: secondo dati Istat qui si concentra il 25% delle unità produttive operanti nel settore Ateco J58 (che identifica le attività editoriali) in Italia, e l’87% di tali unità ha da 1 a 9 dipendenti. Le imprese danno lavoro a oltre 4000 persone. Qui si raccoglie il 38% della produzione editoriale italiana in titoli e qui si concentra la sperimentazione sulla produzione digitale che offre nuovi spazi e opportunità alle nuove professioni che si affacciano sul mercato editoriale.

I Lettori. Milano è una città di lettori dove, nonostante le ben note difficoltà degli ultimi anni, possiamo trovare una altissima concentrazione di biblioteche, archivi, librerie indipendenti e storico-antiquarie. A Milano hanno sede oltre 200 librerie, di natura pubblica o privata (centrali, di quartiere, rionali, specialistiche, universitarie, di conservazione), 14 archivi e 29 centri di documentazione.

Gli studi e le ricerche. La città è un importante polo dell’università e della ricerca in Italia nell’ambito degli studi inerenti le attività editoriali: basti pensare ai corsi di laurea e ai master promossi da Università degli Studi di Milano in collaborazione con Fondazione Mondadori e AIE, da Università Cattolica del Sacro Cuore, allo spazio che il settore editoriale ricopre nei corsi di laurea del Politecnico e della Bocconi, nelle accademie come Ied e Naba, alle scuole per traduttori. A Milano sono inoltre concentrati alcuni fra i principali centri studi nell’ambito della storia editoriale, dalla Fondazione Mondadori stessa al Centro Apice dell’Università degli Studi di Milano.

Le associazioni imprenditoriali e professionali. A Milano nascono e si concentrano per ragioni storiche ed economiche le principali sigle dell’associazionismo professionale editoriale: l’Associazione Italiana Editori, l’Associazione Librai Italiani, l’Associazione delle Librerie Indipendenti Milanesi, l’Associazione Italiana Design della Produzione Visiva e l’Assografici, l’Associazione Italiana Traduttori e Interpreti.

Il contesto internazionale. L’editoria è oggi soggetta, come altri comparti della produzione – e forse ancora di più per le profonde trasformazioni consentite dalla nuova dimensione digitale – a una progressiva caduta delle barriere nazionali, all’internazionalizzazione della produzione e a un’apertura agli scambi. Per il mercato editoriale uno dei pochi risultati positivi è rappresentato dall’export, dove da qualche anno si assiste a una progressiva riduzione della forbice import/export. Secondo dati dell’Associazione Italiana Editori, aumentano i titoli di autori italiani di cui si sono venduti i diritti all’estero (sono stati venduti nel 2013 4.597 titoli, +7,3% rispetto all’anno precedente) e il valore della vendita dei diritti degli autori italiani nel mondo è passato, dal 2005 al 2011, da 39,5 a 42 milioni di euro, l’1,2% del mercato del libro. Sono cresciute le coedizioni, e sempre più libri sono realizzati fin dall’origine in ottica internazionale, in particolare nel comparto bambini e ragazzi, in cui l’82% dei titoli viene esportato. Non a caso Marco Polillo, presidente di AIE, ha affermato che l’“internazionalità” è uno dei fattori chiave per il rilancio dell’industria culturale.




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