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“L’amore del signore”


Mi abbandonai

Tra le fronde di quel giardino

E ritrovai una voce, a me vicino,

Dentro il silenzio del mio cuscino.

Sentii vagare

L’ombra di un pianto:

era un uomo dal viso pacifico,

poi fu lì che trovai il mio nido.

La sua veste alitò di vento

E fu il suo respiro

A rendere eterno il mio tempo.

Egli cinse le mie mani

Facendone calice del suo domani,

e riposai

addentrandomi nei suoi occhi,

che furono stelle dei miei giorni.

Le sue carezze divennero

manna per le mie guance,

mentre un’essenza di fiori

fu come primavera nei solitari cuori.

All’improvviso scomparve,

Se ne andò come un sogno

Si dilegua alla vista della realtà.

Chi era quella figura divina?

Era fantastico pegno della mia fede

O il segno premonitore

Dell’esistenza di una vita migliore?

Fino a quel momento

Non sapevo chi fosse

Colui che aveva inventato l’amore.

Adesso, so soltanto

Che sulla traccia del suo pianto

Sono nate corolle fiorite

Come per incanto.

 

Francesca Ghiribelli

 




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