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L’attesa dei giorni migliori


Un esile e dolcissimo intreccio. Non sempre,per fortuna, l'Amore vince...

Editore:
Giampiero Barale

Genere: romanzo

Estratto:
Incipit

1.L'alba
Si ritrovano tutte le mattine, alle cinque, sulla piazza bassa di Aigada. Il paese dorme ancora. Parlottano sottovoce nel buio, indovinandosi l'un l'altro alla brace delle sigarette.
Sono i frontalieri, come li chiamano da queste parti. Quelli che vanno a lavorare in Francia.
Muratori perlopiù, qualche operaio, qualche cameriere.
Vanno via a gruppi: prima quelli in bicicletta, giù a scendere fino a Isolabona e da lì, in corriera, fino alla stazione di Ventimiglia. Un po' dopo partono quelli in motocicletta, che vanno dritti fino alla stazione. Lì sotto la pensilina si ritrovano tutti: gli aigadaschi e quelli dei paesi vicini.
Il treno delle sei e dieci è quello dei frontalieri. Antonio li sente partire tutte le mattine. La sua casa dà sulla piazza bassa. Talvolta li incontra, se la stagione ha lunghe giornate e lui parte con loro se non prima.
"Ma lascia perdere Antonio", gli manda dietro qualcuno quando passa tra loro e prende per la stradina che dalla piazza conduce fuori paese.
"Vedremo, vedremo" risponde lui allora, invariabilmente, per chetarli.
A sentir quelli dovrebbe lasciar perdere il lavoro in campagna, su nelle fasce del podere piano, nelle terre che furono di suo padre, per diventare uno di loro, un frontaliere.
Non vuole nemmeno pensarci, anche se il suo lavoro è faticoso e rende niente, mentre quello degli altri, a sentir loro, per lo meno dà un buon guadagno.
"Col cambio poi..." gli dicono talvolta al bar.
Ma lui , questa faccenda del cambio non l'ha mai veramente capita.

Acquisto:
lulu.shop/it/Giampiero Barale




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