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Le Finestre dei Pensieri


Un libro va non va mai giudicato ma va osannato.
Questo libro si pone come chiave nevralgica per l'uomo. Spiega il pensare e il non pensare e perché si pensa e non si pensa. Senza nessun carattere scientifico ma solo con qualche piccola opinione.

Editore:
Booksprint

Genere: Saggio Filosofico

Estratto:
Prefazione
a cura di Federica Bedendo


The moment I wake up
Before I put on my make-up
I say a little prayer for you
While combing my hair, now,
And wondering what dress to wear, now,
I say a little prayer for you.

Questo è il sottofondo che ho immaginato leggendo questo libro: una persona qualunque, che fa le cose di tutti i giorni come scegliere cosa indossare, che nel frattempo pensa. Le finestre dei pensieri è la trascrizione di una riflessione che ha un'aria di spontaneità tale da darci l'impressione di essere stata scritta sul treno, di ritorno da un viaggio o in una domenica pomeriggio in cui fa ancora troppo caldo per uscire, aspettando l'ora di incontrare gli amici. «Chissà quante volte vi siete chiesti, ma cosa pensiamo? Perché pensiamo? E ancora, ma quanti pensieri si hanno in una giornata?», così comincia il libro di Alessandro Bagnato, un po' come se ricordasse di quando era bambino, di quando aveva fatto domande simili al papà e alla mamma. Tutti abbiamo pensato al pensare, un po' come abbiamo pensato al perché del perché. Qui ritroviamo le nostre domande e l'opinione di Alessandro Bagnato. Certo, l'opinione, perché com'egli stesso ricorda, questo libro non ha nessuna pretesa di scientificità, sia chiaro. Bagnato è un filosofo che fa il suo mestiere: si chiede, analizza e propone. Si pone la domanda più banale del mondo, ma forse quella fondamentale: si sente spesso dire che ciò che differenzia gli uomini dagli altri esseri viventi sia proprio la facoltà di pensare, quindi si occupa di un tema importantissimo. Da bravo filosofo, la prima cosa che gli viene spontanea fare è confrontare il pensiero di altri filosofi per vedere come hanno risposto a questi quesiti, ma non si accontenta certo di riportare le loro opinioni, non ragiona sulla risposta più plausibile, non si affida al più stimato, Bagnato riflette sulle loro affermazioni e formula ulteriori pensieri, ipotesi e domande. Si occupa del pensiero secondo vari temi altrettanto banali ma fondamentali perché ci coinvolgono nella vita di tutti i giorni: per questo la canzone citata sopra è così adatta. Le finestre dei pensieri racconta quello che succede dentro di noi in maniera naturale e spontanea. Nella stessa maniera naturale e spontanea, questo libro porta con sé una grande critica indiretta al mainstream, che forse è ciò che rende quest'opera così interessante: se tutti noi ci poniamo queste domande, se tutti noi riflettiamo, se tutti noi siamo curiosi, se restiamo affascinati dal funzionamento della nostra mente, perché nessuno ne parla? Perché se accendo la televisione, non trovo l'ospite di un talk show che mi spiega cosa avviene dentro di me quando "mi viene in mente" qualcosa? Semplice: non è un argomento popolare! Non riguarda il gossip, le avvenenti signorine, gli idoli calcistici o i politici corrotti, quindi non è un argomento divulgabile: non è considerato appetibile, anche se tutti ne fanno esperienza. Le copie più vendute dei quotidiani sono quelle che riportano notizie di avvenimenti inquietanti, ragion per cui esistono le «notizie gonfiate», spesso piene di banalità e luoghi comuni. Tutto ciò è distante anni luce dalla motivazione che spinge Bagnato a scrivere: Bagnato non vende un idea, egli vuole allargare i nostri orizzonti, aprire le nostre finestre dei pensieri.

Acquisto:
visitate il sito lefinestredeipensieri.blogspot e troverete tutte le informazioni necessarie in merito al libro-




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