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Le mappe dei miei sogni (Reif Larsen)


Le mappe dei miei sogni è un romanzo originale, non per la trama, ma per la sua costruzione. La storia di TS (Tecumseh Sparrow Spivet), un dodicenne prodigio abile nel disegnare mappe e grafici di tutto ciò cui viene in contatto per esorcizzare e comprendere la realtà, somiglia molto al bozzetto del compagno di classe di David Copperfield disegnatore di scheletri. Una famiglia particolare e la tragedia del suicidio del fratello minore sembrano segnare per sempre la sua esistenza di bambino disadattato costretto a vivere in una fattoria sperduta nel Montana rifugiandosi nel disegno tecnico per sopravvivere. Vincitore del premio Baird, assegnato annualmente dallo Smithsonian Institute, decide di scappare di casa per andare a ritirare il premio e per tenere il discorso di ringraziamento davanti a un pubblico di studiosi che non ha la più pallida idea della sua verdissima età. Si imbarca così in un lungo viaggio solitario verso Washington dove, dopo mille avventure e peripezie, tornerà a essere un ragazzo bisognoso come gli altri della famiglia e, soprattutto, della madre. La particolarità de Le mappe dei miei sogni è costituita dalla dovizia di grafici e mappe tracciate sia a margine del libro, sia inserite nel testo come parte integrante della narrazione. E' un mondo che affascina per fantasia e per capacità di rappresentare anche ciò che apparentemente non è riconducibile a una misurazione oggettiva come, ad esempio, il modo di ridere delle persone. Tutto questo però, unito allo stile scorrevole, rischia di far passare in secondo pano la narrazione nascondendo la povertà della trama, le corpose deviazioni dalla storia principale e l'assurdità del comportamento dei protagonisti che, chiusi nel proprio mondo esclusivo, conducono un'esistenza giustapposti l'uno all'altro senza costituire una vera famiglia. Forse è proprio questo il limite de Le mappe dei miei sogni: cercare di trasmettere il messaggio che comportamenti singolari possono essere considerati accettabili in contesti culturali di spicco ovvero che le persone intellettualmente dotate sono tutte strane.

Recensito da budur

Autore: Reif Larsen

Genere: Fiction

Perchè leggerlo?
Stimola la fantasia

Perchè non leggero?
Vi sono troppi possibili piani di lettura sovrapposti

Ti piace se...
osassi, ma non oso!

Il pregio principale
Attrae anche un lettore smaliziato ed è innovativo

Il difetto principale
Troppo Americano




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