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LE PORTE DI ETERNA – "Il principe del Drago" parte I e II


Di Pierluigi Curcio
Terminato:immersione piena per un testo letteralmente divorato dalla prima all'ultima riga.
Gli editori? Non li capisco. Ho letto autori "acclamati" che in confronto alla Piunno non sanno neppure cosa significhi coinvolgere il lettore e immedesimarlo in ogni singola emozione vissuta dai personaggi della storia.
Chiara Piunno non ha nulla da invidiare a nessuna delle penne fino a oggi incontrate, anzi, perdonatemi per il paragone, ma se ho rischiato più di una volta la rinuncia nel proseguire nella lettura del Signore degli Anelli, non ho mai pensato di saltare una sola pagina de "Le porte di Eterna".
Lo stile è fluido, serrato, intenso.
Il cozzo dell'acciaio su acciaio, l'ira che monta, la passione di un amore, gli ansiti degli amanti si avvertono come se facessimo parte integrante della scena.
Non è solo un fantasy, è una storia di uomini che vivono, lottano con passioni mortali in cui ognuno di noi può ritrovare se stesso, o, almeno, una parte: dalla cicatrice nascosta nel passato, alle lacrime di una ragazzina in balia degli eventi.
Ogni personaggio mi ha lasciato un segno e una lezione di vita che non scorderò.
Di più non posso dire. Anzi, no, qualcosa c'è: grazie di cuore, Chiara Piunno.

Editore:
Amazon e Youcanprint

Genere: fantastico (?)

Estratto:
Mèlas, quella notte, aveva ucciso quattro persone.


Era la prima volta che rivolgeva le proprie armi contro degli esseri umani.


Per molti colleghi, ciò rappresentava un salto nel buio, un punto di non ritorno: alcuni trovavano in questo tipo di caccia la propria vera vocazione, altri si struggevano nel rimorso per tutta la vita.


Il Vecchio, scegliendo la seconda opzione, aveva iniziato a dipendere dalla bottiglia, e da allora non si era più ripreso.


Mèlas cambiò gli abiti macchiati, pulì se stesso e infine le armi che il vecchio cacciatore di mostri gli aveva fatto usare. La maschera - un pezzo di cuoio scuro ovale che copriva l'intero volto - la piegò e infilò nella sacca a tracolla.


«Come ti senti?»


Il Vecchio si era calmato. La durezza dei lineamenti cozzava con la smania dello sguardo. I sensi di colpa lo corrodevano dall'interno, a dispetto dello stordimento artificiale con cui cercava invano di placarlo. Si avvicinò al ragazzo, di neppure quindici anni.


«Rispondimi!» sibilò, aggressivo «Dannazione, non fare la solita scena muta!»


Era sempre più allucinato. Lo afferrò per il bavero dell'abito.


«Cosa provi ora che sei un assassino?»


La domanda reale - "...Che ti ho fatto diventare un assassino..." - la ingoiò.


«Niente.»


La voce acerba di Mèlas era coerente con quanto affermava.


L'uomo si rilassò. Lo lasciò andare.


Fosse stato un ragazzo normale, mai avrebbe permesso che il suo apprendista imboccasse quella strada maledetta.


Ma Mèlas non lo era.


Agile, forte, preciso, letale e privo di emozioni: un sicario perfetto. Gli ingaggi sarebbero piovuti abbondanti come grandine, non appena la voce della sua esistenza si fosse sparsa. Lui avrebbe saldato i suoi debiti, il ragazzo si sarebbe assicurato un avvenire.


Non avrebbero più patito il freddo e la fame come l'inverno passato.


Era una giustificazione sufficiente per quanto accaduto quella notte.


Il Vecchio gli diede la solita pacca burbera tra capo e collo.


«Togliti quei capelli dal viso, o uno di questi giorni giuro che ti raso a zero! Torniamo alla bettola.»




«La gente di Raya è attratta dalla Luce, ma più spesso dall'Ombra. Gli Uomini nascono deboli, crescono confusi, scelgono la via da percorrere fra mille errori e ripensamenti, mai soddisfatti della scelta... poi muoiono in una manciata d'anni, abbandonando all'oblio ciò che hanno faticosamente costruito: è così che Obliatho li irretisce, è questa la loro fatale debolezza. Il Tempo. Chi ne ha poco, tende ad arraffare quanto può e non bada molto a ciò che calpesta. Cosa importa se le conseguenze delle loro azioni ricadranno su chi verrà dopo? Non saranno lì a vederle... non godranno e non soffriranno dei loro sforzi. Saranno polvere. E allora, che importa cedere a compromessi, infrangere giuramenti, tradire alleanze, uccidere o devastare in base alla convenienza? Traditori e assassini... tutto passa: gli anni cancelleranno anche i ricordi delle colpe e chi verrà dopo non avrà memoria alcuna della verità. Per questo, cadrà di nuovo. Ma la precarietà e l'incertezza degli Uomini non toglie, di fatto, che per ogni loro gesto, parola o decisione, gli esiti che ne conseguiranno, segneranno a fondo gli anni a venire, influenzando inesorabilmente chi sopravvivrà loro. Dhomaä... l'Ombra... è la metà buia della natura rayan ed esiste in ogni figlio di Raya.» (cit. Il principe del Drago di Chiara Piunno)

Acquisto:
Che vogliate il formato ebook, in mobi o epub, che vogliate il brossurato su carta, ecco i due indirizzi maggiori... poi, potete cercarmi su quasi tutti i motori di vendita di libri on-line ;)
http://www.amazon.it/s/ref=nb_sb_noss_1?__mk_it_IT=ÅMÅZÕÑeurl=search-alias=apsefield-keywords=piunno
http://www.youcanprint.it/index.php?option=com_chronocontactetask=sendechronoformname=ricerca_generaleeItemid=95




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