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Lettera a un bambino mai nato (Oriana Fallaci)


"Io, in fondo, non temo neanche di morire: perchè se uno muore vuol dire che è nato, che è uscito dal niente. Io temo il niente, il non esserci, il dover dire di non esserci stato, sia pure per caso, sia pure per sbaglio, sia pure per l'altrui distrazione". Ed è così che una donna sceglie di tenere il bambino che porta in grembo, frutto di una relazione priva di fondamenta, terminata con una liquidazione in denaro, che avrebbe dovuto pagare le spese di un aborto imposto. Questa donna è una madre. Sembra scontato, ma non lo è. Perchè infatti è proprio lei a sottolineare, in una lunga lettera a questa creatura grande come uno spillo nel suo ventre, come ad una donna che aspetti un bambino legalmente, vengano fatte feste, auguri e sorrisi. A chi invece resta incinta così, vien riservato lo sconcerto, i punti interrogativi, i no. In un lungo dialogare con questa "persona", termine che lei preferisce a "bambino", o "bambina" - in quanto il cuore e il cervello non hanno sesso - questa mamma confessa le sue paure, le sue riflessioni, le sue contraddizioni, che divengono le paure e la meraviglia di tutti nei riguardi del proprio vivere, e di chi si mette al mondo. Che cosa vuol dire nascere uomini? Che cosa vuol dire nascere donne? E cosa significa amare? questa parola, così inflazionata, che cosa ha, che cosa comporta, dove conduce? E' un libro imprescindibile, che riempie i vuoti lasciati dai più profondi Perchè.

Recensito da selly

Autore: Oriana Fallaci

Genere: monologo interiore

Il pregio principale
osservazioni acute scritte con fermezza, senza mai perdersi in inutili perifrasi

Una frase significativa
Esser donna e' cosi' affascinante. E' un'avventura che richiede un tale coraggio, una sfida che non finisce mai. Essere mamma non e' un mestiere. Non e' nemmeno un dovere. E' solo un diritto tra tanti diritti.




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