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Lettere alla Madre con Elegie e Carmi


Recensione a cura di Fulvio Castellani
Pubblicata sulla rivista Il Salotto degli Autori, n. 36, anno IX, Estate 2011

È assodato che la memoria accompagna, in maniera indelebile, il tragitto esistenziale di ognuno di noi, ed è altrettanto assodato che la figura della madre, in tale contesto, assume il ruolo di assoluta protagonista che non volge mai al tramonto. Franco Fabiano lo dimostra in maniera esemplare in quest'opera che raccoglie alcune lettere idealmente inviate alla madre e una silloge, comprendente elegie e carmi dedicati al suo volto, alla sua presenza costante anche se ora le sue mani stringono quell'azzurro intenso che l'ha sempre avvolta in vita. C'è un lampeggiare espressivo, sia nelle epistole (che sono altrettante dichiarazioni d'amore e un piccolo-grande compendio di ricordi e di accelerazioni emotive), sia nelle poesie dai toni musicali eleganti e caldi che non evaporano mai, ma che via via si solidificano nel segno della fede e della speranza.
Franco Fabiano sa scuotere la caducità del tempo, dando anche al silenzio e alle assenze una veste non di secondo piano, e riuscendo contemporaneamente a scuotere la realtà con trepidante e struggente armonia. Non sfugge il suo navigare accorto tra le certezze e le difficoltà, fra le trame mute e le ombre, tra l'inaridirsi delle primavere e il subitaneo errare su sentieri tranquilli in un colloquio con la madre che rischiara ogni orizzonte... Sono pagine a dir poco disegnate con acume, con amore, con precisione, con un linguaggio che coniuga alla perfezione ogni sfumatura del pensiero, ogni immagine evocata che risulta, perciò, nitida e incisiva.
Basterebbero, del resto, queste espressioni per renderci conto del traboccante amore che la madre ha lasciato in Franco Fabiano: "Le tue parole restano, i gesti impalpabili mi rassicurano, autorevoli dinanzi al livore che, talvolta, ci domina in quanto uomini, in quanto inermi creature alla mercé di un fato tristemente inesorabile". Una prova, questa, che non fa che avvalorare quanto già messo in luce nelle precedenti sue opere letterarie ("Poesie al sole", "Ombre di luce", "Alchimie" e "Blue Theatre") e che approfondisce il suo discorso in chiave moderna con elementi che rimandano anche ai suoi diversi interessi culturali.

Editore:
Montedit, 2010-2011

Genere: Poesia e narrativa - Collana "I Gelsi"

Estratto:
Lettere alla Madre con Elegie e Carmi

LETTERE ALLA MADRE
Epistolario

Cara Madre,
quando giungo da te al mattino, quando in preghiera sul tuo sepolcro cerco raccoglimento, dintorno l'aria che respiro mi pervade di una pace oltremodo consolante che funge in me come fosse una grazia miracolosamente rasserenante.
Essendo uomo sono principalmente libero di contemplare, al pari di altri uomini che non desiderano vivere stancamente, senza valido mordente, bensì ambiscono con animo disincantato apprendere quale profondo senso ha esistere.
Asserivi compiaciuta come avessi cuore nobile ed ingegno acuto, sempre tanto impaziente di conoscere le sostanziali ragioni del mondo nella sua interezza o di un'essenziale vita vissuta (distintasi da una condotta ponderata) od, infine, come amassi cogliere qualcosa di sinceramente autentico in tutti i miei simili di ogni razza e credo religioso.
Ho molto amato e molto sofferto in patimenti e tribolazioni, dando una tangibile testimonianza di quanto mi volessi mondare nella mia primaria essenza umana e spirituale.
Naturalmente – bramo pensare – rammenti con limpida memoria quando sentivo di non essere compreso dal mio prossimo, e tu, valente, ribadivi come non sia una favorevole consuetudine prodigarsi per individuare le variegate sfumature di un cuore ottenebrato, i risvolti più segreti di un animo sottaciuto, per coloro i quali non hanno alcuno slancio emozionale, sempre rigidamente compassati.
Certamente sai cosa voglia dire per me vivere con una tale intensità, con un tale trasporto da poter cogliere il senso ultimo e, dunque, irrevocabile della vita che – altrimenti – sarebbe desolatamente vuota, sterile, tanto inconsistente da essere priva di un solido significato.
Ho dunque agognato un valido percorso interiore che lo spirito ritemprasse!
Madre, dicono che sei morta, che né notti né giorni mutano la verità del mondo, ed il tuo tempo è ormai assenza di tempo che non trapassa, soltanto numeri sul calendario, ma non invecchi, non svanisci, non avvizzisci.
Questo distacco che debbo quotidianamente tollerare, mio malgrado, mi induce a credere con convinzione ad un intento ascetico, misterioso, metafisico, poiché non ti ritengo morta, bensì in transito verso un'ignota destinazione ultraterrena.
Per sorte sei divenuta ora un angelo fiammeggiante del Paradiso, puro spirito di luce che più rifulge, e vegli sul mio cammino, mentre mi abbandono a quella straordinaria reminiscenza.
Forse mi ascolti quando ti parlo con riverenza, quando ancor più, in te, ripongo le mie speranze, attendendo quel mio ricongiungimento al Padre, Suprema Origine dell'Infinito, e di tutte le genti, e di quanto esiste oltre lo spazio ed il tempo… ove sei magnificamente giunta in una preziosissima, fulgida esultanza!

Sii beata in Dio.

Franco



ELEGIE E CARMI
Dedicazioni alla Madre

ELEGIE

O Madre!

Un'assenza è l'immanente
Segreto, sotteso nei lamenti
Della voce, delle voci
Che turbano, importune,
Tra le raccolte brume,
O Madre!
Melodie cantabili,
Ti giungano le mie parole
Da un oscuro squarcio
Di cielo rannuvolato,
Che s'anima nel tuo nome,
O Madre!



Barlumi di vita e morte

S'impongono vita e morte
nell'ancestrale, vociante
impeto del mondo,
ove uomo sfatto si reclina
quando, arido, s'anima
d'un recondito turbamento
sull'arse dune rosseggianti,
prospicienti buie voragini.
Un'eco di quieti lontane
si coglie dal rossigno crepuscolo
di quei miraggi, leggeri afflati
profusi all'orizzonte,
oltre le alte vette innevate,
oltre i taciuti accadimenti
del Nulla, dell'Oblìo,
del senza tempo…



La mano sul cuore

Udito ho ancora
Le parole del silenzio
A notte tarda,
Quando s'innalza
La mano protesa
Sul tuo lungo sonno,
Qual cuore scosso,
Sfuggente il volto
Che più m'accora,
Ora e sempre m'accora.



Languide esistenze

Quando parve effondersi
L'aria greve al mio respiro
Che s'addolcisce,
Come trasognato
Assodarsi scruto la vita
Entro lembi impalpabili
– Ch'io per me bramai! –
Tra quei perduti abbracci
Di languide esistenze
Chiuse nel loro torpore.

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Copyright 2010-2011, Franco Fabiano
Copyright 2010-2011, Montedit


Acquisto:
Per acquistare una copia del libro è possibile collegarsi alle seguenti librerie-on line:
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