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Libera il Libro e LANCIA UN’EMOZIONE IN RETE

Libera il Libro ha deciso di presentarvi una bella iniziativa nata per aiutare i degenti ospedalieri, attraverso il progetto “Lancia un’emozione in rete”.
Un’ intervista fatta a Gabriella Acampora, una delle fondatrici di questo progetto, vi spiegherà nei dettagli come poter aiutare e sostenere con la lettura chi purtroppo è costretto ad un ricovero ospedaliero.
L’intervista è lunga ma è importante la leggiate!

Domanda: da cosa è nata quest’idea ?

Nasce da un sentimento doppio:
Io e tutti i miei consoci ( noi siamo : Gabriella Acampora, Anna Maria Ruberti, Teresa Coppola, Lina Sorvillo e Fabrizio Capuano) abbiamo vissuto in prima persona l’esperienza dell’assistenza ad una persona cara affetta da cancro, HIV o da Alzheimer, malattie da cui checché si racconti in giro si esce ancora in un solo modo.
Sappiamo perfettamente come cambia la vita, come cambiano le abitudini,come ci si inaridisce ( gli esperti direbbero che anche noi “care giver” abbiamo la sindrome del burn-out).
Lunghissimi periodi trascorsi in ospedali diversi a capire se e come curarsi; e poi una volta trovato il “protocollo”, andare ogni 3-4 settimane nei day-hospital a farsi bombardare da sostanze velenosissime, a cui però affidi il tuo orologio.
Si proprio l’orologio, perché chi è malato sa bene quando scadrà la sua vita.
Come dicevo prima il sentimento scatenante è stato doppio:
in queste condizioni la vita dei malati e dei loro familiari si stravolge; una parte consistente del proprio tempo lo si passa in una nuova casa (l’ospedale) ed in una nuova dimensione (la malattia).
Purtroppo nella nostra cultura l’ospedale è visto essenzialmente come un luogo di sofferenza, quasi di espiazione di colpe ( da noi moltissime persone affette da varie malattie, come l’epilessia o l’epatite, considerano esse come una cosa di cui vergognarsi , una grave colpa personale e quindi non lo dicono a nessuno, finendo con l’isolarsi da tutti e tutto).
Di contro negli ospedali si ha a disposizione un bel po’ di tempo trascorso a non far niente (Non mi credete? Lo dice anche Sandro Bartoccioni nel libro “Dall’altre parte”), ma pur sempre sottoposti a ferree regole di costrizione.
Insomma i nostri ospedali assomigliano sempre di più a vecchie carceri e sempre meno ad alberghi di lusso (eppure ci costano quanto i secondi)
Abbiamo quindi deciso di unire le nostre passioni ed il nostro vissuto, ed essere
“compagni in un viaggio”
Il nostro viaggio corre verso la realizzazione di un programma generale per “l’Umanizzazione delle strutture sanitarie”; per trasformare gli ospedali da
luogo di cura a “Luogo di Cure”, ovvero di “Attenzioni” verso se stessi.
Come dice il nostro mentore, Alfredo Marinelli, oncologo dell’ Università Federico II di Napoli, e amico sempre, cliente qualche volta, di fabrizio capuano( il ns presidente lavora da più di dieci anni per aziende farmaceutiche ed ora dopo tanta gavetta è un middle-manger e con Alfredo Marinelli abbiamo posto la prima pietra del ns progetto; grazie Alfredo senza di te dove saremmo ora?????????)
Bisogna rimettere l’UOMO al centro dell’universo Sanità, affinché la Medicina sia:
Vera, Buona e Bella
.
Così è nata l’associazione “Compagni di Viaggio”, per uno slancio di amore, innanzitutto verso noi stessi.
Era il 1 marzo 2004 .
Poi ci siamo dotati di una forma giuridica diversa.
Il 20 giugno 2005 ci siamo ri-costituiti ONLUS, in modo da poter diventare interlocutori credibili delle istituzioni e di Enti pubblici e privati.
Insomma abbiamo capito che per fare meglio il nostro “lavoro” occorreva essere come loro, istituzionali.
Una breve parentesi sulla questione “lavoro”; una ONLUS non ha finalità di lucro, e per fortuna noi con-soci siamo tutti dipendenti di qualcun altro, ma per realizzare i nostri progetti dobbiamo investire ogni giorno tempo, risorse umane ed anche soldi.
Insomma dobbiamo trattare Compagni di Viaggio ONLUS come se fosse una piccola impresa.
Lo dico a futura memoria di coloro che ci sorridono ammiccando all’idea che Compagni di Viaggio, sia solo una nostra personalissima “pazziella” (in napoletano significa giocattolo ma con un accezione particolarmente forte riferita all’idea della perdita di tempo).
Uh mi sto mangiando tutto il tempo e molte altre domande.
Al sodo dunque:
Il nostro principale progetto si chiama “Lancia un ‘emozione in rete”, ha una valenza nazionale, anche se per ovvi motivi abbiamo iniziato dagli ospedali della Campania.
Prevede la realizzazione in luoghi ospedalieri a libero passaggio ( corridoi di reparti, spazi comuni, aree di sosta per i familiari dei degenti etc etc) di particolari biblioteche multimediali ed interattive dette: PO(STAZIONI)
Le PO(STAZIONI) sono dotate di un certo numero di libri, assoggettati alle regole del Book-crossing e di un pc sempre in rete, una web-cam, una stampante e varie periferiche e software di pura evasione e gioco, atte a lasciar esprimere la propria creatività in assoluta libertà agli utenti della PO(STAZIONE).
Premetto che ogni cittadino deve e può utilizzare lo strumento di umanizzazione come gli pare, cioè nel pieno rispetto dei suoi tempi e della sua predisposizione al momento.
Ciò vuol dire che i libri delle PO(STAZIONI) possono essere semplicemente letti e restituiti come se fossimo in una tradizionale biblioteca, oppure “giocati”.
Il book-crossing è un gioco molto particolare inventato da ron honerbaker , ragazzo americano vivente, che lo ha poi donato all’umanità.
Esso consiste nello scambiare libri letti/posseduti con altri lettori-giocatori sconosciuti ma legati da un filo ideale, non semplicemente donandoli ma abban-DONANDOLI in qualche luogo, e fornendo poi ai giocatori, attraverso un sito web dedicato, tutte le informazioni utili a rintracciarlo.
E’ inoltre tipico dei giocatori, sempre nel sito web, lasciare commenti vari sia sul libro che sul fatto in se di far “crosser” proprio quel Book; insomma diciamo pure che ogni book-crosser partecipa ed apre a sua volta una gigantesca caccia al tesoro.
Quello che ci ha molto affascinato di questo strambo gioco era appunto la forte partecipazione emotiva dei book-crosser e la possibilità di utilizzare il web.
Una delle peggiori caratteristiche di malattie come il cancro, è proprio quella di spegnere emotivamente le persone…….abbiamo pensato ( ben sostenuti da psichiatri e psicologi) che il book-crossing può invece aiutarli a rimettere in moto la propria emotività, appunto perché per far muovere il proprio libro dentro la comunità bisogna mettere in campo le proprie emozioni, creando relazioni nuove con persone mai viste, e quanto più forti sono le emozioni messe in rete, tanto più probabilmente qualche altro giocatore deciderà di iniziare la sua caccia.
E poi c’è la questione del pc e di internet.
All’inizio ho parlato della questione “tempo che resta da vivere”.
Chi è affetto da alcune malattie, non ne ha molto a disposizione e soprattutto lo ha mentre sta rinchiuso “in carcere”, ops scusatemi volevo dire ospedale.
Navigare attraverso le web-road significa semplicemente fare un viaggio, stando fermi…………esplorare luoghi in cui quando tutto ci girava per il verso giusto abbiamo trascurato di andarci……pensando oggi non ho tempo, ma domani……….
…..ed universi assolutamente sconosciuti da esplorare………….
Insomma in soldoni, la nostra vita è finita…………
E la PO(STAZIONE) ha in se gli strumenti per abbattere i limiti spazio-temporali della nostra vita………..…
Tornando alle PO(STAZIONI), esse cioè tutte quelle aperte nei vari ospedali, sono in rete in due piattaforme diverse:
una più istituzionale che include biblioteche aperte al pubblico che si trovano nella Provincia di Napoli ( tranne le nostre che hanno avuto in premio la possibilità di starci tutte anche quelle ubicate in altre regioni) sito web: www.iperteca.it e da qualche giorno siamo su anobii, www.anobii.com,da ciò risulta chiaro che la PO(STAZIONE) è solo il luogo fisico dove un libro momentaneamente si ferma, appunto una vera e propria stazione di sosta e transito.
In realtà se agli utenti fosse consentito ( è uno dei nostri obiettivi rendere tutti i cittadini ovunque si trovino liberi ed uguali) un uso free della risorsa internet ogni cittadino-degente avrebbe a disposizione tutti i libri circolanti in tutte le PO(STAZIONI).
Tutto ciò nella maniera più semplice: entrando nei siti che ci ospitano e consultando i vari data-base.
Stare su anobii ci permette di raggiungere il secondo obiettivo, quello cioè di poter realizzare relazioni tra persone appassionate di lettura e non condividenti una “malattia” -))))))))))))).
Chi pratica il book-crossing sa che l’ultimo possessore del “suo” libro lo consegnerà al nuovo richiedente, ma noi volontari siamo disposti a recuperarlo da qualche PO(STAZIONE) e consegnarlo al richiedente.

Questa idea originaria si è di molto arricchita nel tempo grazie all’incontro ed alla condivisione di esperienze con gli specialisti di area psicologica e psichiatrica che lavorano presso l’ospedale Cotugno di Napoli (speciale ringraziamento de core ad alberto vito, peppe nardini e nello viparelli) ed oggi Lancia un’Emozione in Rete è diventato Librus…infettano gli ospedali.
Cosa c’è di nuovo nel pentolone???
PO(STAZIONE) più…psicologi/psicoterapeuti… più specialisti della consulenza in ambito “socio-assistenziale”….
troppo spesso i cittadini gravati da malattie disabilitanti e/o degenerative non sanno né che possono attivare né come farlo, procedure per godere di assistenza domiciliare et altri servizi da stato sociale avanzato….

Il nostro Progetto, ribadisco, punta al miglioramento della qualità del ricovero ospedaliero, “anche” attraverso il dono di libri, la cui lettura può costituire un momento di svago, di riflessione, di divertimento.
Il miglioramento qualitativo avviene per:
1) riduzione dei tempi “morti” nella giornata ospedaliera, che risulta scandita più dalle esigenze organizzative dell’istituzione che dai bisogni soggettivi del paziente, con tanti periodi vuoti, di solitudine, che non fanno che accrescere l’angoscia e la paura che molto spesso accompagnano l’evento malattia.
2) Inserimento della dimensione ludica che generalmente è del tutto assente nel contesto ospedaliero e ciò serve a sdrammatizzare i giorni di ricovero.
3) Trasformazione di un evento critico in un evento che possa contenere elementi di crescita personale, sia attraverso il contributo proprio della lettura (ad esempio alfabetizzazione alla lingua italiana per pazienti stranieri), sia attraverso il contatto con gli psicologi per elaborare ciò che sta avvenendo. Lo svolgimento di attività connesse alla lettura coincide con una rivalutazione delle capacità, delle necessità e degli interessi del paziente con cui si stabilisce un contatto comunicativo diretto.
Tutto ciò ha, a nostro avviso, una importante valenza simbolica in quanto il paziente percepisce che, se la struttura si occupa perfino del suo tempo libero, allora effettivamente è in grado di prendersi cura di lui. Il paziente si avverte “pensato”, preso in considerazione e di conseguenza si affida molto più fiduciosamente ad una struttura che in modo concreto si occupa e pre-occupa di lui, del suo tempo, delle sue esigenze.
Un altro aspetto positivo consiste nella possibilità di incontrare i pazienti non per parlare di malattia, ma di veicolare l’incontro attraverso il gusto della lettura. Ci avviciniamo ad essi, chiedendo i loro gusti letterari e che tipo di opera letteraria avrebbero piacere di ricevere in dono.
Inoltre, non va sottovalutato che, per diverse persone, questa è la prima volta che incontrano nella loro vita un esperto di dinamiche psicologiche e l’incontro può anche servire a far emergere un bisogno di ascolto o un bisogno di approfondire nuclei tematici che sino a quel momento sono stati ignorati. Presentare il gioco del Book Crossing, infatti, diventa l’occasione per presentare anche le attività dell’U.O. di Psicologia e per iniziare un dialogo con uno specialista. Per noi, può rappresentare una occasione per prevenire situazioni di disagio, intervenendo con un counselling psicologico, che tuttavia non è connotato dall’emergenza di “patologia” psichica, bensì dalla proposta di lettura. Infatti, il primo contatto non avviene per una “consulenza”, richiesta dal medico o dal paziente, ma per un dono di libri, proposto a tutti i degenti.

Ho finito, ho finito………senza scomodare antropologi e Freud e Jung, il nostro programma di umanizzazione incontra molti ostacoli nel diffondersi:
un po’ incespica in una assillante burocrazia;
un po’ deve superare le diffidenze di un mondo molto chiuso su se stesso, sa i medici durante la loro formazione studiano benissimo il corpo umano e le sue malattie, ed ogni giorno si aggiornano su esse, ma in nessun corso di laurea si affronta il problema della comunicazione coi pazienti;
ultimo in alcune realtà depresse la PO(STAZIONE) luccicante e nuova nuova, potrebbe essere vissuta dai pazienti come un inutile spreco di risorse.
La PO(STAZIONE) è frutto di un dono, e quindi non costa niente al S.S.N, ma ciò non è sempre evidentissimo e poi deve centrare il suo obiettivo:
far vivere le persone meglio.
Per questo motivo da qualche anno una parte rilevante del nostro lavoro è finalizzato a trovare risorse economiche per finanziare borse di studio a favore di giovani Psicologhe/Psichiatri che avranno il compito di assistere le persone al di fuori degli schemi pre-ordinati “malato-cura farmacologica”.

Perchè gli ospedali e non assistenza diretta?

Da qualche parte dovevamo iniziare….
Negli ospedali, e soprattutto in alcuni reparti, certi bisogni sono più evidenti, anzi per meglio dire……richiesti dagli stessi pazienti non più sottovoce, all’orecchio di qualche buona dama di carità, ma con piglio fermo e deciso………a tutti gli operatori.
Noi riteniamo che l’umanizzazione sarà reale quando, lo esprimo con una metafora: si saranno abbattute le pareti degli ospedali e la società civile che è fuori sarà entrata dentro.
E poi come accennato prima negli ospedali nella realtà i ricoverati sono impegnati in attività cliniche generalmente la mattina; per cui hanno a disposizione eterni pomeriggi in cui l’unico modo per ingannare il tempo è parlare della propria malattia con il vicino di letto.
Le sembra un buon modo per guarire le proprie ferite?

Possono partecipare al book crosser anche da casa, anche i non ospedalizzati?

Certo che possono, anzi devono!!!
Una volta rientrato a casa il nostro utente, potrà continuare a giocare con noi, continuare il suo “viaggio” in assoluta tranquillità.
Anzi le dirò di più in realtà noi metteremo Po(STAZIONI) anche in luoghi di assoluto svago, estranei agli ospedali, proprio per la questione di cui sopra e perché i cittadini-malati abbiano la possibilità reale di incontrare persone, anime, estranee alla malattia.
Per questo io dico ai giocatori incalliti di book-crossing, venite a giocare anche nel nostro circuito.
Una prima PO(STAZIONE) extra ospedaliera già esiste e si trova nel tribunale dei Minori di Napoli;
un giorno scoprimmo nel forum del sito della associazione, che non è il sito del circuito di book-crossing, un messaggio di una giocatrice (forse un magistrato?) che aveva preso il libro dalla postazione del tribunale………

Il fine del progetto?

Umanizzare…..Umanizzare……..Umanizzare………..!!!!!!!!
A parte questo le singole PO(STAZIONI) devono aiutare gli utenti ( qualsiasi utente sia chiaro, l’ammalato in pigiama, i suoi familiari, medici ed infermieri, le guardie giurate, gli amministrativi, il direttore generale) a:
attenuare, ansie, sofferenze, paure,
dedicarsi alle proprie passioni, nuove o momentaneamente sopite;
riattivare la propria emotività;

sviluppare intorno allo strumento di umanizzazione un nuovo modello di relazione medico-paziente.

Avete già nuovi progetti e proposte?

Purtroppo sempre….anche troppi…forse.
Ma direi che la cosa più semplice da fare per sapere cosa facciamo, dove lo facciamo e perché…e soprattutto come fare per sostenerci…è consultare ciclicamente il nostro sito web:
www.compagnidiviaggioonlus.org…..
Dico ciclicamente perché alcune sezioni vengo continuamente aggiornate…

Abban-dona un libro è già da anni nel progetto Manuzio del sito LIBERLIBER=libera un libro, dove si danno informazioni circa i luoghi dove il libro è stato abbandonato e in che città e s’informa quando se n’è trovato uno e dov’era.

Come Le dicevo in fondo noi non abbiamo inventato niente, anzi abbiamo “scopiazzato” da Ron; ma il nostro obiettivo non è né la gloria, né brevetti di originalità.
Riteniamo che “Lancia un’Emozione in Rete” rispetto a quanto conosciamo che accade negli ospedali italiani, abbia delle caratteristiche uniche nel suo genere.
Ciò nonostante il nostro auspicio è quello di incontrare altri soggetti che hanno già fatto delle esperienze; confrontarci con loro e cercare di fare:
di Più, Meglio e più Rapidamente.
L’umanizzazione non è facile in nessun Ospedale d’Italia; proprio per questo è parte importante della nostra “mission” la realizzazione di una rete di solidarietà tra associazioni diverse.




29 Responsesto “Libera il Libro e LANCIA UN’EMOZIONE IN RETE”

  1. Salve, sono interessato alla vostra inziativa ma scrivo libri erotici, è un problema?
    Saluti
    Fabio

  2. maria grazia casagrande says:

    Sono davvero molto interessata a questo vostro lodevole progetto!!! Ho passato molto tempo in ospedale con i nostri genitori malati terminali e so cosa vuol dire.
    Ho scritto una raccolta di poesie intitolata ‘Le ginocchia sbucciate’ ed intorno a questa raccolta ho costruito uno spettacolo itinerante in cui alterno la lettura delle poesie e di brevi racconti, con molta musica che canto accompagnata dai miei musici di fiducia. E’ uno spettacolo che abbiam più volte presentato in scuole, biblioteche, piazze, librerie. E sarei molto felice sia di partecipare con l’invio del mio libro in lettura, che eventualmente di portare – dove possibile – lo spettacolo!
    Fatemi sapere!
    maria grazia casagrande

  3. salve a tutti sono fabrizio, il presidente dell’associazione, rispondo in rigoroso ordine cronologico-)))))
    caro Fabio per me non ci sono problemi nè penso per gli utenti del progetto;coloro che ci ospitano potrebbero storcere un po’ il muso ma di fondo anche loro devono essere “umanizzati” e quindi “cambiati”, “trasformati”….sei il ben accetto….
    cara Maria Grazia quanto mi proponi mi stimola ed affascina-))))…dovremmo riparlarne meglio in altro luogo….mi è sembrato di capire che sei di roma….ora mi trovo anche io a roma….scrivimi a f.capuano@kyowa.it….e ti ricontatto
    un abbraccio ed un ringraziamento a tutti
    fabrizio

  4. Progetto super interessante che non solo vorrei condividere ma che da sempre è stato nei miei ideali progetti di scrittura. Scrivo e pubblico libri da decenni da sempre li ho pensati per poterli distribuire nei reparti ospedalieri, tant’è che il mio primo libro “e se fosse: profumo di sostanza?” ha una copertina dedicata proprio ai non vedenti. Finora ho prosciugato tutti i miei risparmi per autopubblicarmi e ne ho diffusi gratis a profusione. Ritengo che scrivere con il cuore sia una speciale cura per chi legge.L’arte è una cura senza alcuna controindicazione. Fatemi sapere come fare per collaborare, ma non ditemi di spedire libri, perchè l’ho fatto per anni e sinceramente non avere riscontro da chi li riceve è deprimente sotto tutti i punti di vista, per questo gli ultimi miei libri si trovano liberamente sui siti di editoria online come wwww.ilmiolibro.it e wwww.lulu.com dove si possono anche scaricare o ordinare liberamente. Complimenti!

  5. sabina says:

    Mi piacerebbe inviarvi un pò di materiale, ritengo l’iniziativa bellissima ed utilissima. Conosco l’iniziativa americana..ma ritengo che la vostra possa funzionare meglio in Italia. Ho scritto un pò di cose di vario genere che vi invio volentieri ad un indirizzo che mi indicherete,posso fornirvi anche dei siti web dove sono pubblicate poesie e racconti di accesso libero. In attesa, vi saluto congratulandomi con voi per l’idea e per le finalità che condivido a pieno, ciao
    sabina

  6. Redazione says:

    Ciao Sabina, l’indirizzo a cui puoi spedire dei libri é:

    Dr. Alberto Vito c/o Unità operativa di psicologia
    Azienda Ospedaliera Cotugno
    via G. Quagliariello 54 Napoli 80131

    Il sito web dell’associazione che ha lanciato il progetto http://www.compagnidiviaggioonlus.org/

  7. [...] This post was mentioned on Twitter by Angelo Ricci. Angelo Ricci said: RT @LiberailLibro: Aiutare con la lettura chi soffre in ospedale! http://www.liberaillibro.com/libera-il-libro-e-lancia-unemozione-in-rete/ [...]

  8. Molto bella e lodevole la Vostra iniziativa … sarei felice di poterVi inviare una copia del Romanzo in modo che possa essere di sollievo a coloro che ne hanno veramente bisogno … un saluto cordiale

  9. Maria Pia says:

    Apprezzo molto questa iniziativa, anche se l’avventura del libro abban-donato mi ha riservato una brutta sorpresa. Lasciavo i miei libri in una scafale della coop, poi mi sono accorta che qualcuno faceva incetta dei libri e li vendeva al mercato dell’usato. Alle debolezze umane non c’è mai fine. Ma questa è un’altra storia!
    Anni fa, quando mi venne la mania di scrivere racconti, ebbi l’idea di lanciare in rete la richiesta di scrivere favole, che poi stampate, sarebbero state messe in igieniche e lavabili buste di plastica ( tipo quelle salva documenti) e lasciate in corsia. Pensavo a quei bambini che assistiti da familiari passano un sacco di tempo a far nulla e non sempre quelle persone hanno fantasia e forza sufficiente per inventare storie.
    Poichè a moltissime persone piace scrivere, mi sembrava una bellissima iniziativa. Qualcuno rispose, ma poi la cosa si arenò per mancanza di organizzadione.
    Ho lavorato in ospedale e ci sono stata pure da paziente e so che non è facile dedicarsi alla lettura, perchè la stanchezza mentale o lo scoramento sono notevoli,i rumori e le distrazioni anche. Bisogna poi interrompere la lettura per vari motivi, diagnostici, di cura o altro.
    Ciò non toglie che da qualche parte bisogni iniziare, se si vuole rendere vivibile almeno una parte della giornata. Sarebbero interessanti anche incontri con l’autore; anche i non lettori troverebbero un appiglio per svagarsi e uscire da quel guscio che diventa la malattia.
    Se posso suggerire un’idea, desidererei riproporre la mia idea iniziale, quella dei racconti lasciati in corsia. Sicuramente ci potrebbe essere un malato interessato a vagliare i testi, escludendo quelli non adatti per vari motivi.
    Inviare tramite la rete i racconti sarebbe molto facile, stamparli e divulgarli, anche: siti di scrittori on line sono tantissimi, finalizzare la passione per lo scrivere di tante persone, si potrebbe prendere in considerazione? Ovviamente ci vorrebbe una specie di redattore, come in molte prigioni che cercano di allargare gli interessi degli “Ospiti”.
    E’ un’idea come un’altra, vedete voi.
    Con affetto. Maria Pia

  10. per tutti il mio cell è 3351628394 la mai mail è:
    f.capuano@kyowa.it oppure fabrizio.capuano@fastwebnet.it
    il sito web http://www.compagnidiviaggioonlus.org
    io non leggo i vostri commenti molto frequentemnte perciò oltre che ringraziarvi in anticipo per ogni forma di sostegno che volete offrirci, vi chiedo la cortesia di usare i riferimenti di cui sopra per pparlare con noi
    fabrizio

  11. cara Maria Pa faccio un ‘eccezione per te-))))cioè ti leggo e ti rispondo subito….
    con una piccola premessa…all’inizio noi eravamo come te e come molte altre persone che ci scrivono….cioè avevamo un’idea,ci piaceva e la trasformavamo in azione….poi però l’azione non sostenuta dal “lavoro” quotidiano di persone motivate…si esauriva più o meno rapidamente….
    quindi ci siamo costituiti in onlus…ed oggi cerchiamo di realizzare progetti a edio-lungo-lunghissimo termine…proprio per evitare le cose che racconti tu o per ridurre il rischio di insuccesso..che per i motivi che tu stessa hai rappresentato…è molto peggio che non averci nemmeno provato….
    allora in sintesi voi che volete aiutarci potete fare tutto quello che volete ma dovete farlo….cioè tu vuoi scrivere e mandarci i tuoi racconti??? bene hai un indirizzo di spedizione…qualcun altro vuole aiutarci in una regione nuova a far partire una PO(STAZIONE)??? ottimo ma deve creare tutta la trafila di “marketing e vendita a costo zero”..altri vogliono contribuire alle borse di studio per psicologi di corsia???ancora meglio non è importante dare uno o cento…l’importante per me che ho una responsabilità morale e giuridica è sapere che chi ci vuole aiutare fa…così come facciamo noi il nostro…
    un abbraccio
    fabrizio

  12. Una bellissima iniziativa la vostra, ma credo che sia stata detta da ognuno che ha scritto.
    Circa un mese fa sono stato per controllo all’ospedale di Sassuolo. E mentre ero li ad attendere gli esiti, mi si presenta nella stanza una signora con una ragazzina che tiravano un carrello pieno di libri.
    Con mia sorpresa non era la giornalaia figura che da tempo non c’è più in ospedale, sopperita dai volontari ospedalieri che ti comprano i giornali e vanno a prenderti la bottiglietta d’acqua.
    No! Questi offrivano libri da leggere, libri offerti per lo più da case editrici o doni fatti alla biblioteca comunale di Sassuolo.
    Tengo a precisare che non sono Emiliano, bensì Campano: di Torre del Greco. E sono favorevole all’iniziativa. Ecco però non penso che dovrebbero essere solo i privati a donare libri ma anche editori,e questi operatori dovrebbero essere collegati a biblioteche: insomma delle biblioteche che vanno negli ospedali a consegnare libri ai degenti.
    Cristofaro Cingolo

  13. valery says:

    Ciao a tutti, sono felice di far parte di questa bella comunità e di poter essere a conoscenza dei vari eventi che riguardano la lettura e/o la scrittura……
    Un bacio a tutti, Valery

  14. Redazione says:

    Benvenuta!!

  15. valery says:

    Grazie mille!!!!!!!

  16. fabrizio says:

    scusatemi ma sono stato avvisato di aver lasciato un numero di cell sbagliato per contatti ultra rapidi con me medesimo fabrizio capuano il cell corretto è 3356128394

  17. valery says:

    Ciaooooooooo.
    Avete letto “Il piccolo principe”?
    Lo sto consigliando a tutti!!!!!!!
    Buona giornata, buon lavoro a chi è in città e buone vacanze a chi è partito o sta per farlo……….
    Un bacio, Valery

  18. Redazione says:

    E’ in vetta alla lista dei miei libri preferiti!
    Buonissime vacanze anche a te
    Alessandra

  19. valery says:

    Grazie! :-) )))))))

  20. fabrizio says:

    volevo ringarziare tutti coloro che hanno spedito libri al dr.Vvito presso l’A.O Cotugno di Napoli…ed anche a coloro che pensano di farlo…ed ovviamente a tutti quelli che in qualche modo si sono interessati a noi ed ai nostri progetti
    fabrizio

  21. valery says:

    A Fabrizio: siamo noi che dobbiamo ringraziare te e le tue socie per l’Associazione che avete fondato! :-) ))))

  22. valery says:

    Perchè il mio commento precedente è stato cancellato???????

  23. Redazione says:

    Mio errore! Scusami tantissimo
    Alessandra

  24. valery says:

    Prego, siamo umani!
    Nel messaggio precedente ho ringraziato Fabrizio e le sue socie per la bell’Associazione che hanno creato……..
    Saluti e buona notte di San Lorenzo a tutti da Valery

  25. valery says:

    Mi accorgo che è “ricomparso” il mio messaggio, ma come dicevano gli antichi Romani: “Repetita iuvant”!!!!!!!!!

  26. valery says:

    Buongiorno a tutti, che fine avete fatto?????? A presto, Valery

  27. alfredo marinelli says:

    C o m p l i m e n t i
    per il nuovo sito.

    In considerazione dell’attuale data dovremmo pensare ..ad un rilancio.

    P.S.: Fabrizio Ti aspetto ! Abbiamo aperto il Nuovo Day Hospital….

    am

  28. valery says:

    Ciao, c’è qualcuno in giro?
    Buon 2011 a tutti, anche se con qualche giorno di ritardo….:-)))))

  29. Redazione says:

    Sempre ben accetti! Auguri anche a te!

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