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L’Isola dei Famosi ed il trashismo televisivo

L'ISOLA DEI FAMOSI ED IL TRASHISMO TELEVISIVO

Non condannati all'esilio. Non rifugiati politici. Non persone ritiratesi a vivere isolatamente dal resto del mondo. Nemmeno prigionieri sul cui capo chissà quale penoso ed infame supplizio pende. I "Famosi" dell'isola più chiacchierata d'Italia sono semplicemente personaggi in cerca d'avventura o più che altro in cerca di se stessi. Molti di essi, nel ricordo di un glorioso ed ormai lontano successo, vivono nella speranza che si riaccendano d'incanto le luci di quel palcoscenico che ormai loro non compete più. Altri invece sperano che quell'isola porti fortuna alle loro rispettive carriere. Diogene, vestito di botte ed armato di lanterna, cercava l'uomo, sprezzante degli usi e dei costumi di quella caotica società alla quale non sentiva di appartenere.

Così loro, spogliati degli agi della vita di tutti i giorni, vestiti della durezza di una vita insolita e di volta in volta sempre più drammatica da sopportare, sempre più difficile da superare, armati della consapevolezza di dover sopravvivere non solo grazie alle proprie forze, ma soprattutto per merito e benevolenza di particolari giudici nascosti dietro un televisore, padroni dell'esito del gioco e signori del loro destino, con addosso gli occhi di quello stesso mondo che li ha bruscamente abbandonati. Quel mondo che sembra quasi un carceriere che osserva di tanto in tanto da uno spioncino un condannato al quale nulla è concesso, nulla è lasciato, nemmeno a caso.

Ognuno dovrà sopravvivere contando solo su se stesso. Non esiste cibo che ti verrà dato se non quello che tu stesso ti sarai riuscito a procurare. Non esiste dimora sotto la quale stare se non quella che tu stesso ti sarai riuscito a costruire. Non esiste letto sul quale adagiarti se non quello che tu stesso ti sarai creato con le tue mani. E dalle tue mani dovrà uscire fuoco per riscaldarti e cucinare. E con quelle mani dovrai essere in grado di raccogliere i doni che il mare ti vorrà dare. E con quelle mani dovrai dimostrare a quel mondo che ti osserva da lontano di essere parte del gioco e non un corpo estraneo. Di essere meritevole della fiducia che ti è stata data.

Portando nel tuo cuore gli affetti di chi hai lasciato nella vita reale, di chi attende con ansia il tuo ritorno e t'ha lasciato andare assecondando il tuo desiderio di riscatto personale. Mille corridori in cerca di una meta, ma solo uno potrà raggiungere il traguardo e gridare alla vittoria.

Autore: Alberto Ferrero

Genere: pensieri




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