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L’orologio parallelo (Cinzia Baldini, Michele Gentile, Monica Baldacchino)


Ed ecco che a un tratto la mente si distende e le immagini, dapprima sfuocate e confuse, prendono forma e sostanza sotto una luce nuova che ne definisce e ritaglia i contorni. Come da una vecchia scatola di biscotti, per troppo tempo dimenticate, quelle fotografie di vita, passione, e storia trovano il giusto posto nell'album in cuoio rosso della nostra coscienza, il giusto archivio per i nostri ricordi, il giusto tempo, il nostro. E' stata questa la sensazione che mi ha preso il cuore, non appena finito di leggere l'ultima pagina de "L'orologio parallelo" (Edizioni Linee Infinite 2011). Come un battito in più, tra i rintocchi del tempo e i sussulti di un' emozione a lungo dimenticata, quella di aver trovato finalmente tra quelle pagine un vero istante di intensa riflessione, sull' esistenza e sul suo scorrere. Nato da un'encomiabile quanto originale idea di Gianni Maritati e a lungo dibattuto tra le forme snelle di un format televisivo e quelle idealizzate di un soggetto cinematografico, questa ispirazione ha trovato finalmente il suo reale scopo, prendendo contorni, cromie e sonorità tra le abili creazioni narrative di Monica Baldacchino, Michele Gentile e Cinzia Baldini, i tre autori che ce ne regalano le pagine. E' proprio Michele Gentile che apre il primo dei tre racconti: L'angelo di cioccolata. Un vecchio dall'età indefinita ma dalla caparbietà stoica e coraggiosa, si aggira nei luoghi da tempo abbandonati. Sono i luoghi dai quali è fuggito molti anni prima, apparentemente senza un motivo ma inequivocabilmente in maniera discreta e quasi impercettibile, agli occhi di un mondo così poco attento a ciò che intorno accade ai suoi figli. E poi, un incidente. Sembra quasi lo scoccare di un dardo di vita, paradossalmente scagliato da un avvenimento dai nefasti presagi. Alfredo, è questo il nome del protagonista, si troverà a rivivere insieme a chi, come lui, finirà imbrigliato dalle maglie del proprio tempo, un ritorno alle passate stagioni dove, una moglie oggi evanescente e fragile, dalle paure così marcatamente latenti, rinnova i suoi dolori, facendone ricordo di una perduta serenità, sublimando ella stessa la sofferenza tra le coincidenze di un delicato quanto piacevole compromesso. Michele Gentile traccia con colpi precisi e raffinati i tratti salienti dei personaggi che si alternano nelle 84 pagine del suo racconto. Con il pennello del sagace osservatore delinea a tinte indelebili caratteri, pensieri e sensazioni dei suoi interpreti, lasciando assaporare al lettore il gusto deciso e inconfondibile del suo stile narrativo, parola dopo parola. C'è un immagine in particolare che mi ha colpito. Quella del tempo, definito da lui, "Magnifico Rapace". Un tripudio di forza, eleganza, saggezza e reverenziale timore, espresso dall'unione di due semplici parole. Una definizione rapida, dal tono ricercato che l'autore dona quasi a monito a chi quel tempo imbriglia, tra le esili lancette appese di un illusorio e per questo instabile quadrante di vita. E come in un gioco di sipari e scenografie a scomparsa, ecco che irrompe negli occhi e nella mente dei lettori de "L'orologio parallelo" il ticchettio del tempo scandito dal racconto di Monica Baldacchino intitolato La città sul volante. Cambiano le suggestioni e il respiro si apre a distanze nel tempo e nello spazio dal sapore vero di una città travolgente: la complice Roma. Un ragazzo e una ragazza si incontrano ed è come si fossero da sempre conosciuti. Tanto brevi sono gli attimi e compressi i tempi della loro immediata intimità, quanto lunghi e lontani sono i ricordi che fatalmente scopriranno unirli entrambi. Un fil rouge che li accomuna, come una pergamena dai toni chiaro scuri che, nonostante le diverse provenienze, evoca in loro ricordi di vividi racconti. Il Grande Raccordo Anulare diventa teatro per il loro vissuto, dove poeticamente Monica Baldacchino trasforma quasi in versi anche i nomi storici delle consolari romane. Le parole si intrecciano sinuose fino a formare periodi di descrizioni dall'odore di strada bagnata, di gomme e di asfalto sul quale il tempo ancora una volta traccia il percorso nel quale unire i destini di chi unito lo è già stato, inconsapevolmente nel passato. Ma è nel terzo ed ultimo racconto scritto da Cinzia Baldini (Il pianista maledetto) che il protagonista del libro, così piacevolmente declinato dagli autori precedenti, prende corpo e forma umanizzati quasi a voler scoprire nel finale le sue vere intenzioni come anche i suoi moti di ira e consapevole potenza. Qualche nota nell'aria si libra da un pianoforte, il clamore degli applausi di un pubblico estasiato, la paura e la voglia che tutto ciò non abbia mai fine, e il dono estremo di cotanta sorte a chi del tempo avrà infine ragione. Un concertista affermato e la sua storia maledetta, raccontati tra i suoni gravi di un'esistenza privata della speranza e quelli argentini e acuti di un desiderio incomprimibile: essere ancora e ancora libarsi di musica, godendone non nella durata bensì nell'intensità, affinché il tempo stesso conosca lì il suo limite. Cinzia Baldini conduce la storia del suo pianista maledetto concatenando sensazioni e attese, illusioni e sincero stupore in un ritmo avvincente e mirabilmente cadenzato, fino alla scoperta del vero messaggio racchiuso nello scrigno del desiderio di ognuno di noi: un tempo che cambi forme e abiti ma si arrenda di fronte al confine della nostra consapevole ostinazione, dalla quale lui stesso sia maledetto. Vorrei concludere lanciandovi un invito: semmai tra le pagine di quest'opera troverete qualcosa di voi e sono certo che accadrà, sarà quello l'istante nel quale il tempo vi concederà la sua miglior pausa, quella donatavi in cambio di averlo ascoltato. Abbandonatevi a questa dolce sensazione, come accade ai pensieri, nel silenzio di un battito di ciglia. Sandro Capodiferro

Recensito da Sandro Capodiferro

Autore: Cinzia Baldini, Michele Gentile, Monica Baldacchino

Genere: Narrativa

Perchè leggerlo?
Per vivere dei momenti indimenticabili lasciandosi trasportare dal fascino del tempo mirabilmente descritto dagli autori

Perchè non leggero?
Non c'è un motivo per non leggerlo

Ti piace se...
Se sei cultore della buona scrittura e del travolgente ritmo della narrazione

Il pregio principale
E' una lettura affascinante

Il difetto principale
Non ne ho trovati




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