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L’ultimo dei pirati – La storia di Oliver Neville


Recensione a 5 stelle ritrovabile su Amazon

Parto con una premessa: si tratta di 5 stelle, sì, ma molto tirate per le orecchie. Il motivo è qualche pecca grammaticale davvero stupida ed evitabile. L'autore dimostra di conoscere bene l'italiano e probabilmente con qualche stesura in più sarebbe uscito un libro perfetto.. ma alla fine ho deciso di perdonarlo, anche se sono molto pignola sulla grammatica e mi accorgo sempre di ogni errore. Si tratta di un autore esordiente (purtroppo non ho trovato nessun altro libro sotto il suo nome). Nonostante ciò, penso che abbia un talento nello stile di scrittura: risulta davvero scorrevole, nonostante l'uso del passato remoto (la storia è raccontata da Oliver che si rivolge al passato). L'autore si limita a descrizioni corte ma concise che non annoiano mai e danno un alto potere di immaginazione. Le ambientazioni e i personaggi sono descritti davvero molto bene e sembra davvero di rivivere i Caraibi del '700!!
Ma ora veniamo al sodo e al motivo per cui ho dato 5 stelle: la trama è a dir poco fenomenale!! E' un susseguirsi di vicende ed incredibili colpi di scena!! Le battaglie navali sono davvero avvincenti e mi sorprendo di come l'autore riesca a far immaginare tutto nei minimi dettagli, nonostante le accozzaglie di navi! Mi sono piaciuti moltissimo anche i personaggi, con personalità ben distinte e uniche.
All'interno della storia vi sono parti di dialogo in francese e in spagnolo, ma l'autore è ben attento a far sempre comprendere al lettore il loro significato (o usando parole simili all'italiano, oppure facendo intervenire qualche personaggio traduttore). Ho apprezzato molto questa particolarità, perché penso che faccia immergere il lettore nel vero clima del Nuovo Mondo, colonizzato dai diversi imperi e abitato da varie nazionalità (la lingua dei personaggi principali è ovviamente l'inglese narrato in italiano).
Devo dire infine che la storia è davvero tutto fuorché scontata, in particolare il finale che lascia senza fiato! Non vorrei esagerare, ma penso che sia davvero il più bel finale che io abbia mai letto.
Quando lessi la sinossi prima di comprarlo, ero rimasta colpita dal fatto che il libro lascia un certo significato. Posso davvero confermare che è così, ma non voglio rivelare nulla. Non nego di aver lacrimato per ben tre volte. Mi sono letteralmente divorata il libro.
CONSIGLIATISSIMO!!!

Editore:
Narcissus

Genere: Avventura/guerra/storico

Estratto:
Dopo un lungo viaggio dall'Oceano Atlantico ero finalmente a casa. Era il giugno del 1713 e la guerra sembrava davvero finita. Ebbi molta paura, fino ad allora feci solo esercitazioni ma il sapore della guerra, per quanto ne ebbi la nausea, non volevo davvero più sentirlo. Per poco non finivamo trafitti dalle cannonate di un galeone spagnolo, se non fosse stato per la nave dell'ammiraglio Jackson che uscì fuori dalla formazione programmata e ci fece da scudo. Non si trattava di audacia, ma di pura sete di vendetta e di odio totale per gli spagnoli. In marina inglese un semplice marinaio non ha potere di fare quel che vuole, ma quell'ammiraglio ce l'aveva eccome. Sua sorella è sposata con un influente duca delle zone del nord di Londra, non ricordo il nome ma poco m'importa: quell'ammiraglio morì nella sua stessa arroganza. Del resto muoiono sempre quelli che eseguono gli ordini, ma stavolta non fu così e noi ci salvammo così come gran parte della sua ciurma.
Mi mancava molto mio figlio, non lo vedevo da più di 3 anni… mi mancava anche la terraferma, forse perché mi sentivo finalmente libero. Già la libertà… quando da piccolo guardavo il mare vedevo la libertà, ma compresi ben presto che il mare è una prigione: dover obbedire agli ordini, essere pronto a morire per un errore fatto da un comandante incompetente, il non sapere quando si torna a casa e se si torna… no, non penso sia questa la libertà. Eppure quando vedevo mio figlio osservare il mare e chiedermi quant'è grande, non potevo dirgli che il mare è una prigione… non ho mai detto bugie a mio figlio eppure, quando gli parlavo del mare, sentivo di non mentire: ero davvero convinto che oltre il mare ci fosse la libertà, anche se la vita mi aveva sempre insegnato il contrario.
Mi chiamo Oliver Neville, avevo 21 anni ed ero un marinaio della marina inglese, la Royal Navy. Sono stato addestrato con una disciplina ferrea e il mio compito è obbedire ad un ordine, almeno lo era una volta. Non è stata una mia scelta quella di entrare in marina: mio padre era marinaio anch'egli e perse la vita nel 1708 in quella che chiamano guerra di successione spagnola. Ma a differenza di me, mio padre era pronto a morire per la marina, in onore della Corona inglese. A me invece poco importava di combattere per arricchire qualcuno che ha già abbastanza, ma non è sazio. Volevo un gran bene a mio padre, ma il suo sacrificio mi insegnò qualcosa di più grande: ci sono idee a questo mondo che valgono più di una vita, ma solo se queste idee le crediamo giuste. Ho condiviso il fatto che mio padre fosse morto per un'idea, ma non ho condiviso quell'idea. Già, perché ora odio la corona più che mai… ma per capire chi sono ora, beh vi racconterò la mia storia…

Acquisto:
http://www.amazon.it/Lultimo-dei-pirati-storia-Neville-ebook/dp/B00VSKWQWQ/ref=sr_1_1?ie=UTF8eqid=1431016994esr=8-1ekeywords=l'ultimo+dei+pirati+-+la+storia+di+oliver+neville




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