L’uomo che amava dipingere (Vincenzo Borriello)

Vincenzo Borriello, nato a Torre del Greco nel 1976, è il giovane autore di questo romanzo, forte e avvincente, ambientato nell'Iran dei giorni nostri; la sua prosa semplice, scorrevole e mai banale mette in risalto e a confronto una cultura e una religione che trova poco riscontro nella vita reale e che impone regole rigide dettate dall'integralismo degli Ayatollah. Il racconto viaggia su due binari paralleli e mette in risalto la denuncia della violazione dei diritti umani e l'espressione dell'arte intesa come interpretazione delle emozioni, delle sensazioni. Yassir, giovane protagonista del romanzo, appartiene ad una generazione che a Teheran comincia a prendere coscienza dei propri diritti. È un pittore, giovane anima che attraverso le sue tele, i suoi dipinti, esterna le sue sensazioni e per l'anima di un 'artista non c'e' nulla di anormale voler dipingere una donna nuda, ma deve fare i conti con la " morale comune ", quello che lui ha fatto è gravissimo, va punito per dare un esempio a chiunque volesse imitarlo. Così Yassir prima di essere giustiziato viene messo in prigione dove incontra Omar compagno di cella, colpevole di essere omosessuale. La prigionia e la convivenza fa nascere tra i due una profonda amicizia e le continue umiliazioni e privazioni non riusciranno a smorzare i loro sogni, ed è proprio attraverso la pittura Yassir riesce a liberarsi delle sue " catene " e a volare alto , a valicare le inferriate che lo tengono prigioniero per non soffocare , per non soccombere. Attraverso la pittura Yassir dà senso alla sua vita anche chiuso in una cella. Attraverso le sue opere e i suoi colori riesce a dare vita ora a un ragazzo palestinese convinto che farsi esplodere in nome di Allah sia il più nobile dei gesti, ora a un marine americano che, comprende di essere stato ingannato da chi gli ha proposto un'avventura assurda. Due esseri diversi, addirittura nemici, ma uniti dallo stesso destino: entrambi muoiono di morte violenta per inseguire un ideale costruito da chi detiene il potere. Yassir non riesce a comprendere la logica della guerra e non si spiega come un essere umano abbia potuto concepirla. Si scoraggia, si arrabbia, piange , si dispera di fronte alla piu' assurda delle guerre: la guerra santa che usa Dio in modo strumentale e fa si che la legge coranica sia capace di gestire tutti gli aspetti, della vita sociale dei singoli individui. Forte il risolto umano e psicologico ... Yassir con il suo dipinto "irriverente" diventera' il simbolo dell'Iran libero. Buona lettura e buona riflessione Franca Cristina D.M.
Recensito da Vincen76Autore: Vincenzo Borriello
Genere: Narrativa
Perchè leggerlo?
Perchè riesce a coinvolgere il lettore fino all'ultima pagina
Il pregio principale
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Una frase significativa
" La pittura era ....yassir e yassir ....era la pittura e , nessuno, neanche il rigido carcere iraniano era riuscito a separare yassir da essa."
