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L’UOMO E’ MORTO?

Wole Soyinka
L’UOMO E’ MORTO?
Smurare la libertà
Traduzione di Cristiano Screm, Laura Castoldi, Roberta Zuppet

Nel 1986, Wole Soyinka nel discorso per il conferimento del premio Nobel per la letteratura prende le mosse da un’esperienza teatrale londinese per sviluppare un complesso e potente j’accuse contro il razzismo. Due anni dopo, in uno scritto sul teatro nelle culture tradizionali africane, egli afferma come tale arte sia divenuta una pratica di liberazione, un «modello di sopravvivenza» dell’uomo oppresso.

Sospinto dall’urgenza dell’oggi, Soyinka prende nuovamente la parola per esortare ognuno di noi a difendere quel bene immateriale ma concreto che chiamiamo «libertà». Smurare la libertà è il compito più esaltante che l’umanità possa assumersi, e necessita sempre di una critica dell’intera storia dello sviluppo umano.

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Wole Soyinka (Abeokuta, Nigeria 1934), attivista e scrittore, imprigionato in Nigeria negli anni ’60 a causa del suo impegno politico-civile, nel 1986 ha ricevuto il premio Nobel per la letteratura. Riconosciuto come uno dei massimi autori africani della contemporaneità, Soyinka ha scritto testi teatrali, romanzi e poesie, a cui si affianca una significativa produzione saggistica. A partire dagli anni ’70, Jaca Book pubblica per prima in Italia l’intera produzione narrativa, parte di quella teatrale e della memorialistica. Gli interpreti(1976, 2017); La strada (1977, 1997, 2018); La morte e il cavaliere del Re (1979, 1993); Teatro, 1. Il leone e la perla. Pazzi e specialisti. La morte e il cavaliere del Re (1979); Teatro, 2. Danza della foresta. La strada. Il raccolto di Kongi (1980); Stagione di anomia (1981, 2017); Aké. Gli anni dell’infanzia (1984, 2012); L’uomo è morto (1986, 2016); Mito e letteratura. Nell’orizzonte culturale africano (1995); Ìsarà: intorno a mio padre (1996).




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