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MANIFESTO AL MONDO in uscita a settembre

MANIFESTO AL MONDO
IL DISCORSO DI PAOLO VI ALL’ONU NEL 1965

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In uscita il 24 settembre

Il 3 ottobre del 1965 Paolo VI lascia per 36 ore l’ultima sessione del Concilio Vaticano II per  pronunciare il giorno successivo un discorso nel Palazzo di vetro di fronte ai rappresentanti di 117 governi e a un foltissimo gruppo di osservatori.
Il suo discorso è umile, anche se leggermente corretto rispetto alla versione manoscritta. Il papa appare fragile, eppure il risultato è epocale.
Riccardi ne coglie l’inaspettata potenza comunicativa. Il rapporto tra il Papa e i governi del mondo non sarà più lo stesso. Paolo VI inoltre non parla solo a suo nome, ma a nome del Concilio, che in quel momento appariva un evento carico di straordinaria innovazione.
Il messaggio centrale è il «no alle guerre», l’esile uomo in bianco ritiene di avere con sé un solo bagaglio, «siamo esperti di umanità», e propone con credibilità e determinazione la Pace. Davanti agli occhi degli astanti scorrono le immagini di Giovanni XIII e della crisi dei missili a Cuba.
La pace comporta la responsabilità di tutti i governi di fronte ai poveri della terra, il suo messaggio è inequivocabile.
Al testo di Riccardi seguono in appendice il discorso manoscritto del Papa con la trascrizione e le correzioni diplomatiche evidenziate e, infine, il testo ufficiale.
Il 26 settembre Papa Francesco sarà il quarto papa che parla all’ONU, dopo Paolo VI, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Nessun discorso dei papi contemporanei ha avuto la forza di un manifesto al mondo come quello di Paolo VI durante il Concilio. Un Manifesto che, su pace e povertà, prepara il viaggio di Papa Francesco.

Andrea Riccardi ha insegnato, come professore ordinario, Storia Contemporanea all’Università di Bari, alla Sapienza e alla Terza Università degli Studi di Roma. Fondatore, nel 1968, della Comunità di Sant’Egidio, ha avuto un ruolo di mediazione in diversi conflitti e ha contribuito al raggiungimento della pace in alcuni Paesi, tra cui il Mozambico, il Guatemala, la Costa d’Avorio, la Guinea. La rivista Time nel 2003 lo ha inserito nell’elenco dei trentasei “eroi moderni” d’Europa, che si sono distinti per il proprio coraggio professionale e impegno umanitario. Collabora con numerosi periodici e quotidiani fra cui il «Corriere della Sera». Studioso della Chiesa in età moderna e contemporanea, ma anche del fenomeno religioso nel suo complesso, ha al suo attivo diverse pubblicazioni. Dal 16 novembre 2011 al 27 aprile 2013 è stato chiamato a ricoprire l’incarico di Ministro per la Cooperazione internazionale e l’Integrazione nel governo tecnico del prof. Mario Monti. Il 22 marzo 2015 è stato eletto Presidente della Società Dante Alighieri.

 




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