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Marseglia Michele


Michele Marseglia è nato a Frattamaggiore il 5 agosto 1952.Gia’ consigliere comunale del PCI e segretario della locale sezione,negli anni 70/80, ’è laureato , in Giurisprudenza e in Filosofia con Tesi in Storia dei Partiti e Movimenti Politici -presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II ° con il titolo dell’attuale testo edito per i tipi di Aracne , relatore il prof. Francesco Barbagallo.Conseguite le abilitazioni in Filosofia e Scienze dell’Educazione e all’esercizio della professione forense, ha da qualche mese cessato il suo rapporto di lavoroo con Trenitalia dove ha svolto mansioni di Quadro, Professional Senior.Questo libro è risultato vincitore del Premio letterario internazionale per la Saggistica per inediti indetto dall’Associazione casa natale Antonio Gramsci di Ales XI edizione , premiazione avvenuta in Ales in Aprile 27 aprile 2009 ed è compreso tra i Finalisti del Premio Penna d’autore per la Saggistica edita , Targa assegnata il14 maggio 2011 in occasione della premiazione in Torino.Il pensiero di Gramsci in un certo senso ha influenzato grandemente la sua formazione intellettuale.L’avvicinamento a Gramsci è avvenuto dopo aver letto Trotzky quando, diciannovenne, iscritto alla FGCI si apprestava al superamento dell’originaria formazione ricevuta fin dalle elementari ,densa di profondi equivoci ideologici, per avvicinarsi i al marxismo, che, per chi come l’autore , aveva vissuto , sedicenne nel 1968, come un dramma, l’occupazione di Praga, da parte delle truppe dell’URSS e il suicido del giovane studente praghese Jan Palach , doveva significare altro dall’interpretazione reale del regime di Breznev e dei suoi seguaci filostalinisti.La figura di Gramsci rappresentava, per l’autore che molto ammirò Enrico Berlinguer, la figura coerente e, intransigente, dal punto di vista morale, che ha pagato con il carcere fino alla perdita della vita la sua lotta al fascismo e la discontinuità interpretativa col marxismo ossificato che si incarnava nelle rappresentazioni quotidiane del regime sovietico.Esiste ,oggi, una ripresa degli studi gramsciani sia in Italia che nel mondo grazie alla meritoria attività di diffusione delle sue opere e del suo pensiero di Associazioni e Fondazioni a lui intitolate ; ogni anno su di lui vengono alla luce nuovi contributi ,specie e, per fortuna , di giovani ricercatori , ma non solo ,,, questa ripresa di studi su Gramsci forse è dovuta alla crisi di decadenza morale e culturale dell’attuale momento politico e alla stessa crisi della Sinistra che, sconfitta dal berlusconismo trasversale, sembrava, fino ai recenti eventi elettorali, aver smarrito il suo senso e la sua radice ;Riscoprire Gramsci, aiuta, a ritrovare un filo che si è lacerato nei mille rivoli della crisi del socialismo reale e allo scioglimento del PCI , già seguita al crollo del muro di Berlino e dopo la svolta (cosiddetta ) della Bolognina del 1991.Con la sua opera La formazione culturale di Gramsci nel 2009 ha voluto, con la pubblicazione avvenuta a d agosto 2010, rendere , in primis, omaggio al prof.Giorgio Baratta, materiale “Premiatore” ad Ales , dell’autore come riporta un dedica del 28/4/2009, contenuta nelle prime pagine del libro G.Baratta era Prof. di Filosofia Morale dell’Università di Urbino, Vincitore del Premio Napoli 2008 ,con il suo” Gramsci in contrappunto” , Presidente dell’Igs e di Terra Gramsci e, senza dubbio, il più grande studioso internazionale della figura e del pensiero d i Antonio Gramsci ..Tra le motivazioni del premio, si è evidenziato l’ approccio originale e peculiare agli studi gramsciani. Molti studiosi analizzano prevalentemente il pensiero gramsciano più maturo, mentre in quest’opera si è posto l’accento sugli anni della formazione. Non sono mancate recensioni , segnalazioni on line sul web e sulla carta stampata rispetto a questo libro tra cui quella del Prof. Gianfranco Pasquino sul Messaggero veneto del 21 febbrio2011 o anche come testo di studio presso l’Università di Bolzano cattedra di Antropologia Filosofica del Prof. Nicola Lupoli , della Libera Università di Bolzano, nonostante l’autore abbia più volte ribadito di non essere un ricercatore di professione.Certo stroncature, sono sempre dietro l’angolo nell’attuale panorama editoriale, ma l’autore si è più volte appellato alla libertà di ricerca e al rigore di analisi derivante dall’onestà intellettuale che ne ha ispirato lo sforzo , per cui è ben consapevole dei limiti del suo lavoro ,ma, nello stesso tempo, si mostra desideroso di correggerli e, nel caso, di eliminarli , sempreché la critica motivata faccia ammenda di qualsivoglia generalizzazione tranciante e negativa tout court …

Sito WEB
http://michelemarseglia.blogspot.com/

Pubblicazioni
LA FORMAZIONE CULTURALE DI ANTONIO GRAMSCI 1910-1918




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