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NE’ L’ESISTENZA NE’ LA SCALA

Géza Szocs
NE’ L’ESISTENZA NE’ LA SCALA
Traduzione di Tomaso Kemeny
“Cantos”
Collana diretta da Tomaso Kemeny e Vera Minazzi

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La poesia di Géza Szocs, alla profondità di pensiero, alla gravità esistenziale, alle altezze mitiche unisce un’originale tensione ludica, spesso fondata su analogie e doppi sensi impensati. Il poeta raffigura gli eventi del mondo come sorti da semi da cui potrebbero nascere anche le condizioni socio-storiche del futuro. Szocs si distingue per la sua abilità di accendere nel linguaggio i fuochi che illuminano aspetti tragici e, allo stesso tempo, comici del destino umano nel mondo.

(Tomaso Kemeny)

Géza Szocs (Târgu Mures, Romania, 1953), della minoranza ungherese di Transilvania. Esiliato nel 1988 per i suoi scritti contro il governo del dittatore Ceausescu, nel ’90 fu tra i fondatori dell’Unione Democratica della Minoranza Ungherese in Transilvania. Senatore nel ’90-’91, segretario di Stato della Cultura nel 2010-2011, presidente del Pen Club ungherese, in questa veste ha istituito il Gran Premio Internazionale «Janus Pannonius» di Poesia. Tra le molte onorificenze ricevute, ricordiamo in Italia il Premio Leopardi (2011) e il Gran Premio Flussidiversi di Caorle (2012). È stato commissario ungherese per l’Expo di Milano del 2015. I suoi versi sono tradotti in molte lingue.




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