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NELLA CASA DELL’INTERPRETE

Ngugi wa Thiong’o
NELLA CASA DELL’INTERPRETE
Traduzione di Maria Teresa Carbone

 

«Com’è potuto un intero villaggio, con la sua gente, la sua storia, tutto, scomparire così?» Se lo chiede il giovane Ngugi wa Thiong’o, di ritorno nell’aprile 1955 dal college britannico vicino Nairobi che frequenta, quando scopre che il suo paese natale è sparito, e la sua casa di famiglia rasa al suolo. Lo scrittore rievoca con commozione le esperienze che lo trasformarono in un autore, più volte candidato al premio Nobel per la letteratura, e, in quanto dissidente politico, in un esempio morale per tutti. Nella casa dell’interprete è il feroce racconto della storia di un uomo e di una nazione.

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Ngugi wa Thiong’o(Kenyaenya, 1938), più volte candidato al premio Nobel, è uno dei massimi esponenti della letteratura africana. Dopo aver studiato a Kampala, in Uganda, e a Leeds, in Inghilterra, pubblica il suo primo romanzo Weep Not, Child (1964; Se ne andranno le nuvole devastatrici, Jaca Book, 1975, 1976), ma è con A Grain of Wheat (1967, Un chicco di grano, Jaca Book, 1978, 2017) che guadagna fama internazionale. Nel ’77 pubblica Petals of Blood(Petali di sangue, Jaca Book, 1979), romanzo in cui condensa una dura critica alla società keniota postcoloniale. Incarcerato e poi costretto all’esilio, da tempo vive e insegna negli Stati Uniti. Nel 2015 Jaca Book ha pubblicato il saggio Decolonizzare la mente (ult. ed. 2018).




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