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NESSUN SEGNO SULLA NEVE


Alcune storie meritano di essere raccontate. Alcune di queste perché ritraggono alcuni profili di uomini e di donne le cui azioni ben rappresentano il mondo dentro al quale ci muoviamo tutti, e da cosa questo mondo ha ereditato i suoi tratti somatici. È indubbio, per l'Occidente, che uno di questi mondi sia stato il decennio dei '60.
Scendere in quegli anni, oggi, è possibile per lo più attraverso i documenti e le opere che quegli anni hanno generato, e che abbiamo ereditato, conosciuto, e sui quali si basa oggi un vivace revival dell'energia vitale che i Sessanta possedevano ed esprimevano senza difficoltà. Il nostro approccio alla preparazione culturale, alla società civile, e la moda, e addirittura uno tra i più seguiti serial televisivi sono adesso frutto di elaborazioni sgorgate in quel tempo lontano ormai mezzo secolo.
La storia di Daniela Alibrandi regala un'esperienza più viva di tutte queste. Nessun segno sulla neve è una discesa nella vita quotidiana di quegli anni, attraverso una prima persona sorprendente per un'autrice: un uomo.
Un uomo del nostro tempo, degli anni duemila, che avvicinandosi ad un altro burrone, i social network, compie quasi inconsapevolmente un'operazione affettiva ovvia: cercare i protagonisti del suo passato, quello emotivo, quello dell'adolescenza. E spalancando così nuovi contatti recisi dal tempo, quest'uomo riscopre, e con lui noi, il bel '68.
Facce, persone, personaggi, avventure, sensazioni fisiche e tumulti del pensiero e del cuore risorgono come appena vissuti, e il medium del suo ricordo offre al lettore l'impressione sublime di percorrerli come potessero essere i propri.
Roma. L'eterna, silenziosa, la testimone perfetta dei moti dell'umanità, quelli grandi e quelli non visti, sfuggiti. Il ruggito del '68 qui non è una registrazione in bianco e nero, o una ricordanza documentale, è una visita di persona in una quotidianità sconvolta dalla passione di quel periodo, chiusa nelle aule di una scuola, nelle pareti di una casa di quartiere, strillata per vie dove il rosso e il nero si spezzavano all'uscita dai licei, per fronteggiarsi e per risolversi nella società italiana di oggi.
Partecipare alla politica del corteo e soffrire l'invadente presenza di genitori per la prima volta non temuti, non presi più ad esempio, semplicemente svelati in tutta la loro antichità di costumi, di costrutti, di valori. Organizzare scherzi e baruffe, conoscere ambulanti e professori, innamorarsi e lottare fisicamente per un futuro che sia, dopo le brutture dei padri in guerra, finalmente a misura d'uomo.
Molte ragazze oggi prendono ad esempio l'aggressivo femminismo delle sessantottine, ed ormai quest'immagine stantia è diventata anacronistica, pop, conosciuta per capi sommi e imprecisi. Daniela Alibrandi, come se non ci sorprendesse già con l'inquietante precisione con cui si è calata nei panni di un uomo, propone una protagonista femminile magica, slacciata da ogni cliché abusato del '68. Milena, di una bellezza virale, dagli occhi non azzurri, non verdi: trasparenti. Associazione mentale: cosa contenga il vuoto, è una delle domande che portò Yves Klein a lanciarsi da un palazzo. E in quello sguardo limpido come un volo verso il basso troveremo uno dei più realistici esempi della sofferenza e del costo che l'emancipazione di sé può chiedere a una donna.
Milena è una chiave prodigiosa per capire quel periodo, per riflettere se quel periodo si sia effettivamente risolto come si auguravano i ragazzi che corrono e vivono tra le righe di Nessun segno sulla neve.
Questa bella prima prova svapora in un fumo di thriller, alcune pagine di diario fin dall'inizio fanno sbandare il lettore verso un climax drammatico che si svela piano, ma a intervalli sempre più corti. Inizierete a leggere questo romanzo per vedere Roma nel '68, o per respirare l'aria delle manifestazioni che hanno permesso i successi e i fallimenti della nostra società, oppure per scoprire cosa pensino gli uomini, e vi troverete stretti in una storia convulsa e romantica che, come il '68 ci ha insegnato, non può esimersi dal sanguinare per trovare finalmente la propria soluzione.



Fonte della recensione "bookybooky.it"

Editore:
LABORATORIO GUTENBERG

Genere: THRILLER PSICOLOGICO

Estratto:
"Un volto ritrovato casualmente in Facebook, un ricordo che riporta drasticamente Francesco al passato e riaccende in lui la nostalgia delle passioni politiche legate al '68, facendogli rivivere la poesia di un amore che sembrava dimenticato. Un episodio criminoso avvenuto allora e mai risolto riaffiorerà in questo viaggio interiore. Ritrovare quell'amore lo porterà ad un epilogo completamente inaspettato".
L'autrice offre, con il suo racconto, un appassionante, fedele e nostalgico spaccato della vita italiana durante i grandi avvenimenti e mutamenti sociali e politici, che segnarono in modo indelebile un'intera generazione, parlando anche dei profondi sentimenti di quella gioventù.

Acquisto:
potete richiedere il libro direttamente in casa editrice inviando una semplice mail a info@laboratoriogutenberg.it. Vi verrà spedito senza costi aggiuintivi.
Il romanzo è anche acquistabile nelle librerie online come Webster, Deastore etc...




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