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Non tutto è come sembra


Eccola Ornella Nalon , nella nuova versione di giallista!
Ebbene si, dopo aver apprezzato la lettura del suo libro "Oltre i confini del mondo", mi sono accinta a leggerne un altro e quale la mia sorpresa nel constatarne questa sua nuova interpretazione di scrittrice.
Un libro che per la scorrevolezza e semplicità si legge tutto d'un fiato.
Interessante seguire la storia del maresciallo Giovanni Colucci, che di fronte alla morte di un giovane e rinomato psicologo, ne scopre i collegamenti con altre due morti e riesce a cucirne la trama giusta , al fine di provare che si tratta di un omicidio.
Fa riflettere la scelta dell'autrice di ricorrere alla motivazione che ha indotto il nostro protagonista nella scelta di tale professione, in particolare su come certi eventi della vita riescano a segnare per sempre il corso del nostro futuro.
Fa tenerezza ascoltare il rapporto che il maresciallo ha con la sua bimba, che purtroppo può vedere a momenti alterni, poichè si ritrova ad aver vissuto un fallimento importante: quello del suo matrimonio.
Ti sorprende la scelta dell'autrice di intrattenerci in scene di erotismo , vissute da quest'uomo che, in età adulta, riscontra un certo successo con le donne , ora che si ritrova ad una vita da separato.
Ti stranisce il suo linguaggio molto semplice e schietto.
Per concludere un libro che mi ha suscitato interesse e curiosità.
Astuta l'idea della trama, particolare e coinvolgente.
Bello e intrigante seguire l'evolversi delle vicende.
Due i momenti di criticità trovati: la scelta, a mio avviso ingenua, di mettere in tasca , da parte del maresciallo, un oggetto trovato nella zona in cui è avvenuto il delitto; il mancato approfondimento nel rapporto padre-figlia durante il volo in aereo, per far ritorno al paese natio...momento in cui mi aspettavo uno scambio di tenerezze e simpatici dialoghi .
Direi che Ornella Nalon, la nostra Agatha Christie in erba, abbia dimostrato un buon talento e che sarebbe auspicabile che desidesse di continuare in altre avventure , la storia del nostro caro e "audacemente sensibile" maresciallo.
Auguro a tutti una bella lettura, Pia

Editore:
0111 Edizioni

Genere: Giallo

Estratto:
Il maresciallo Giovanni Colucci attese che la gru appoggiasse sull'asfalto l'Audi grondante d'acqua e di fango, da cui pendevano, inoltre, alcuni filamenti di qualche pianta acquatica. Guardò attraverso il finestrino aperto del lato guida e vide, per prima cosa, il volto del cadavere che, se non fosse stato per il pallore della pelle, il colore grigiastro delle labbra e per i capelli fradici, poteva sembrare quello bello e rilassato di una persona che stava tranquillamente dormendo. Il corpo era in perfetta posizione seduta, tenuto ben saldo, sul sedile, dalle cinture di sicurezza. Soltanto spostandogli il corpo in avanti, Giovanni poté notare un rivolo di sangue, oramai raggrumato, che gli scendeva dalla base della nuca lungo tutto il collo, sino ad andare a formare una vistosa chiazza che aveva impregnato la camicia. Scostò i capelli e gli apparve una ferita trasversale, non molto lunga, ma che sembrava profonda.
Aprì la portiera e cominciò a frugare nelle tasche della giacca dell'uomo, finché trovò il suo portafogli da cui estrasse la patente di guida. Lesse il nome: "Giancarlo Visconti".
Guardò tra la folla di curiosi che si accalcavano oltre i nastri segnaletici posizionati dai suoi colleghi e focalizzò la sua attenzione sulla donna che, a fatica, Cosimo cercava di trattenere per evitare che oltrepassasse la fragile barriera.
Giovanni strofinò la mano destra sul fianco della divisa, nel tentativo di asciugarla e poi se la passò tra i capelli. Era un gesto del tutto inutile, poiché non aveva alcun ciuffo da tenere a bada, ma gli veniva d'istinto quando si sentiva leggermente infastidito da qualcosa; era come se da esso riuscisse a trarre quel minimo di coraggio in più che gli serviva per affrontare ogni piccola sfida.
Si avvicinò alla donna che sembrava in preda a una crisi isterica e le si rivolse con il tono più gentile che riuscisse ad ottenere: «Lei è la signora Visconti?»
«Si, sono io. Qua non mi vuole dire niente nessuno! La prego, ho riconosciuto la nostra auto; so che quello è mio marito! Mi lasci andare da lui, voglio vederlo!»
«Si, signora, temo che abbia ragione; dai documenti in suo possesso risulta che si tratta di suo marito. E' sicura di volerlo vedere?»

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