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O di odio (Christian Bigiarini)


Dalla recensione di Paolo Boschi su Casentinopiù Un giallo esistenziale molto sui generis, ambientato a Roma e interpretato da Leo Ponce, un disilluso detective privato di trentasette anni col cuore spezzato da un lutto incancellabile: un anno prima, al culmine di una serata perfetta con la fidanzata Marina, un pirata della strada in un secondo gli ha portato via per sempre la donna della sua vita. Da allora Leo continua ad essere ossessionato dal desiderio di assicurare alla giustizia l'assassino, ma né gli inquirenti né le sue indagini personali sono riuscite a dargli un volto. A distogliere Leo da una vita depressa e solitaria c'è l'inseparabile amico Saverio, architetto e latin lover con la mania della caccia, che ogni tanto riesce a portarlo a cena fuori o su un campo da tennis. Perso tra l'alcol e la depressione, Leo trascorre le giornate in modo inconcludente, finché nella sua vita, a sorpresa, arriva Daria, che riesce subito a smuovere nel cuore del protagonista desideri e sentimenti che credeva ormai inariditi. Intanto l'indagine va avanti con modalità alternative, tra ipnosi e magia, in cerca di quel maledetto dettaglio che Leo non riesce mai a focalizzare nel suo incubo ricorrente sulla tragedia, un dettaglio che potrebbe rivelarsi fondamentale. Ci riuscirà, ma in un finale a sorpresa... ça va sans dire. Un bel giallo interpretato da un protagonista davvero difficile da dimenticare, un libro che nasconde i suoi punti di forza nei dettagli, come gli aforismi dell'irresistibile homeless Pedro, le frasi altamente fosforiche di un writer romano, le ricette e gli aneddoti, i (buoni) libri e la (bella) musica che affiorano qua e là. Vivamente consigliato.

Recensito da Christian

Autore: Christian Bigiarini

Genere: Noir

Perchè leggerlo?
Perché è un libro ben scritto, scorrevole, avvincente, con un finale che lascia senza fiato.

Ti piace se...
Se ami i gialli, i noir e, perché no, le storie d'amore...

Il pregio principale
L'ironia. O meglio, la commistione tra tragico e comico che pervade tutto il romanzo.

Il difetto principale
C'è qualche parolaccia...




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