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“Oli esausti” di Lorenzo Trigiani

Lorenzo  Trigiani

OLI ESAUSTI

Trigiani

 

Durante la lettura, l’impressione è quella di trovarsi di fronte un’opera concepita come qualcos’altro, alla maniera di un inventario, ma – dato appunto l’argomento – in modi e toni lirici. «Oli esausti/ e corpi pesanti/ alla luce fioca/ di cieli guasti/ e lune cadenti/ in bocca/ foglie di menta/ sabbia/ e dischi volanti.» Questi versi sembrano ben esprimere la scrittura dell’autore, fatta di rapidi tratti o segni e immagini precise che – alle volte – assumono la funzione di “spaesanti” correlativi oggettivi.
Fra i motivi ricorrenti del libro c’è senza dubbio uno dei temi lirici per eccellenza, quello amoroso. Anzi, sembra quasi – in fondo – l’asse portante dell’opera. In versi, qualcosa che sembra non nuovo per l’autore (Roberto Roversi nella prefazione a uno dei lavori precedenti dell’autore chiuse così: “Non sono sicuro, ma forse sono tutte poesie d’amore.”).
(dalla prefazione di Gianluca Pulsoni)

Oli esausti
e corpi pesanti
alla luce fioca
di cieli guasti
e lune cadenti
in bocca
foglie di menta
sabbia
e dischi volanti.

Lorenzo Trigiani è nato a Manfredonia. Dopo Verme solitario e Soli posti in piedi, Oli esausti è la sua terza raccolta di versi.
Vive a Foggia, non distante dalla terra dei Santi, dove c’è il sole anche quando piove.




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