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PASOLINI L’insensata modernità

A cura di Piero BEVILACQUA

PASOLINI

L’insensata modernità

Schermata 2014-11-12 alle 09.59.41

 

collana: I precursori della decrescita

 

A molti anni dalla morte, Pier Paolo Pasolini (1922-1975) vive ancora nel dibattito pubblico come pochi altri autori del ‘900. Personaggio controverso e scandaloso, poeta, romanziere, cineasta, critico letterario, dialoga ancora con noi con la sua saggistica radicale e profetica. Leggendo il Pasolini critico dello sviluppo, oggetto del presente volume, ci si imbatte nelle folgoranti previsioni di ciò che sarebbe accaduto e che lo scrittore afferrava allo stato nascente. Nella forma dell’articolo o del saggio breve, grazie a una chimica singolare dell’intelligenza – che mescola poesia, sensibilità raffinata, acutezza di sguardo, nostalgia, culto della bellezza – Pasolini legge i fenomeni del suo tempo presagendo con visionaria lucidità i tratti del nostro confuso e desolato paesaggio spirituale.

Ordinario di storia contemporanea all’Università La Sapienza di Roma, Piero Bevilacqua ha fondato con altri e diretto la rivista «Meridiana», si è occupato di storia del Mezzogiorno (Breve storia dell’Italia meridionale, Donzelli 1993); di storia dell’ambiente (Venezia e le acque, Donzelli 1998); di storiografia (Sull’utilità della storia, Donzelli 1997); di saggistica teorico-politica (Miseria dello sviluppo, 2008, Il grande saccheggio, 2011, Elogio della radicalità, 2012, tutti presso Laterza).




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