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PROVE DI ROMANESCO:ARCHILOCO E DIOGENE (Marco Marzi)


Che Marco Marzi amasse le favole risalenti al periodo greco si sapeva già. Ha dedicato buona parte della sua vita nella selezione e nella traduzione delle favole di Esopo. Che Marzi fosse un amante del dialetto romanesco, quello vero, si sapeva dai tempi della pubblicazione delle sue poesie e non ultima "Via De La Maranella", la sua più recente raccolta, c...he ricostruisce, in una monumentale ricerca linguistica il vocabolario del Belli. Quello che non si sapeva e che emerge principalmente in questo lavoro, oltre al consueto amore per le favole antiche e per il dialetto romanesco, è il rimarcare con estrema potenza poetica le sue posizioni politico-sociali, tanto da risultarne un vero e proprio elogio dell'Indipendenza in tutte le sue forme. La libertà dalle convenzioni sociali, il non riconoscimento dei cosiddetti "potenti" e il relativo non subordinamento a regole di cui non si sente partecipe, l'affrancamento dai bisogni materiali e dai lussi. E per dirla tutta anche una ostentata forma d'anarchia, senza tralasciare il rispetto della natura intorno e all'interno dell'essenza umana. In questo libro di Marzi si ha la sensazione che scelga dei veri e propri compagni di viaggio con cui condividere le sue teorie. Si inserisce sulla stessa scia di Archiloco, poeta rivoluzionario greco, amatissimo anche da Omero, ripescandone i pochi casi in cui si è espresso usando la forma della favola. E si serve principalmente di aneddoti che riguardano la vita del filosofo Diogene immedesimandosi a tal punto da condividerne tutte le idee predicate con spirito provocatorio, tanto da attualizzarne il suo cinismo e i suoi principi morali: l'autarchia (il bastare a se stessi), e non meno importanti l'anaideia (l'impudenza, il fare tutto in pubblico, che procurò a Diogene l'appellativo di cane), la parresia (il linguaggio informale e senza regole) e l'apatia (l'impassibilità, l'imperturbabilità). Ricordando che il termine "cinico" viene dalla radice greca che indica la parola "cane". E allora ben venga anche la vita di un cane, come recita una delle poesie dello stesso autore, se è una vita libera di poter scegliere come bere e come mangiare alla faccia di tutti quelli che ogni giorno si umiliano e si lasciano schiavizzare morendo lentamente. E ben venga questo lavoro che ci ricorda che esiste ancora una forma di ribellione artistica e che l'anticonvenzionalismo e il culto della libertà individuale erano conosciuti fin dai tempi più antichi.

Recensito da Cagi Editore

Autore: Marco Marzi

Genere: Favole e poesie (sonetti) in dialett

Perchè leggerlo?
Per l'attualità dei temi trattati... l'indipendenza come valore eterno.

Perchè non leggero?
Se non si ama la letterarutura in dialetto...

Ti piace se...
...Soltanto una volta nella vita ti sei sentito come Diogene, bisognoso di libertà...

Il pregio principale
Ricerca linguistica e filologica.

Il difetto principale
Credo che stavolta sia difficile trovare difetti...

Una frase significativa
Leggetelo tutto! Ne vale la pena...




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