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Racconto di Confine


Ecco cosa può accadere quando uno scrittore e il suo gatto uniti dalla comune necessità alimentare, narrano sulle vicissitudini del nostro tempo.
Un uomo che vive in una città di confine, che giudica, sbaglia e ritenta, che si sente perseguitato dai suoi ricordi, come l'autore lo è dai personaggi che inventa. E poi Bebert che miagola commentando spesso l'agitazione e i patemi di noi umani.
La Storia di Trieste e del suo porto fanno da sfondo a una narrazione spesso emotiva, che non disdegna di avvalersi delle suggestioni del teatro e che esplora angoli oscuri dell'animo umano, lasciando alfine qualche interrogativo aperto alla genialità del lettore.

Editore:
Alessandro Flora

Genere: narrativa

Estratto:
Ogniqualvolta mi preparo a scrivere sia giorno o notte, sia inverno o estate che Bébert inizia a gironzolarmi attorno tenendo alta la coda, e con essa interroga l'aria segnandoci un punto interrogativo.
Non c'è che dire il mio è un animale curioso e a volte direi persino un po' troppo impiccione.
Sposto la tazza del tè dal tavolo per fargli spazio, lui ne approfitta subito per acciambellarsi, e facendo sommessamente le fusa attende con pazienza io inizi a scrivere; suppongo per dormire e perdersi in chissà quali mirabolanti sogni felini.
Ma una parte di me invece sospetta lui stia qui per controllarmi. Il fatto che ieri ho contattato un editore forse interessato al libro che sto scrivendo non è bastato a rassicurare Bébert circa il nostro futuro.
Il patto tra me e lui che dura ormai da sei anni è molto semplice: avendolo sottratto quando era un cucciolo alla sua genia, sono io che devo provvedere alla sua sussistenza; d'altro canto spetta a lui tenere lontani dalla nostra casa gli insetti sgradevoli tipo scorpioni e simili. Altresì, il gatto Bèbert ha un fiuto speciale per individuare tra le persone che passano a farci visita quelle sgradevoli o poco sincere d'animo. Lui riconosce subito l'ospite indesiderato e segnala la sua antipatia non entrando nella stanza dove c'è l'estraneo.
Quindi ho un assoluto bisogno di risolvere la mia e la sua questione alimentare. Per un attimo mi rabbuio, scivolo preoccupato a trovare soluzioni adeguate alle mie necessità contingenti.
In risposta a questo cresce la vile ma sana tentazione di chiudere tutto e rifugiarmi in bosco; giacché sono capace di camminare per ore sui sentieri, perdermi tra rocce e vegetazione senza mai stancarmi di stare solo nel silenzio, lontano dalle parole umane dalle mie per prime.

Acquisto:
https://www.amazon.it/Racconto-di-confine-Alessandro-Flora/dp/8822898168




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