search
top

Radici & Gemme

Alfonso Pascale

 Radici & Gemme

 La società civile

delle campagne dall’Unità a oggi

Il saggio ricostruisce fatti e idee riguardanti i ceti rurali: contadini, proprietari, pescatori, artigiani, mercanti, piccoli industriali del settore alimentare, professionisti e tecnici. Un mondo variegato e fortemente intrecciato coi luoghi degli scambi e con la vita delle città, che ha saputo conquistarsi, in forme originali e a volte contraddittorie, lo spazio politico e sociale per trasfondere nella contemporaneità i propri valori.

Non si ripercorrono solo le tappe del processo di costruzione delle forme organizzative con cui si è manifestato il protagonismo rurale, ma anche quelle che hanno riguardato l’evoluzione delle culture, dei modi di pensare e della percezione delle trasformazioni socio-economiche che sono avvenute nelle campagne. Un’attenzione particolare è rivolta al rapporto tra uomini e risorse e alle innovazioni tecnologiche e si dà conto dell’ampiezza del sapere tecnico ed esperienziale accumulato nelle campagne riguardante il lavoro dei campi, l’uso delle acque, l’adattamento del territorio, la cura delle piante e degli animali. La tesi che si intende sostenere è che per fronteggiare i problemi odierni (insicurezza alimentare, cambiamenti climatici, questione energetica, crisi finanziaria), l’agricoltura, nella sua dimensione non solo produttiva ma anche culturale, potrebbe svolgere una funzione essenziale a patto, però, che recupera la sua originaria funzione di generatrice di comunità.

Nel saggio si descrive, pertanto, il fenomeno della nuova ruralità – comparso in Europa tra gli anni Settanta e Ottanta del secolo scorso – e le forme peculiari con cui si manifesta nelle regioni mediterranee, in continuità con una tradizione che si caratterizza per una maggiore integrazione tra città e campagna, nonché per una diffusa presenza della pluriattività e dell’economia informale. La nuova ruralità mediterranea non è affatto “nostalgia del mondo rurale”, nuova “arcadia”, bensì rinnovata combinazione di attività in più settori e di soggetti sociali di diversa estrazione e provenienza, legati tra loro da relazioni di tipo collaborativo.

La storia delle diverse aree territoriali, del Nord e del Centro-Sud, e dei loro protagonisti permette di risalire alle ragioni di lunga durata dei divari economici e sociali che ancora permangono e delle difficoltà nel rapporto tra comunità locali e Stato e nella capacità di assorbire e rielaborare culture che vengono da lontano.

Biobliografia dell’autore

Alfonso Pascale (1955) Si occupa di agricolture civili, campagne urbane e di tutto quello che ruota intorno al cibo. Collabora con istituti per la ricerca socio-economica e la formazione. Ha pubblicato numerosi saggi, tra cui Partire dal territorio (RCE 2002) e Il ’68 delle campagne (RCE 2004). Nel 1977 è stato tra i fondatori della Confederazione Italiana Agricoltori, in cui ha svolto il ruolo di vice presidente nazionale (1992-2002). Nel 2005 ha fondato la Rete Fattorie Sociali di cui è stato presidente fino al 2011. Ha un sito personale www.alfonsopascale.it

Dalla Prefazione di Franco Ferrarotti

Il voluminoso, attento studio di Alfonso Pascale si sviluppa sulla base di un’impostazione altamente originale e per questa ragione andrà letto e discusso. Esso va al di là del puro resoconto storico o economico-statistico così come non si limita a commentare un passo alla volta e una fase dopo l’altra, l’evoluzione politico-istituzionale e demografica del nostro Paese.

Ciò che in effetti colpisce in questo libro è il tentativo, a mio giudizio largamente riuscito, di raccontare lo sviluppo sociale ed economico dell’Italia nel corso degli ultimi due secoli secondo un’impostazione globale, in cui aspetti culturali e storici, economici e politici, sindacali e istituzionali variamente interagiscono, si incrociano, si scontrano e dialetticamente si fronteggiano. Il tutto è dominato, come l’autore plausibilmente dimostra, da un antefatto che poggia su una diffusa, consistente, se pur frastagliata realtà contadina. (…)

Non è qui in gioco l’idealizzazione di una mitica «civiltà contadina», come potevano elaborarla intellettuali e letterati privi di una qualsiasi esperienza diretta del duro lavoro e della vita nei campi. È piuttosto un’eredità umana che non dovrebbe andare perduta. Il libro di Alfonso Pascale contribuisce a tener viva e a rinverdire la nostalgia di una società di gruppi umani non auto-referenziali, non ferocemente  competitivi, in cui ancora si faceva sentire il valore di una fraternità primordiale che oggi, sotto la pressione di poderosi interessi settoriali, si va offuscando, se non scomparendo”.

 

 

 

Biobliografia del prefatore

Franco Ferrarotti è professore emerito di sociologia all’università di Roma “La Sapienza”; vincitore del primo concorso bandito in Italia per questa materia; fra i fondatori del “Consiglio dei Comuni d’Europa” a Ginevra nel 1949; già responsabile della divisione “Facteurs sociaux” all’OECE, ora OCSE, a Parigi; fondatore con Nicola Abbagnano dei Quaderni di Sociologia nel 1951. Deputato indipendente di sinistra nella terza legislatura (1958-1963) per la Prima Circoscrizione (Torino, Novara, Vercelli). Dal 1967 dirige Critica Sociologica. Nel 1978 è stato nominato “directeur d’études” alla Maison des Sciences de l’Homme a Parigi; insignito del premio per la carriera dall’Accademia nazionale dei Lincei il 20 giugno 2001; nominato Cavaliere di Gran Croce l’11 novembre 2005 dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Numerose sue pubblicazioni sono state tradotte all’estero. Ha insegnato e condotto ricerche presso molte università straniere.




Leave a Reply

*

top
Diag| Memory: Current usage: 47664 KB
Diag| Memory: Peak usage: 47838 KB
Better Tag Cloud