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Riprendiamo la storia

Riprendiamo la storia

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La prematura scomparsa (11 luglio 2011) di Ferdinando (Nando) Cordova, professore ordinario di Storia Contemporanea presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, fondatore e direttore di questo “Giornale di Storia Contemporanea”, ha creato una soluzione di continuità nella vita della rivista, ponendola a rischio discomparsa. Ma le insistenze e la rinnovata disponibilità dell’editore Pellegrini, e la riflessione sviluppatasi nei mesi scorsi tra noi tre, firmatari di questo editoriale e invario modo legati alla memoria del fondatore, alle tematiche che ne contraddistinserol’impegno come studioso e come direttore del periodico, nonché al territorio e all’Università della Calabria, hanno creato le condizioni perché si potesse pensare a una ripresa del semestrale.

 

Esce così questo primo volume della nuova serie che da un lato si pone in continuità con la precedente, dall’altro tiene conto tanto dell’allargamento di prospettive a cui la storia contemporanea è andata incontro negli ultimi decenni, quantodell’opportunità di far proprie le modalità di valutazione e selezione dei contributi che si sono imposte in ambito scientifico, prima tra tutte la “peer review”, sì da tutelare a un tempo e l’autorevolezza della rivista e la professionalità degliautori, specie i più giovani verso i cui contributi ci si propone di mantenere un’attenzione puntuale.

Il “Giornale” di Cordova, che attorno al progetto aveva chiamato a raccolta un gruppo selezionato di colleghi eallievi che avevano tutti contribuito a dargli forma compiuta per i 28 numeri usciti dal 1997 al 2011, si caratterizzò inparticolare per quattro temi, che stavano interamente nelle corde del suo «spiritus rector»:

1) la storia d’Italia nel primo Novecento, con specifica attenzione al regime fascista;

2) la storia delle migrazioni italiane nel mondo;

3) la storia del lavoro, del movimento operaio e sindacale;

4) la storia dei territori.

I quattro filoni tradizionali andranno sì ripresi ma con una fortissima attenzione alla dimensionecomparativa, nonché alle estensioni territoriale e temporale. L’intenzione è quella di costruire una rivista di storiadell’età contemporanea (intesa come storia europea, euromediterranea, euroasiatica ed euroamericana, pur senzadimenticarsi del nostro punto d’osservazione, italico e peninsulare, degli ultimi tre secoli: XVIII, XIX, XX) che si occupi di:

a) storia dei rapporti tra potere, istituzioni, società nella quotidianità e nell’eccezionalità (conflitti, contrasti, mediazioni, guerre, paci);

b) storia del lavoro e dei lavoratori, nella duplice declinazione di soggetti sociali che interagiscono al proprio interno, con la società circostante e con gli sviluppi della produzione materiale e immateriale, e di protagonisti dimovimenti sindacali e politici;

c) storia dei flussi migratori, dei migranti e dei loro rapporti con i luoghi di partenza e di arrivo, nel contesto deldoppio movimento che ha visto, proprio nei secoli considerati, prima l’Europa proiettarsi fuori di sé e poi divenire continente d’immigrazione, pervasa nello stesso tempo da rinnovati grandi spostamenti interni di popolazione;

d) storia dei territori, in un periodo storico in cui da un lato la presa degli Stati nazionali sulle società è apparsa indebolita, dall’altro autonomismi e regionalismi hanno conosciuto una nuova vita, e si è assistito nella stessaEuropa alla nascita di nuove entità statuali, alla modifica di confini, al ricomparire del conflitto armato dopo una pausa ultraquarantennale.

Un’impresa di questo genere ha richiesto prima di tutto la costruzione di una vasta rete di collaboratori non soltanto italiani.

La rivista manterrà l’usuale periodicità semestrale; nei limiti del possibile ci si è proposti di alternare un numero monografico (ciò dipenderà in primis dalle proposte che ci giungeranno e dalla disponibilità di membri della redazione a farsi carico della curatela), e uno miscellaneo.

La struttura, di norma e salvo esigenze particolari, sarà quella consueta: una corposa sezione di saggi; una partededicata a note, discussioni, fonti, documenti; un buon numero di pagine riservate a recensioni, schede, segnalazioni librarie o convegnistiche.

I contributi, proposti dagli autori o richiesti dalla rivista, per le sezioni prima (saggi) e seconda (note ecc.) saranno sottoposti, una volta che abbiano avuto il gradimento della direzione, a doppia “peer review” anonima. Recensioni e schede saranno invece valutati esclusivamente da direzione e comitato editoriale.

Sarà cura della direzione, una volta trascorso un congruo lasso di tempo dall’avvio della nuova serie, chiedere una valutazione della rivista, nella prospettiva di ottenerne l’inserimento nel più breve tempo possibile in prima fascia.

Vittorio Cappelli, Brunello Mantelli, Pantaleone Sergi

 




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