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RISCOPRIAMO LA BIBLIOTECA

Nel nostro territorio è possibile trovare biblioteche di tutte le tipologie con funzioni prevalenti essenzialmente diverse: biblioteche nazionali e statali, sistemi bibliotecari di ateneo, biblioteche di fondazioni culturali, istituzioni diocesane, monasteri e conventi.
Ma sono soprattutto le più recenti biblioteche civiche di pubblica lettura le più diffuse (ormai presenti in tutti i Comuni) e accessibili al pubblico. Sono anche il prodotto di una vicenda storica interessante e complessa. Fino agli anni Cinquanta esisteva ancora in Italia un concetto di “biblioteca del popolo” o “ biblioteca del contadino” nettamente separata dal concetto di luogo di conservazione e destinata agli studiosi, le quali più che altro sembravano la soluzione per l’alfabetizzazione e l’educazione delle classi subalterne.
Bisognerà aspettare gli anni Settanta per osservare un decisivo cambio di direzione nella gestione e nella concezione delle biblioteche, quando cioè alle regioni venne riconosciuta l’autonomia in materia, le competenze passarono dallo Stato al Comune attraverso leggi regionali. In particolare per la regione Veneto l’obiettivo fu quello di aprire una biblioteca in ogni comune andando così a colmare il vuoto lasciato dalle biblioteche presenti nei capoluoghi o nei comuni medio-grandi. Fu un passaggio fondamentale e decisivo che gradualmente si è strutturato e organizzato sempre più, grazie anche negli anni più recenti alla forza propulsiva della tecnologia informatica.
E’ stata e continua ad essere una grande conquista, ma le potenzialità di tali strutture sono ancora da scoprire o per meglio dire da riscoprire. Non solo dunque le biblioteche quali luoghi dove poter consultare una quantità di materiale altrimenti impensabile, ma qualcosa di più. Ritengo le biblioteche siano in primo luogo uno spazio dove condividere informazioni, di ogni genere, più o meno impegnate, più o meno scientifiche. Il punto centrale, a modesto parere di chi scrive, non sono più i libri (che pur ne rimangono l’elemento costitutivo), ma il momento della condivisione. Credo la riscoperta stia proprio in questo: nel favorire e promuovere in tutti i modi questo momento. Alcune biblioteche si dimostrano già attive e particolarmente creative nel perseguire tale intento, meravigliosa l’idea dei laboratori di lettura ad alta voce per l’infanzia tanto per citare un esempio, il più semplice. La biblioteca si anima, prende nuova vita, si creano nuovi spazi, NON virtuali, ma caratterizzati dalla compresenza, dove la tecnologia (tanto cara e necessaria nel 2010) possa convivere felicemente con il caro e “vecchio” libro. SPAZI che possono contribuire a strappare i ragazzi dall’isolamento delle loro stanze, completamente assorbiti dal loro computer, i cui esiti talvolta sono preoccupanti se non pericolosi. Ma soprattutto biblioteca per tutti, senza distinzione di reddito, di macchina, di cellulare, di lavoro, di scuola, dove sperimentare nuove dimensioni e nuovi ruoli. Devo, però, anche segnalare la rigidità di altre biblioteche, le più numerose, che faticano a riconoscere la loro inadeguatezza nel costruire il rapporto con il lettore/studioso. Un esempio? Il più semplice? Gli orari: studiati per le esigenze di chi? Non certo per rendersi accessibile a tutti.
Vorrei inoltre sottoporre alla vostra attenzione il potere terapeutico della biblioteca. A me capita una cosa strana. Quando mi assale “il male di vivere” o inciampo in qualcosa che mi procura sofferenza, cerco di trascinarmi il prima possibile in una biblioteca e lì mi accade qualcosa di sorprendentemente speciale nella sua semplicità: mi sento meglio. Certo i miracoli non esistono e quando ne sento il bisogno non faccio altro che tornare lì.
Questa la mia riscoperta personale, a tutti auguro la propria! Per chi invece non è un frequentatore o per i bambini (mio figlio ha 4 anni e conosce, con sua grande soddisfazione, i criteri di catalogazione delle pubblicazioni per bambini e ragazzi, dunque non è mai troppo presto per iniziare) consiglio un “giro di perlustrazione”, tanto per vedere se può essere un’esperienza da ripetere e approfondire!

I.A.N.S




3 Responsesto “RISCOPRIAMO LA BIBLIOTECA”

  1. cecilia cartocci says:

    Io lavoro in un Bibliopoint e il 21 nel teatro del Liceo Montale in cui si trova, a Roma, ci sarà la presentazione del mio 1°romanzo “i Melangoli”.
    Interverranno docenti universitari, giornalisti, prof. e alunni dell’Istituto.

  2. bruno giussani says:

    Prova pensare la biblioteca in un periodo di crisi economica.Diventa uno dei luoghi più freqientati perché a costo zero. C’é di più:orario di lavoro ridotto, più tempo libero a disposizione, amici che invece lavorano. Cerchi compagnia e la puoi scovare in biblioteca ed i compagni sono scrittori che hai sentito solo nominare… poi leggi e ti viene voglia di saperne di più di loro. E’ l’inizio della assuefazione , un libro tira l’altro.
    Nella biblioteca pubblica che frequento nel periodo di crisi economica il prestito é aumentato di brutto. Un libro salva dalla crisi!

  3. divincenzo antonia says:

    Premesso che ritengo questo articolo interessante, condivido quanto scritto in merito. Io sono bibliotecaria in una Biblioteca dei ragazzi, sonvenzionata(ahimè!!!!!) dal Comune. La biblioteca nasce da un nostro progetto personale proprio perchè, avendo a disposizione(in casa) tantissimi libri (comprati e letti ai nostri figli) 10 anni fa abbiamo proposto all’amministrazione comunale di sonvenzionare questo servizio!….Disponiamo di circa 8.000 libri da 0 a 15′anni e anche una piccola sezione per adulti per quei genitori lettori che accompagnano i figli in biblioteca.Non aggiungo altro perchè non è il caso. Durante questi 10 anni noi ci siamo formati, e tuttora continuimo a farlo, sulla lettura ad alta voce con esperti di un certo calibro: uno su tutti Gabriele Ferrari; abbiamo fatto e facciamo laboratori di lettura, scrittura e costruzione di libri, facciamo teatro e cinema per bambini; organizziamo corsi di formazione per docenti e genitori; incontriamo autori e scolaresche e proprio in questi giorni concluderemo una serie di iniziative per il progetto Nati per Leggere con un convegno che terrà Giusi Quarenghi, nostra ospite. Siamo aperti tutto l’anno, abbiamo organizzato un servizio biblioteca in spiaggia per i bambini, e tutti i giorni, facciamo dono della nostra voce per raccontare storie a coloro che si soffermano in biblioteca.
    Ritengo che le biblioteche debbano essere consegnate in mano a gente esperta, che non considera questo, solo un lavoro, ma una vera e propria passione, quella che esce dall’anima,quella capace di trasmettere il piacere per la lettura, quella che come un fiume in piena ti trasporta sulle rive della conoscenza.
    Quello che mi permetto di suggerire a tutti coloro che magari ancora non l’hanno letto, è il libro di Pennac “Come un romanzo” e avrei voluto regalarvi la poesia “Biblioteca d’amore” di Piumini: E’ un pò lunga, ma vi garantisco che dopo averla letta, se avete l’abitudine di frequentare una biblioteca, non vorreste più uscirne. Biblioterapia è vero. A noi manca solo di portarci un letto nella nostra. Buona lettura a tutti!

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