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The Angel (Forbidden Worlds Vol. 2)


Prefazione del Professor Luigi Giglioni

Nicole Dark, in questo secondo Volume della trilogia:
"Forbidden Worlds" ha saputo magistralmente tessere in maniera unica e inconfondibile un romanzo thriller/erotico (vedi volume 1) con un'altra avvincente lettura sensuale di maggiore effetto, dove il piacere e le sensazioni sublimi di godimento puro, si materializzano in un contesto generalmente proibito dei tabu e del sacro, dove la completezza della sessualità, delle vibrazioni corporee e della carnalità pura, hanno un'esternazione maggiore per la gioia pura dei sensi che solo nell'immaginazione di ognuno di noi, risiedono normalmente, o nell'inconscio o nel privato tenuto gelosamente nascosto. E tutto quanto è descritto con terminologie eleganti, semplici, reali, dove le parole utilizzate per esprimere l'erotismo sono quelle più usuali e mai caricate da nessuna volgarità e si mescolano delicatamente nell'esplosione dell'orgasmo finale in maniera naturale e consueta fino a giungere al piacere totale del lettore entusiasta.
L'amore è la parola "chiave" di questo secondo libro e lo troveremo in tutti i personaggi, un vero e puro amore o un solo piacere sessuale che appartiene in entrambi i casi, alle parti necessarie della vita dell'uomo.
Non manca l'incalzante e dirompente suspense ben calibrata dall'autrice, che rende questo romanzo ricco di molti e intriganti requisiti e soprattutto, di nuovi colpi di scena appena sfiorati in questa, seconda parte, ma che servono a preparare il lettore al terzo Volume della trilogia "Forbidden Worlds".
Mi piace concludere questa mia breve prefazione, con un aforisma e con la celeberrima frase di Wolfgang Amadeus Mozart.
L'indignazione morale è invidia con l'aureola.
(Herbert George Wells)

Mediocri, ovunque voi siate, io vi assolvo.
(Wolfgang Amadeus Mozart)


Editore:
Nicole Dark

Genere: erotico/trilogia

Estratto:
PROLOGO

Quella notte il treno era quasi vuoto.
Nello scomparto c'era una flebile radiazione luminosa.
I due uomini erano seduti l'uno di fronte all'altro e il loro sguardo annoiato era rivolto verso il finestrino buio.
Quando il treno imboccava le gallerie, il suo rumore era potente e la debole luce si abbassava.

L'apertura della porta scorrevole fece girare i due uomini.

La donna entrò e mise la valigia nel bagagliaio.
Mentre si stava sedendo sul sedile centrale, disse a bassa voce:
- Meno male che qui il condizionatore funziona! E anche molto!
Accavallò le gambe e la minigonna salì sulle cosce ben fatte.
Sopra la gonna morbida, indossava una camicetta corta e lievemente trasparente che faceva intravedere i capezzoli che si erano induriti, grazie all'aria fredda improvvisa. Non indossava il reggiseno.
Quando con un fermaglio era intenta a legarsi i capelli biondi, la camicetta si era alzata mostrando un'altra parte del corpo, sodo e giovane.
I sandali neri avevano il tacco alto.
Il suo décolleté era più che generoso.
Quella donna era tremendamente bella.
E i due uomini non riuscivano a staccare gli occhi da lei, che sembrava ignorarli completamente.

Il corridoio era vuoto, erano pochi i passeggeri che prendevano quel treno: in genere era frequentato da gente che intraprendeva viaggi non troppo lunghi.
L'uomo che era seduto dalla parte della nuova arrivata, si alzò e uscì, facendo credere di andare in bagno.
L'altro, imbarazzato per aver incontrato lo sguardo di lei, si girò verso il finestrino.
Quando il più giovane rientrò, non si sedette al suo posto, perché scelse il sedile davanti a lei: anche lui voleva guardarla. E farlo nel migliore dei modi.
La donna accavallò di nuovo le gambe, diffondendo in quell'oscuro scompartimento una nuova radiazione: quella della bramosia illimitata.

Gli sguardi dei due uomini erano incollati su di lei. E loro
stavano soffrendo tremendamente perché l'immensa eccitazione e l'infinito desiderio li sentivano pulsare come un fiume in piena dentro di loro e non volevano esaurirlo e distruggerlo troppo presto, con una banale masturbazione nel bagno di quel treno tanto cupo.

I due perfetti sconosciuti avevano entrambi gli stessi impulsi e gli stessi pensieri, che li stavano portando a soccorrersi pur di non essere travolti dalla stessa bramosia.

La donna stava cercando qualcosa in borsa e i due la guardarono ancora.
Il movimento del treno li faceva eccitare di più.

La donna si alzò toccando la valigia e mostrò di più le sue nudità.
Quando si rimise a sedere, accavallò di nuovo le gambe nude con una femminilità piccante e allo stesso tempo disarmante.
Ora gli uomini la osservavano senza nessuna titubanza. Ciò che avevano lì quella notte, era stato creato solo per essere ammirato.

I loro membri erano ormai inturgiditi a dismisura e di lì a poco sarebbero scoppiati.
Finché l'uomo più giovane si alzò di nuovo e andò a sedersi accanto a lei.
La donna appoggiò la testa sullo schienale chiudendo gli occhi.
Il ragazzo ora riusciva a vedere i suoi seni sbirciando dentro la camicetta.
Diede uno sguardo all'uomo che lo stava osservando senza capire.
La sua mano tremante entrò nella scollatura della donna e cominciò a toccarla. I capezzoli erano durissimi e lui li strizzò leggermente, poi allargò la mano e afferrò i seni avvicinandoli.
La donna non si muoveva.
Il ragazzo continuava a toccarla ansimando, la sua mano palpava ovunque quel corpo stupendo.
Poi si mise in ginocchio avanti a lei, spostò la gonna e cominciò a baciarla tra le gambe, non indossava gli slip. Il ragazzo fremeva di piacere e sentì fremere anche lei: era tutta bagnata. La donna iniziò a gemere. Ora aveva aperto gli occhi... il ragazzo continuava a baciarla e lambirla ovunque.
L'altro uomo si stava avvicinando ma lei, dopo averlo guardato, gli disse:
- Vai a vedere fuori.
L'uomo ubbidì come un automa.
La donna si alzò e fece sdraiare il suo amante sul sedile.
Prese il suo grosso membro ormai fuoriuscito e lo lambì tutto intorno mentre lui stava ansimando.
Poi si mise sopra di lui che la penetrò subito.
Mentre lei lo cavalcava, accarezzava i suoi seni scoperti.

La donna spostò la tendina della porta e cominciò a esultare: il membro dell'altro uomo era dietro al vetro e quando lui la vide, questo ingrossò ancora e ancora, lui la stava guardando e il suo pene era nutrito da lei che continuava a dimenarsi sopra al ragazzo. L'uomo nel corridoio e la donna si stavano guardando con immenso desiderio mentre lei si dimenava sopra all'altro.

La masturbazione dell'uomo, era lenta, la stava aspettando e il desiderio di lei, era lì fuori. Voleva essere guardata. Sì, lei voleva che lui la guardasse. Lui lo aveva capito e mentre si toccava, godeva perché quegli occhi erano fissi sul suo membro inturgidito che lei aveva desiderato vedere ingrossarsi, solo per lei. Sì, solo per lei. Il ragazzo godeva dentro di lei e l'uomo godeva per lei.
L'uomo faceva smorfie di piacere, ma voleva aspettare.
Quando entrò, lei si staccò dal ragazzo e aspettò che l'altro la penetrasse da dietro, poi prese il membro del giovane e lo infilò nella sua bocca ... il piacere era immenso, quel piacere che resuscita il tatto profondo e sottile, e l'olfatto. Sensi antichi che col capo affondato fra una testa e una spalla, tornano a regnare. Sensi che ti donano un piacere raro e mai fittizio.


L'amplesso era completo: un abbraccio che ti riunisce, che ti rende intero, e i tre stavano in quello supremo, quello dell'amore, picco primo di comunione e i loro sensi erano stravolti.

La loro frenesia durò ancora, e ancora finché tutti e tre cominciarono a muoversi più velocemente e quando raggiunsero l'orgasmo, esultarono più forte perché avevano raggiunto l'appagamento perfetto.

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