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The writer


In questo libro ci verranno sbattute in faccia tutte le nostre delusioni. Quelle delusioni che a volte neanche volgiamo vedere.
Scrivere un libro, no? Che bella cosa!
Oggi come oggi tutti scrivono qualcosa. È diventato così facile scrivere. Forse addirittura tropo facile.
Tutti pubblicano, pochi leggono, e tutti si credono degli scrittori.
Ma chi è uno scrittore?
In questo libro conosceremo uno scrittore emergente. Uno dei tanti, sì. Uno che in pochi anni ha avuto la fortuna, o forse la bravura, di pubblicare molti romanzi.
E che ne è di lui?
Lavora in un calla center. Una persona cinica e arrabbiata con la vita, che lavora in un call center.
Riuscite a immaginarlo?
Questa persona costretta a sorridere a emeriti sconosciuti. Inchinandosi a loro. Servendoli! E servendo un esercito di padroni che si muovono attorno a lui. Dal suo capo, da i suoi colleghi che deve vedere suo malgrado, fino a tutta le gente che deve vedere ogni giorno, solo per sopravvivere. E nel mezzo, quelle donne che lo soffocano. Quelle arpie desiderose di averlo. Di avere non lui, ma solo la sua immagine.
E intanto, scrive, scrive e scrive. Ogni notte. Tra alcool e fumo. Chiuso nella sua stanza. Mentre nella stessa casa, sua madre lo guarda con disgusto. Senza più capirlo.
E cosa succede quando la fortuna sembra baciarti? Quando ecco, finalmente credi di avercela fatta.
Sei davvero uno scrittore, o ancora una volta sei costretto a fare sorrisetti per sopravvivere?
Una storia sconvolgente. Un viaggio nell'animo umano, nel tormento di una vita.
Ogni parola è come una pugnalata. E man mano che si andrà avanti, se si avrà il coraggio di guardarsi allo specchio, non si potrà che piangere, vedendo l'immagine di noi stessi nel volto di Marco. Vedendo i nostri sogni infranti da una vita che non perdona.

Editore:
Damster edizioni

Genere: erotico/narrativa/hard boiled/drammatico

Estratto:
Andai al pc, e non per scrivere. No. Quanto per continuare le mie pubbliche relazioni. Per postare qualche estratto del mio romanzo. Qualche foto della copertina. Qualche post atto a incrementare le vendite inesistenti.
E chi rispose?
I soliti!
Gente che non aveva mai letto niente di mio. Scrittori che non avevano mai letto niente di mio. Sconosciuti che non avevano mai letto niente di mio.
I soli a non congratularsi furono i miei pochi amici. Loro che sapevano bene quanto mi facessero schifo tutti quei fasulli convenevoli.
Eppure ero proprio nel mezzo di quella farsa!
Sì, ero l'amico di tutti. Dispensavo "grazie" a palate. Ridevo con tutti. Parlavo con tutti. Invitavo tutti a comprare il mio libro per poi darmi un'opinione.
<< Che uomo senza palle! >> sentii rimbombare attorno a me.
Io mi alzai di scatto, guardando attorno a me con aria spaventata.
Una risata avvolse tutto. Mi penetrò. Mi lacerò. Mentre con aria sconvolta continuavo a fissare quella stanza simile a un campo Rom.
<< Quegli stronzi non compreranno mai una sola copia del tuo libro. Lo sai, vero? >> riprese quella voce.
<< Chiudi quella cazzo di bocca! >> urlai, dando un calcio alle mie scarpe lì sul pavimento.
La mia gatta scappò via. Quella voce prese a ridere ancora.
<< Lo scrittore dannato! >> esclamò ridendosela.
Io caddi in ginocchio. Con il volto rivolto al pavimento. Ansimando e mantenendomi la testa.
<< Ma guardati! >> udii ancora << Uno stronzetto che fa tanto l'emarginato, e poi sta a chattare su di un cazzo di social network. Gli scrittori che piacciono a te non hanno mai fatto simili merdate da checca! >>
<< Che cazzo ne sai tu? >> urlai, alzando la testa verso il vuoto.
Quella voce scoppiò nuovamente a ridere, rimbombando per tutta la stanza.
Poi smise di colpo. Svanendo. Lasciandomi la da solo, in ginocchio, stravolto da mille pensieri indefiniti. Mille pensieri che si muovevano nel mio cervello come fossero locuste impazzite.
Mi alzai lentamente. Respirando a fatica e fissando il nulla. Bevendo lentamente la mia birra.
Poi un altro tuono!
<< La tua merda non piacerà mai a nessuno! >> udii ancora.
Digrignai i denti e strinsi i pugni, brandendo la bottiglia nella mia destra.
<< Basta! >> strillai, scaraventando la bottiglia contro a un muro.
I vetri volarono in ogni dove. Spargendosi tra la sporcizia nella mia camera.
Io rimasi lì fermo a fissarli. Sembravano lacrime pietrificate! Il mio pianto ghiacciato da un gelido dolore.
Le fissai ancora un po'.
Cristo santo! Avevo voglia di spaccare tutto. Voglia di gettare bombe atomiche contro al mondo intero. Voglia di spezzare il collo a ogni bambino Africano. Di spellare vive tutte le foche. Di dare fuoco ai negozi di piccoli imprenditori. Stuprare le figlie sedicenni di chi si fosse rifiutato di apprezzare i miei scritti.
Ero una bestia! Ero il male puro. Ero rabbia in carne e ossa.
Sentivo le vene pulsare nel mio corpo. La pressione sanguigna irrompere nelle mie arterie fin quasi a spaccarle. La mia testa palpitare come un tamburo. I miei denti digrignarsi tra essi così forte come se si stessero spaccando.
Diedi un pugno contro al muro. Violentemente. Sentendo il braccio vibrare per il forte colpo.
Restai fermo per qualche secondo. Fissando il muro davanti a me e, lentamente, allontanando il braccio.
Non era cambiato niente! Il mondo era ancora intatto. La realtà vivida e presente.
La mia rabbia non era servita a niente!
Così cercai di calmarmi, consapevole di essere fottuto. Che quella pubblicazione mi aveva dato un'ulteriore conferma di essere Mr Nessuno.
Andai in cucina e preparai da mangiare, bevendo intanto un'altra birra. Poi, verso le sette di sera, affamato come non mai, mi misi al pc mangiando la mia pasta e rispondendo a tutti i miei fasulli fan e ai miei nuovi amici scrittori.
Feci tutto meccanicamente. Mangiare, rispondere, scrivere, sorridere: tutto meccanicamente! Come se non fossi io a farlo. Come se al posto mio ci fosse un robot programmato per farlo.
E passai così quasi tutta la serata. Bevendo, fumando. Senza scrivere nessuna nuova storia! Perso nel nulla. Cercando solo un modo per far decollare quel mio romanzo. Un modo per tirarmi fuori da quella schifosa esistenza. Per avere finalmente quella gloria e quel successo che tutti in un modo o in un altro desiderano.
Sì, anche io! Io, il disadattato. Quello a cui non fotteva un cazzo di apparire, piacere, essere voluto bene.

Acquisto:
Disponibile su tutti i maggiori store online, o sul sito della casa editrice, www.damster.it




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