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Un pomeriggio quasi perfetto


Nebbia, umidità che ti entra nelle ossa, pioggerellina fine fine per una domenica autunnale.
La casa è stranamente deserta e silenziosa e io assaporo con voluttà solitudine e silenzio. Finalmente qualche ora solo per me con la televisione spenta e il telefono staccato, un regalo che posso permettermi troppo raramente.
Ho indossato i pantaloni di velluto a coste larghe, quelli che mi stanno così male ma che sono così comodi, e il maglione di lana arancione che ha vent'anni e li dimostra tutti, dal quale però non riesco a separarmi.
Neve ha già capito l'antifona e si è sdraiata sul tappeto davanti al divano. Aspetta che arrivo.
Un pomeriggio perfetto per leggere "Un pomeriggio quasi perfetto" di Patrizia Bartoli.
Comincio dalla prefazione e dalla postfazione scritte da due amici di penna dell'autrice.
Mi piace questa cosa dove si respirano rapporti umani autentici, sentimenti profondi, la voglia di condividere l'amore per le parole e la felicità di un traguardo raggiunto.
Letto tutto d'un fiato, e adesso mi accingo a commentarlo. Dove eravamo rimasti? Parlavamo di amicizia, rapporti umani, sentimenti…, la stessa umanità e gli stessi sentimenti che si respirano negli undici racconti.
Un grande scrittore americano diceva della necessità di scrivere solo di ciò che si conosce bene, e Patrizia Bartoli conosce bene Fornaci di Barga, il paese sull'Appennino in provincia di Lucca dov'è nata e cresciuta e dove ambienta tutte le sue storie. La familiarità con luoghi, cose e persone, trasmette al lettore un senso di verità e di realismo; il confine tra invenzione narrativa e cronaca quotidiana sembra scomparire, ciò che è frutto di fantasia – forse tutto – è comunque credibile e il credibile diventa vero, vere le situazioni, veri i personaggi, vere le passioni e i travagli emotivi che vivono.
Si tratta quasi sempre di personaggi femminili, donne sole, abbandonate, deluse, che devono trovare in se stesse la forza di superare gli ostacoli e di andare avanti.
Olga, la protagonista del racconto con cui si apre la raccolta (Verso Lucca), deve confrontarsi con il fallimento di un matrimonio trascinato per vent'anni ma già morto sul nascere perché l'amore, quello vero, era partito per l'Australia e lei aveva avuto paura di obbedire al suo cuore. Quell'errore Olga l'ha pagato a caro prezzo, ma adesso basta, anche lei ha diritto di vivere, di sperare la felicità. E allora ecco la fuga verso Lucca, un baglio pesante di ricordi perlopiù tristi, ma "i ricordi non si possono scegliere. È una fortuna che capita a pochi". Riuscirà Olga a "conquistare la sua luna"?
Anche Emma si trova ad affrontare da sola una realtà nuova e dolorosa (Il mare d'inverno), ma il ritorno dove ha vissuti gli anni più belli dell'adolescenza e il ricordo delle persone a cui ha voluto bene l'aiuteranno, forse, a ripartire.
"La vita è un difficile esercizio di stile" dice Anna (Esercizio di stile) e anche Luigi, suo figlio, lo sperimenterà in prima persona. Lo sanno bene anche Luca e Irene (A te lo dirò), anche se diverso è il loro modo di affrontare la fatica di vivere; lei lo fa con leggerezza, noncuranza, lui invece coltiva antichi sensi di colpa che affoga nel vino e che esplodono a volte in gesti di cattiveria gratuita.
E poi ci sono Lalla (Qualcosa di insolito), Marisa (Tornare a casa), Lia (Lia), con i loro matrimoni alla deriva, e Patrizia Bartoli è davvero brava nel mettere a nudo la loro psicologia, i loro pensieri, il diverso modo affrontare quella realtà che avevano sognato diversa.
Accanto ai personaggi femminili ci sono gli adolescenti, ed anche in questo caso l'analisi psicologica è estremamente puntuale ed efficace: se mai ce ne fossimo dimenticati riscopriamo quanto è importante in quegli anni l'amicizia (Un pomeriggio quasi perfetto), tocchiamo con mano dove può arrivare la cattiveria delle adolescenti (Ragazze), riviviamo i primi turbamenti d'amore (Tredici anni). Oggi pioveva e c'era nebbia, ma domani, ne sono certo, tornerà il sole.

Giancarlo Montalbini

Editore:
Incontri Editrice

Genere: Racconti

Estratto:
Io e mia madre viviamo insieme, pur sopportandoci a stento. Ho trent'anni e vorrei andarmene da casa, ma c'è sempre qualcosa che non me lo permette tenendomi legato a lei. È una brava donna, però è lunatica, molto lunatica, e non so mai che cosa aspettarmi da lei. Devo dire, a onor del vero, che anch'io ho le mie stizze.
Incipit di Esercizio di stile, uno dei racconti contenuti nel libro.

Acquisto:
http://www.ibs.it/code/9788896855508/bartoli-patrizia/pomeriggio-quasi-perfetto.html

http://www.inmondadori.it/search/?tpr=10eg=un+pomeriggio+quasi+perfettoeswe=Nesearch-input=active

http://www.lafeltrinelli.it/fcom/it/home/pages/catalogo/searchresults.html?prkw=un+pomeriggio+quasi+perfettoex=25ey=27




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