search
top

Un sorso di arsenico (Adriana Assini)


Un sorso di arsenico. Romanzo di Adriana Assini (Scrittura & Scritture, Napoli, 2009; pp. 227. euro 11,50). Il nuovo romanzo di Adriana Assini si situa nei primi decenni del '600, in quella medesima età "sudicia e sfarzosa" in cui, per intenderci, sono ambientati I Promessi Sposi. Abituati come eravamo a regine spagnole (sebbene senza trono), a grandi eroine di Francia o a contesse ungheresi dal potere non molto minore di quello di un re, ora ci troviamo di fronte a uno scenario del tutto nuovo: in questa vicenda - che si snoda fra una Palermo barocca, bacchettona e crudele, e una Roma non meno farisea ma ancor più sontuosa, feroce e corrotta - seguiamo da presso le avventure e le disavventure degli umili, degli emarginati, dei miserabili. I potenti, le "eccellenze", con la loro grande ombra, rimangono sullo sfondo, a tracciare, inesorabili, il destino dei loro sudditi e le coordinate di un'intera epoca. È singolare il fatto che leggendo i romanzi della Assini, ci sembra ogni volta di attraversare una sorta di porta del Tempo, di intraprendere cioè un viaggio che ci estranea dalla realtà presente per introdurci in un "mondo altro" minuziosamente e perfettamente ricostruito in tutti i suoi aspetti - come già aveva osservato Luciano Pirrotta - dalla fantasia ma anche, non dimentichiamolo, dalla rigorosa documentazione dell'autrice. E da quel mondo virtuale non si può uscire se non dopo aver letto l'ultima pagina. Sulla folla dei personaggi minori che costituiscono la massa corale del romanzo, emerge fin dall'inizio la figura della protagonista: la bella Giulia Tofana, che esercita il più antico mestiere del mondo (ottenendo così, nell'alcova, anche i favori di persone di spicco) ma che in segreto diviene ancor più famosa nell'inventare e commerciare una misteriosa "acqua": in apparenza un cosmetico per ravvivare la bellezza muliebre, in realtà un micidiale veleno per levar di mezzo senza lasciare traccia alcuna qualsiasi personale nemico. In un mondo popolato per lo più da ipocriti e da pusillanimi, questa cortigiana avvelenatrice finisce col conquistarsi pian piano le simpatie del lettore, se non altro per il coraggio, l'indomita fierezza e la genuina sincerità. Tutto la rende diversa e in certo modo più grande dei personaggi che la circondano, a cominciare dagli uomini da cui è conquistata e tra i quali è combattuta e divisa: prima il nobile e seducente Manfredi, che sostiene di amarla con passione ma non esita a dileguarsi (pur senza dimenticarla) perché incapace di sfidare per amore le convenzioni sociali; poi l'affascinante Fra Nicodemo, uomo attratto dalle vette dello spirito ma tutt'altro che insensibile ai piaceri e alle tentazioni dei sensi, il quale invece non l'abbandona, anzi, la porta con sé a Roma continuando a proteggerla fino alla fine (sebbene in modo non del tutto disinteressato...) ma che non sempre dimostra, per distanza o per forse per superficialità, di comprenderne a fondo l'indole e le aspirazioni. Giulia insegue pervicacemente un'esistenza diversa, autenticamente libera, in cui non debba più vendere né se stessa né la diabolica mistura con cui si illude, persino, di fare del bene a coloro che gliela chiedono, e che le serve invece per affrancarsi dalla miseria e a sbarcare il lunario. Ma nelle lunghe e tortuose peripezie che la portano dalla sua "tana" di Palermo al lussuoso appartamento di Roma, dove impara a scrivere e a vestirsi con raffinato decoro, fino all'esperienza del carcere, della tortura e del rischio della condanna a morte per veneficio, la donna, divenuta ormai matura, comprende infine che non può acquistare la libertà che cerca dall'amore di un uomo che la sposa e nemmeno da un'altolocata e costante protezione. Così, in questo romanzo che si libra fra la piacevole evasione e la seria riflessione psicologica e morale, la Assini condensa ancora una volta in modo eccellente la passione per la storia del passato, il gusto per le vicende complesse e drammatiche, e l'ottima capacità di rappresentazione, pittorica e scenografica, di ambienti e personaggi. Il tutto con una sempre finissima ironia e un sottile, intelligente femminismo. Marina Caracciolo

Recensito da Vincenza

Autore: Adriana Assini

Genere: romanzo storico

Perchè leggerlo?
Per conoscere un personaggio realmente esistito, poco documentato nelle fonti storiche

Ti piace se...
piace questo genere

Il pregio principale
Un nuovo modo di scrivere un romanzo storico

Il difetto principale
nessuno




Leave a Reply

*
top
Better Tag Cloud