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Una DiaboliKa intervista

DSCN2514Una DiaboliKa intervista di Fabio Viganò

Andrea Carlo Cappi è, senza ombra di dubbio,l’unico autore al mondo di romanzi che abbiano come tema Diabolik. Nei suoi scritti la suspense avviluppa il lettore a tal punto da renderlo partecipe delle medesime avventure di Ginko, Diabolik stesso,Eva Kant e così via dicendo. Abbiamo incontrato l’autore in una serata ”speciale” a Le Trottoir alla Darsena. Tra il lusco e il brusco, ci ha concesso l’intervista che ora proponiamo per Libera il Libro.

Andrea Carlo Cappi,come quando e perché decide di scrivere romanzi su Diabolik?


-Nel 2000, reduce da un romanzo a puntate con Martin Mystère apparso su Internet: viene ventilata l’ipotesi di fare un’operazione analoga con Diabolik, che poi non va in porto… ma intanto l’idea comincia a girarmi nella testa. Poi nel 2002 ricorrono a pochi mesi di distanza il ventennale di Martin Mystère e il quarantennale di Diabolik, sicché propongo a Sonzogno Editore – e ai rispettivi titolari dei copyright – di celebrare entrambi i personaggi con un romanzo ciascuno, storie completamente originali mai lette a fumetti. Così nascono
Martin Mystère – L’occhio sinistro di Rama (cui farà seguito nel 2014 Martin Mystère – L’ultima legione di Atlantide, edito da Cento Autori) e Diabolik – La lunga notte, che dà inizio a una vera e propria saga: seguono infatti negli anni Diabolik – Alba di sangue, Diabolik – L’ora del castigo ed Eva Kant – Il giorno della vendetta. I primi due ora sono tornati disponibili sotto forma di ebook da Dbooks.it e spero che lo stesso avvenga prossimamente per i successivi.

-Come nasce Diabolik?

-Da un’ispirazione delle sorelle Angela e Luciana Giussani, che nel 1962 sono alla testa della casa editrice Astorina di Milano e cominciano a esplorare il mondo del fumetto. Decidono di creare un Fantômas dei tempi moderni, che vede la luce con la sua prima avventura in novembre, in un formato che diverrà classico, e ben presto si trovano fra le mani un personaggio innovativo e di enorme successo che da cinquantatré anni è presente in edicola senza interruzione con le sue avventure inedite e le ristampe degli albi del passato, continuando a confermarsi come uno dei fumetti più letti in Italia.

-Volendo fare un parallelismo con la realtà, chi identificherebbe con Diabolik?

-In realtà nessuno: come raccontano le sorelle Giussani nel celebre episodio Diabolik, chi sei? il personaggio ha un’infanzia e un’adolescenza molto particolari, che ne fanno una sorta di inconsapevole superuomo nietzschano. Quindi al tempo stesso un uomo perfettamente amorale, ma nel contempo con un’etica rigidissima che lo rende protettivo nei confronti delle pochissime persone che riescono a entrare nella cerchia delle sue amicizie, che ne fa un antieroe in cui non è così difficile identificarsi. Nella realtà nessun criminale potrebbe essere alla sua altezza. Ma… perché mi dai del lei, visto che ci conosciamo da vent’anni?

-Ah, già. Beh, parlando di politica… Analizzando la storia, Diabolik chi potrebbe essere?

-Anche qui nessuno, anche se il paragone politico non è fuori luogo. Diabolik è pragmatico e, come il Principe di Machiavelli, è pronto a usare ogni mezzo per perseguire i suoi fini. Ma, a differenza di molti politici, non è interessato al potere fine a se stesso né, paradossalmente, al denaro di per sé: già dopo i suoi primi colpi avrebbe potuto ritirarsi a vita privata, anziché reinvestire tutto in furti successivi. A lui interessa la sfida continua, misurare se stesso di fronte al pericolo, perché è questa la sua vera identità. Diabolik ha mille volti ma non ha una doppia vita: la sua essenza è essere Diabolik, quindi continuare a fare quello che fa, altrimenti cesserebbe di essere se stesso.

-Nel crimine organizzato,c’è un latitante che si è dato il soprannome di Diabolik. È un mafioso stragista. Cosa direbbe di lui Diabolik?

-Non direbbe nulla: farebbe parlare il suo pugnale. Swiisss…

-Il crimine paga… almeno in Diabolik! Nella vita comune il crimine è perseguito duramente, quantomeno dove vigono leggi adeguate. Sbaglio?

-Non sbagli, anche se tra finzione e realtà c’è una differenza fondamentale. Diabolik è un genio e per questo nelle sue avventure riesce a sfuggire al peraltro brillante ispettore Ginko, un uomo onesto, coraggioso, incorruttibile, che gioca secondo le regole. Nella realtà esiste la banalità del male, che a volte riesce ad averla vinta proprio per questo.

-Andrea,secondo te,lo stato islamico ha stretto legami con il mondo del narcotraffico?

-Dio solo sa quali legami con attività illecite si nascondo dietro a quella che si traveste da organizzazione religiosa. Dato che a suo tempo persino i servizi segreti di un paese democratico hanno avuto legami con mercanti di droga in Estremo Oriente e in America Latina, non oso immaginare quali possano essere i giochi di un gruppo di potere che esclude completamente la democrazia dal proprio percorso.

-Cosa dovremmo fare per sconfiggerlo, se fossimo…diabolici?

-Preparare un piano infallibile e rimuovere l’ostacolo, possibilmente dall’interno. Un’operazione che richiederebbe competenza e studio, come quando Diabolik architetta un colpo.

-Grazie Andrea! Un sentito ringraziamento da parte di tutti  i lettori di www.liberaillibro.com

-Grazie a Voi!




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