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Una tranquilla città di paura


Modena, in un giugno afoso. La prima a cadere sotto il coltello di un misterioso assassino è una slovena che vive di espedienti in un casolare di periferia. Il secondo, però, è un violinista di Trento, di passaggio per un concerto, ucciso in una via del centro. E la terza è una bella vedova di mezza età, ammazzata nella sua villa in un quartiere elegante e ricco.
Tre omicidi in sei giorni. Troppi, anche per una città come Modena dalla cronaca nera sempre più brutale. L'opinione pubblica è scossa, chiede aiuto. E a indagare è chiamato il commissario Cataldo, nel pieno della maturità professionale, ma intimamente incupito da una paura segreta, che condiziona la sua stessa vita.
Un'inchiesta difficile; storie vecchie di anni e nuovi delitti, gente che non ricorda o che non vuol parlare, persone collegate da legami equivoci. Un intrico di passioni, di interessi, di omertà, mentre l'assassino continua a insanguinare la città di vittime senza alcun legame apparente. Cataldo, come sempre, è costretto a ricucire tutto a forza di indizi insignificanti, di parole sfuggite inavvertitamente, di ipotesi azzardate, in una corsa disperata contro il tempo. E insieme a lui il lettore vive lo stesso tormento di brancolare nel buio e, fino all'ultimo, di vedere impunita una serie di delitti freddi e spietati.


Editore:
Roma, LCF Edizioni

Genere: thriller

Estratto:
"Scusi, sa l'ora?"
Non fa in tempo a notare il tono della voce, leggermente alterato. Come di chi ha corso e ha il fiato grosso. E non fa in tempo neanche ad articolare una parola. Perché è ancora con gli occhi al polso, quando scintilla.
La lama scatta in avanti e lo trafigge. Il suo stupore si trasforma in dolore. Il sangue gli macchia la camicia.
La lama colpisce di nuovo, dal basso all'alto, mentre lui si piega, le mani sul torace.
Boccheggia. Vomita sangue, poi si agita in spasmi convulsi, lì, ancora in piedi, contro il muro. Cerca di dire qualcosa, fissando con occhi sempre più opachi chi gli sta davanti, e vomita sangue un'altra volta. Fa ancora due, tre passi, verso la sagoma che va via piano, senza correre. Poi si blocca e piega la testa. Cade.
Resta lì, immobile, la ferita alla gola che gorgoglia di saliva e di sangue.

Acquisto:
www.dgs3-editrice.it




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