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Un’ombra sul Fiume Merrimack

Diana sta pattinando, insieme alla sua amica Jenny, sulla superficie ghiacciata del fiume Merrimack, ormai in disgelo. La lastra su cui lei scivola leggera si rompe all'improvviso e lei vede al di sotto, trasportato dall'acqua che è tornata a scorrere, un corpo morto dal quale rischia di essere trascinata nella profondità del fiume. Un incubo che inizia per lei in quel momento e terminerà con un finale del tutto inaspettato. L'autrice ci regala un affresco di quella che era la società americana degli anni '60, con le sue contraddizioni e le sue disperazioni. Era in pieno svolgimento, infatti, il conflitto con il Vietnam e le descrizioni dettagliate delle situazioni fanno vivere al lettore la realtà di ciò che la società di allora viveva. Un altro thriller ben congegnato da un'autrice che è stata definita "la futura Cornwell" e che riesce a collocare delle trame mozzafiato in periodi storici e sociali vissuti nella loro intimità. Gli argomenti trattati, la descrizione della natura e dei luoghi nordamericani, una trama che prende l'attenzione sin dalle prime righe, fanno di questo romanzo una lettura avvincente ed emozionante. Editore: Kdl-Amazon Genere: Thriller-Giallo Estratto: Lei stava pattinando e finalmente riusciva a calibrare la spinta impressa al movimento della gamba con la resistenza opposta dalla lastra ghiacciata. Davanti al suo sguardo si fondeva il grigio chiaro del fiume con quello più scuro del cielo. Era perfino piacevole sentire l'aria gelida sul viso, mentre chiudeva gli occhi e si lasciava trasportare leggera sulla superficie ghiacciata. Più in là la sua amica Jenny stava cercando di fare altrettanto e, a dispetto della sua obesità, riusciva a esprimere leggerezza e agilità. Il silenzio veniva interrotto solo dal ritmico andare dei pattini e, in quella luce tenue e crepuscolare, riuscivano addirittura a guardarsi e a sorridersi di tanto in tanto. Era trascorso quasi tutto l'inverno nel gelo del New England. Ora non era difficile sopportare il freddo meno tagliente, che caratterizzava l'avvicinarsi della primavera nel New Hampshire. Più volte le era stato raccomandato di non andare a pattinare sul fiume, dove si erano verificati incidenti mortali, soprattutto alla fine della stagione invernale. Alcuni ragazzi erano stati inghiottiti dal Merrimack e, nel migliore dei casi, i loro corpi erano stati ritrovati, dopo il disgelo, molti chilometri a valle, verso l'Oceano. Lei, invece, aveva preferito dar retta a Jenny e scegliere un posto sul fiume dove, battendo con i pattini la superficie, avevano delimitato un'area apparentemente solida e sicura. Del resto l'unica pista di pattinaggio si trovava dall'altra parte del bosco e veniva ricavata congelando l'acqua di quella che d'estate era una grande piscina. Era facile perdere l'orientamento nella macchia boschiva durante le frequenti tempeste di neve. Jenny, che ne dici sarà ora di andar via? No, ti prego, ancora cinque minuti, promesso! L'amica non era mai felice di rientrare a casa. Vi avrebbe trovato una madre alcolizzata e un patrigno violento. Al contrario Diana sentiva che era proprio il momento di tornare. Da lei c'era il nonno materno, che l'aspettava con ansia mentre, in tutta la casa immaginava si stesse già diffondendo un caldo odore di zuppa e dolci. Decise però di far contenta Jenny, altri cinque minuti non era poi molto. In quegli ultimi attimi volle tornare con un generoso slancio verso il confine del perimetro che avevano tracciato, un'ultima emozione prima di rientrare. Mentre scivolava leggera sentì un tonfo al di sotto del ghiaccio, frenò e si accorse che in quel punto la lastra era più sottile e stava cedendo. Rabbrividì, restò immobile, ogni movimento poteva esserle fatale. All'improvviso si rese conto che era quasi buio, il ghiaccio sotto i suoi piedi non reggeva e poteva essere trascinata dalla corrente sottostante. Ebbe solo la forza di piegare in avanti la testa e guardare al di sotto della superficie. Come temeva, riusciva a indovinare il movimento dell'acqua e sentì chiaramente che qualcosa urtava la lastra. I suoi occhi dilatati osservarono con attenzione cosa stava accadendo. Era un oggetto, no, una forma scura che veniva trasportata lentamente e quello che aveva colpito la superficie era, guardando meglio, una mano protesa come a chiedere aiuto! La sagoma scura passava lentamente sotto i suoi piedi e scivolava, lasciando intravedere la forma di una testa e di un corpo gonfio. Se si fosse staccata la lastra lei sarebbe stata inghiottita e rapita da quel cadavere, che l'avrebbe trascinata con sé, nella profonda oscurità. Jeeennnny! gridò a squarciagola e iniziò a correre, puntando i pattini sul ghiaccio dove si disegnavano, sotto i suoi colpi, delle sinistre ragnatele. Diana, cosa c'è? chiese l'amica allarmata. Non aveva più tempo per parlare, ormai sentiva i piedi bagnarsi di acqua gelida ed era certa di stare per morire sotto i ghiacci del New Hampshire. <> si disse puntando i piedi sempre più avanti << Ancora più svelta per sopravvivere!>>. In lontananza sentiva la voce di Jenny che si era resa conto dell'accaduto. I pattini ormai erano zavorre che l'avrebbero trascinata in fondo, ma costituivano ancora l'unico e ultimo mezzo di salvezza. Jenny, corri, aiutami! l'amica sembrava paralizzata e inebetita, ma si risvegliò di colpo, pattinando a tutta forza verso di lei. Frenò a qualche metro di distanza tendendole le mani. Diana sapeva che Jenny non si sarebbe potuta avvicinare di più o sarebbe stata inghiottita anch'essa. Ancora due o tre passi e avrebbe afferrato la sua mano, ma se il ghiaccio avesse continuato a infrangersi non ce l'avrebbe fatta. Ogni cosa iniziava a sembrarle una realtà a cui lei non sarebbe mai più appartenuta. Quei pochi centimetri erano divenuti una distanza insormontabile, attraverso la quale si sarebbe dissolta la sua giovane esistenza, e si stava sentendo troppo stanca per superarla. La disperazione, il terrore più profondo si impossessarono di lei. L'acqua gelida aveva raggiunto le sue gambe e il loro movimento non rispondeva ai febbrili comandi che lei inviava. La mano di Jenny era lì, ma lei non l'avrebbe mai raggiunta e già si sentiva risucchiare dall'acqua, il suo corpo era ormai proiettato all'indietro e la fine era vicina. Noo Diana, ce la puoi fare! Prendi la mia mano! urlò Jenny disperata, avanzando ancora di un passo. ... Acquisto: Il libro è acquistabile online in Kdl-Amazon, accedendo al seguente link: https://www.amazon.it/dp/B00BCGTIVI


3 Responsesto “Un’ombra sul Fiume Merrimack”

  1. MARIA ROSARIA says:

    un giallo intricato con il quale la scrittrice ci sfida a dipanare la matassa dell’intrigo… sullo sfondo di una storia familiare in un’america di provincia

  2. MARIA ROSARIA says:

    un libro che si legge con passione, entrando nella vita di queste ragazza, in un’atmosfera di provincia americana, dove il giallo e le sorprese non si fanno attendere

  3. Giulia Madonna says:

    Storia avvincente e sapientemente narrata. Atmosfera da brivido sullo sfondo di provincia americana ripiegata su i suoi dolori e le sue insidie. L’autrice sa accompagnarci lungo la narrazione accendendo la nostra curiosità.

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