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VALAERIA (Francesca Angelinelli)


Se qualcuno aveva bisogno di una ulteriore conferma del valore e delle infinite potenzialità narrative di Francesca Angelinelli eccolo accontentato! Valeria, Lucio e Severo sono i protagonisti di questa nuova avventura. Sono i tre personaggi che, dalle pagine del romanzo, risaltano nitidi come figure scolpite con grande perizia, su un antico bassorilievo marmoreo. La quiete bucolica e pastorale con cui la Angelinelli apre la narrazione colpisce immediatamente la fantasia del lettore e lo proietta in un tempo lontano, nel quale i ritmi esistenziali sono scanditi dai cicli naturali. Ecco, allora, la famiglia riunita davanti al desco o alle prese con le incombenze della vita contadina: i campi da zappare, il grano da falciare, il gregge da pascolare. Ma la tragedia è in agguato e il piccolo podere situato nelle vicinanze di Arx, la capitale di un vasto Impero non ben definito, ma facilmente identificabile dal tratteggio puntuale e puntiglioso che ne fa l'autrice, in quello Romano dell'epoca più tarda, viene attaccato dalle truppe di Iano, un generale rinnegato e traditore, che cavalcando l'onda di insoddisfazione verso l'autorità costituita ha creato un esercito di banditi che razziano e uccidono chiunque abbia la sventura di trovarsi sul loro cammino. Iano, per i tre giovani fratelli, rappresenta il Fato, il destino, che in modo violento ed ineluttabile porrà termine alla loro serena esistenza, ai sogni dell'infanzia e che ne causerà la dolorosa separazione. Da questo punto in poi la narrazione si snoderà sulla descrizione di tre diversi percorsi esistenziali, in quanto ognuno di loro è cresciuto nella convinzione di essere l'unico superstite miracolosamente scampato allo sterminio della famiglia. Tre distinte e separate realtà, quindi, che confluiscono però, come gli affluenti durante il disgelo, in un unico corso d'acqua e da qui, finalmente insieme, verso il mare, verso il solo, comune obiettivo divenuto ragione di vita: la vendetta. Lucio diverrà Abratos il più famoso dei gladiatori dell'Impero, Severo un coraggioso soldato al servizio dell'Imperatore e Valeria un'abile spadaccina oltre che una donna sensuale ed affascinante, bella come una divinità nordica. La conclusione della storia coincide con la drammatica conclusione dell'esistenza dell'Imperatore, ucciso in battaglia, che riscatterà con la vita un governo in cui ai momenti di luce, troppo spesso si sono alternate cupe zone d'ombra. Dalla pira funebre oltre alle ceneri si eleverà il germoglio della rinascita dell'intero paese e finalmente la ritrovata pace interiore di Lucio e Severo mentre il futuro di Valeria Drusilla... Ottimo romanzo da tutti i punti di vista: come preparazione storica, come documentazione sugli usi e costumi del tardo impero Romano, come approfondimento psicologico e conseguente caratterizzazione dei personaggi. Indovinatissimi i tempi scelti per l'inserimento dei colpi di scena e degli intrecci della trama, originale e particolare il finale aperto... ad eventuali nuove avventure della nostra eroina? Perché no! Personalmente, e in questo credo di non essere l'unica, me lo auguro di cuore. Complimenti, Francesca, alla tua fervida e speriamo inesauribile fantasia! Cinzia Baldini

Recensito da nefti

Autore: Francesca Angelinelli

Genere: Fantasy

Perchè leggerlo?
Perchè è un fantasy molto originale e particolare, ambientato in un Impero che pur indefinito è chiaramente identificale nell'Antica Roma.

Perchè non leggero?
Se si è stanchi e assonnati perchè non si gusta la freschezza e l'originalità della storia.

Ti piace se...
L'autrice Francesca Angelinelli decidesse di dare un seguito a questo libro.

Il pregio principale
L'originalità e l'approfondimento storico oltre alla perfetta caratterizzazione psicologica dei personaggi.

Il difetto principale
La casa editrice che non ha curato i refusi di stampa.

Una frase significativa
Valeria vide il cielo farsi velato, come se una nebbia ultraterrena fosse calata a coprire le stelle in cui cercava il suo avvenire, ma poi la vide avanzare in quella stessa nebbia: la figura esile e sinuosa di una donna che impugnava la sua spada. Lei avanzava sicura, gli occhi erano grigi o forse verdi e i capelli, lunghi e mossi, agitati dal vento gelido danzavano in onde dorate, non sorrideva e il suo viso, bellissimo ma duro come quello di una statua di marmo, non aveva espressione, così come le labbra sottili parevano non saper sorridere.




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