search
top

Volevo essere mister Grey


Giancarlo e Marinella sono una coppia sposata da molti anni. La routine e la monotonia della loro vita coniugale viene improvvisamente turbata dall'arrivo di mister Grey, il protagonista sexy e intrigante della trilogia, best seller mondiale dell'autrice E.L. James. Tra le pagine di un libro Marinella riscoprirà il desiderio di un sogno proibito ma per Giancarlo sarà l'inizio di un incubo in cui la gelosia e la voglia di riconquistare la moglie amata si rincorreranno.
Una storia eroti-comica che vi regalerà qualche risata facendovi però anche riflettere su come ciò che intimamente tanto bramiamo lo abbiamo già. Ciò che nasce da una fantasia prende vita nella realtà, basta solo volerlo.
Il libro contiene espressioni dialettali romanesche di facile comprensione.
Per la presenza di un linguaggio piuttosto colorito e di alcune scene di sesso esplicito se ne consiglia la lettura a un pubblico adulto.

Editore:
Self publishing

Genere: erotico- comico

Estratto:
..."Gianca' finalmente sei tornato, era ora, guai a te se te metti in tuta e pantofole eh, ché tra un'ora viene Gloria con Estefan per cena. Anzi cambiati e mettiti qualcosa di trendy."
Ma perché mi aspettavo di ricevere un abbraccio e un bacio strappatonsille anziché questa frase frettolosa e intimidatoria? La mano che stringe il pacchetto del profumo nella tasca destra resta nascosta. Tutto sarà rimandato a quando questi rompicoglioni, che dovrebbero venire a cena, andranno via.
Lancio la giacca sulla poltrona facendo attenzione a non farla cadere in terra ché il Guerlain potrebbe rompersi, e la seguo mentre ancheggiante torna verso la cucina. Mamma quanto è bella stasera, indossa un abitino a tubino rosso e delle scarpe nere con tacco vertiginoso, c'ha due gambe che sono un'autostrada verso il piacere, vabbè questo periodo verso il nulla, i capelli raccolti in una treccia morbida che le cade davanti sul seno destro: sembra una modella.
"E chi è?" le chiedo inebetito guardandole il culo che ciondola mentre gira il ragù.
"Come chi è Gianca', è mia sorella!"
"Marine', la conosco Gloria chi è, è sto Befan che non conosco?"
"Estefan! Si chiama Estefan. Non fare come al solito che non ti ricordi mai i nomi e poi li storpi. Su su, mettiti un bel jeans e una bella camicia, ché tra tuta e divisa da autista ormai metti solo quelli manco fosse una seconda pelle. Fammi fare bella figura, non fare il solito asociale. E ricordati, lui si chiama Estefan, è spagnolo ed è il nuovo ragazzo di mia sorella. Pensa, lavora su una piattaforma petrolifera a Dubai, deve essere una persona interessantissima."
"Sì, certo. Come erano interessanti Simone, Andrea, Giovanni, Filippo… tua sorella ora è passata dai dodici apostoli agli stranieri. Cambia fidanzato con la stessa frequenza con cui io cambio canale quando ci sta la pubblicità in TV. Ha quarantadue anni Gloria, sarebbe ora si comportasse da adulta, no?"
Vorrei aggiungere: "Diciamo pure che tua sorella è un po' mignotta" ma me lo tengo dentro ché Marinella è molto legata a Gloria. Sarebbe capacissima di versarmi in testa tutto il ragù bollente se gliela offendo.
Infatti si mette le mani sui fianchi con fare bellicoso e mi guarda con l'occhio avvelenato. Il coltello che ha appena preso in mano me la fa sembrare la protagonista di un film di Hitchcock, Psycho.
"Gianca', che cosa vuoi dire che c'ha un'età? Lei almeno si diverte, si mette in gioco, conosce gente nuova, uomini interessanti, non si butta sul primo che capita per metterci su famiglia!"
Eccola là, sta per caso alludendo? Ha detto: il primo che capita per metterci su famiglia, sarei io quello? Quindi lei s'è buttata su di me come se fossi uno qualunque? Guarda tu come sta calando la maschera, mia moglie. Ma davvero mi ha sposato solo per poter mettere su famiglia e non perché mi amasse? Non la riconosco più. Questa donna è una estranea, chiunque tu sia esci dal corpo di Marinella mia, va de retro satanassa!
Non replico nulla e mogio me ne vado in camera a cambiarmi. Devo mettermi qualcosa di trendy, ma che c'ho di trendy, famme un po' vede'? Apro l'armadio e l'unica cosa che trovo di giovanile sono un paio di jeans slavati, di tre anni fa e una camicia azzurra che me pare uguale a quella che portiamo sotto la divisa. Infilo i pantaloni, ma quando provo ad abbottonarli ho però una brutta sorpresa, ci mancano buoni due centimetri per far entrare il bottone nell'asola.
"Porcavacca, e mo che faccio?" la domanda sorge spontanea.
Cerco altri calzoni ma ha ragione Marinella, tutta roba da vecchio. Quindi tento di trattenere il fiato ritirando la pancia, mentre sollevo la chiusura lampo fin dove il respiro mi consente, ma come riprendo a incamerare aria arieccola là… sembro incinto di cinque mesi. Allora decido di lasciare la cerniera aperta e cerco di fermare il tutto con la cinta di pelle marrone che si stringe all'ultimo buco. Lascio la camicia fuori che me sembra più da look trasandato che trendy, ma che devo fa? Per fortuna è abbastanza larga e ancora non la riempio tutta. Mi rimiro allo specchio e tutto sommato sono soddisfatto. Effetto snello, tie' guarda che figurino che c'ho, sembro uno sportivo.
"Sì, campione mondiale di scacchi, Gianca' te se fa prima a salta' sopra che a girarti attorno" risponde la mia vocina interiore stronzetta.
Esco dalla stanza giusto in tempo per andare ad aprire la porta, ché è suonato il campanello....
..."Gianca', muoviti."
Sento la voce di Marinella che mi chiama e di corsa mi affretto ad andare in cucina
"Ma dov'eri andato? Pensavo fossi caduto in bagno, stavo per mandarti una missione di soccorso. E che diamine, su! Ti stiamo aspettando per iniziare il dolce."
È in piedi vicino al frigo e mi guarda strana, che si sia accorta di cosa sono andato a fare? Ah no, mi sta guardando sul davanti dei pantaloni. Seguo subito i suoi occhi e non mi vedo nulla di strano.
"Che c'è?" le faccio con espressione colpevole anche se non capisco per cosa dovrei sentirmi tale. Mi sembra di avere tutto a posto.
"Ma che te sei messo?"
"Come che me so messo?"
"Sì, perché hai la camicia fuori dai pantaloni? Sembri sciatto e trasandato, ma che è?"
Fino a ora non si era accorta di come mi ero vestito, era troppa presa dai piatti e dal superfigo bruciamutande.
"Beh… io" farfuglio, non mi va di dirle la faccenda dei pantaloni che non si sono abbottonati, "è più trendy" aggiungo veloce e con un sorriso soddisfatto.
"Ma che trendy e trendy, sembra che c'hai la panza più grossa."
Aaahhh, maledetta, mi ha proprio toccato nell'orgoglio di maschio, sapendo poi che lei sbava per quel palestrato di là. "Mettila dentro e sblusala, così camuffi" aggiunge spiccia come solo certe donne sanno essere.
Si avvicina e fa per toccarmi ma mi ritraggo per non farle sentire la cinta dei pantaloni slacciata.
Avvilito la seguo in soggiorno con il vassoio della torta al cioccolato che mi piace da matti ma che stasera, caschi il mondo, non toccherò. Devo pensare a mettermi a dieta, cazzo, se devo competere con questo Grey.
La serata procede all'insegna di chiacchiere futili tra sorelle e dei miei tentativi goffi di intavolare una sorta di conversazione tra maschi con il moro. Tentativo riuscito malissimo perché, diciamocelo pure, a lui non gliene frega nulla di conversare, si sente un adone e sta godendo delle lusinghe della ragazza e di mia moglie che sembrano fare la bava come le lumache a ogni sua frase e osservazione. Parla sempre lui, del suo lavoro sulla piattaforma petrolifera, degli Emirati Arabi, del prezzo per petrolio a barile... roba che un paio di barilate in bocca gliele lancerei volentieri. Ha pure sfoggiato un sorrisino del cazzo quando gli ho parlato del mio di lavoro. Quando gli ho detto che sono autista ATAC mi ha guardato con pena e compassione manco fossi l'addetto alla raccolta della merda dei cavalli all'ippodromo Capannelle.
Finalmente a mezzanotte decidono di levare le tende, pare che il giorno dopo debbano alzarsi presto per andare a fare una gita fuori porta. Hanno invitato anche noi, ma è stata Marinella a rifiutare perché domani, che siamo entrambi di riposo, ci sono da fare un po' di lavori in casa. Penso al contratto che le ho lasciato in mezzo al libro. Mi viene da ridere. Altro che Serva e Padrone, domani Marinella mi farà fare un culo pazzesco comandandomi a bacchetta, più schiavo di me non ci sarà nessuno.
Stasera è troppo tardi e non leggerà, forse lo farà domani, nel pomeriggio, quando avremo finito e si rilasserà sul divano.

Invece dopo una giornata di lavoro intenso tra imbiancare il corridoio, sistemare la cantina, riparare il lavandino del bagno che gocciolava, lei decide di rilassarsi con un bel bagno. Quando me lo dice replico: "Sì, anche a me piacerebbe, potremmo…"
Nemmeno mi fa finire. "Scordatelo Gianca' non siamo più quelli di una volta. In due dentro la nostra vasca? Manco fossimo due contorsionisti, altro che rilassarci, ci devono venire a tirare fuori i vigili del fuoco perché ci saremmo incastrati manco fossimo tra le lamiere accartocciate di una macchina."
Niente, pure questa idea porcella è stata bocciata. Inutile che le spieghi che sarei entrato prima io, mi sarei sdraiato e lei si sarebbe potuta mettere a cavalcioni su di me e avremmo potuto…

Acquisto:
https://www.amazon.it/dp/B079RBTK8X




Leave a Reply

*

top
Diag| Memory: Current usage: 47606 KB
Diag| Memory: Peak usage: 47779 KB
Better Tag Cloud