338171 T.E. (Lawrence d’Arabia)

by | 21 Apr 2021 | Novità in libreria | 0 comments

Victoria Ocampo

Traduzione di Fabrizio Bagatti

«Un magico incontro tra due anime che affascina e fa riflettere»
Times Literary Supplement

Nel 1942 Victoria Ocampo annuncia al suo amico Pierre Drieu La Rochelle l’intenzione di porre fine a un’autobiografia del colonnello Lawrence: «In questo momento sono sposata con i Sette pilastri della saggezza e con le sue Lettere, che sto facendo tradurre. Ho già scritto un centinaio di pagine su quest’uomo che mi affascina. Vorrei farlo conoscere ai miei compatrioti e ci riuscirò! T.E.L. mi interessa profondamente perché arriva a conclusioni simili alle mie con un temperamento e per dei percorsi opposti ai miei. Everything that is, is holy, tutte le cose che esistono sono sacre, come pensava Blake».

Pubblicato in patria in quello stesso anno e poi in Inghilterra e in Francia nel 1947, “338171 T.E” appare ora per la prima volta in traduzione italiana e per quanto nel mezzo secolo abbondante che ci separa da quella prima uscita la bibliografia intorno a Lawrence sia cresciuta a dismisura, insieme con la revisione storica sulla sua figura e sulla «rivolta araba», l’analisi della Ocampo mantiene una freschezza, frutto di un intuito squisitamente femminile, e una profondità che ne fanno un piccolo classico.

«Forse il suo torto fu di crogiolarsi nel rifiuto. Ma possiamo chiamare torto ciò che senza dubbio fu il suo dharma? Come quella di Arjuna sul campo di battaglia, la sua anima era sgomenta. Niente poteva dissipare l’ansia che la paralizzava. Come Arjuna, Lawrence non desiderava più né vittoria, né regalità, né voluttà. Era un abitante delle grandi pianure. Ed è in questa regione, popolata di assenze, che ha avuto luogo il nostro incontro».

Victoria Ocampo (1890-1979), scrittrice e intellettuale, è una delle grandi figure della vita letteraria del XX secolo. Fondatrice della rivista Sur e della casa editrice omonima, vi ha pubblicato i più grandi scrittori novecenteschi ed è stata amica e complice di molti di essi: Ortega y Gasset, Borges, Roger Caillois, Virginia Woolf, André Malraux. È stata la prima donna a entrare nell’Accademia argentina delle Lettere nel 1977.

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